I parlamentari siciliani e calabresi della Lega replicano al presidente della Corte dei Conti
“Appare singolare come su 120 miliardi di euro stanziati per il compimento di grandi opere su tutto il territorio nazionale, l’attenzione da parte di alcuni sia rivolta esclusivamente agli 11,6 miliardi destinati allo Stretto”.
Così in una nota i parlamentari siciliani e calabresi della Lega: i senatori Nino Germanà e Tilde Minasi, e i deputati Anastasio Carrà, Domenico Furgiuele, Simona Loizzo e Valeria Sudano in replica alle dichiarazioni del presidente della Corte dei Conti, Guido Carlino.
“Oggi è solo grazie all’impegno e alla determinazione del vicepremier Matteo Salvini se, dopo 50 anni, milioni di cittadini siciliani e calabresi vedranno finalmente riconosciuto, con la realizzazione del Ponte sullo Stretto, un loro diritto. Oltretutto creando decine di migliaia di posti di lavoro veri. Con Salvini alla guida del Mit si potrà finalmente passare dalle parole ai fatti su un’opera fondamentale per lo sviluppo di tutto il Meridione e dell’intero Paese. Siamo certi che anche alla Corte dei Conti ne saranno felici”.

Infatti la Corte dei Conti esprime serie riserve….
Il sud, per molti, deve continuare ad essere colonia del nord. Solo una grande opera prevista per il sud, tutto il resto al nord. Si contesta l’unica grande opera, prevista al sud, che costa una frazione degli oltre cento miliardi per le grandi opere. Un sud sviluppato, cosciente di una sua economia, può alterare gli equilibri italiani e mettere freno al dominio del nord. I partiti nordisti, specie radical chic di sx: tosco/padani, lombardo/veneti ed ovvio rosso garibaldini, savoiardi, mettono in campo di tutto per bloccare il sud allo stato coloniale. Il principio che i soldi di tutti gli italiani devono essere spesi nel nord locomotiva, può essere messo in dubbio dallo sviluppo economico che può portare il ponte sullo Stretto, unica grande opera al sud. Il nord gode di 1500 km. di A/V di 5 e 6 corsie autostradali, pedemontane, aeroporti ogni 20 km, di tutto e di più. Per mantenere la locomotiva nord si sono spesi negli ultimi 12 anni centinaia e centinaia di miliardi. Nulla al sud. Si vuole continuare con il tutto al nord il nulla al sud.
E’ singolare che nessun movimento ambientalista abbia espresso riserve per la diga di Genova, un miliardo di euro di cemento armato calato nella Baia dei Delfini, uno specchio di mare che dovrebbe essere Area Marina Protetta. Tutte le remore, di carattere ambierntale, finanziario e antimafia si materializzano quando si parla del Ponte di Messina. Perchè?
Perché il ponte è una grande c……a
Si contesta il PONTE perché è una bruttura contro l’ambiente la bellezza della natura e tanto altro,. mi vien che ridere leggere delle opere del Nord , certo ma da noi 2nciuriamo” autostrade o strade provinciali o statali ” trazzere”, cominciamo da queste egregi signori pontisti , MESSINA CATANIA, CATANIA SIRACUSA , SIRACUSA GEL,CATANIA PALERMO, PALERMO TRAPANI….ne abbiamo tante da rendere la Sicilia NORD, con non dico 5 o sei corsie ma tre moderne e percorribili ,, senza slalom o altro.., per arrivare a Caltanissetta Enna o Piazza Armerina ,picoli esempi, bisogna raccomandarsi l’anima a Dio ….alta velocità ferroviaria, che e cosa che si mangia ????? ahahahahah, ma almeno raddoppi ferroviari sicuri, per arrivare in treno ripeto senpre le solite città, ma Caltanissetta , Piazza Armerina, Enna , Marsala Mazzara del vallo da Messina , ..ORE INTERMINABILI DI tRENO…MI FERMO QUI CARO TOTONNO E FRAZZICA…….
Caro Pippinu, al sud non si realizza nulla. Il nord locomotiva si prende tutto. Il ponte è un’opera madre. Può cambiare il sistema. Fatto il ponte e le opere connesse, che sono superiori come costo rispetto al ponte stesso, si ha una prima modernizzazione ed una fonte di sviluppo del sud, che può mettere in discussione il sistema del tutto al nord locomotiva, nulla al sud. Mantenere questo sistema che bisogna investire tutto al nord falsa locomotiva, (le industrie sono state delocalizzate in Asia e nord est europeo), per trainare il sud, povero, mafioso, senza risorse, sottosviluppato, peso per l’Italia…. basta. Il sud può diventare un polo economico importante, e con la logistica, grazie al ponte, può essere la locomotiva vera, reale, dell’Italia.