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Ricordare per Cambiare: 20 anni senza Valeria Mastrojeni

Marco Celi

Ricordare per Cambiare: 20 anni senza Valeria Mastrojeni

mercoledì 21 Giugno 2017 - 09:31
Ricordare per Cambiare: 20 anni senza Valeria Mastrojeni

Un momento pregno di significato, un incontro per ricordare il sacrificio di una vittima innocente della strada, Valeria Mastrojeni, la giovani messinese che, vent'anni fa, perse la vita in un terribile incidente stradale, causato dall'incoscienza ed irresponsabilità di chi guidava. Ma da quella tragica circostanza, è nato un movimento importante, l' Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada (AIFVS), guidato dalla madre di Valeria, Giuseppina Cassaniti Mastrojeni, che tanti successi ha ottenuto in 20 anni di lotte.

Educazione, formazione, informazione e prevenzione da un lato, giustizia e ricerca della verità dall'altro: questi i punti cardine che hanno caratterizzato il ricco incontro, dal titolo "Ricordare per Cambiare", che ieri, nei locali di Palazzo Zanca, ha visto una gran numero di relatori presenti per parlare, e rendere omaggio, ai vent'anni di lotte di una donna, una madre, che dopo aver perso sua figlia in un tragico incidente stradale, ha saputo raccogliere la delusione, la rabbia di un evento così tragico per trasformalo in forza per lottare contro le ingiustizie e per la prevenzione affinché nessuno più provi il dolore che ha segnato la sua vita.

Stiamo Parlando di Giuseppina Cassaniti Mastrojeni, madre della giovane messinese Valeria Mastrojeni, che in una fatale notte del giugno del 1997, venne investita da un'auto, una Lancia Delta che, per le strette vie del centro storico messinese, viaggiava a più di 110 km/h, e il cui guidatore, noncurante dei danni che avrebbe potuto causare, ha finito per investire l'auto su cui viaggiava Valeria, uccidendola.

Al convegno, in memoria di Valeria, hanno partecipato numerose personalità, dal presidente dell'ARS Giovanni Ardizzone, all'onorevole Filippo Panarello, il sindaco Renato Accorinti e il vice sindaco Gaetano Cacciola, il GIP del Tribunale di Messina, Salvatore Mastroeni; il direttore del Dipartimento di Giurisprudenza, Giancarlo De Vero; Rodolfo Nesci, avvocato AIFVS, la docente di bioetica Marianna Gensabella, il docente di comunicazione e giornalismo Francesco Pira; Carmela Maria Lipari, dirigente scolastico ISS “Caminiti-Trimarchi” di Santa Teresa di Riva.

Una moltitudine di relatori che dai tutti i punti di vista, partendo dal tragico incidente di Valeria, ha cercato di sviscerare la problematica delle vittime della strada, sotto il profilo dell'educazione, della prevenzione, dell'etica, della comunicazione e della giustizia che, purtroppo troppo spesso, si occupa di quello che adesso, anche grazie alle lotte dell'AIFVS, è diventato reato di omicidio stradale.

Procedendo a ritroso, l'intervento della giustizia, come ha ricordato il GIP Mastroeni:"E' l'ultimo ad entrare in scena, quando il danno è già stato fatto". Ma, nonostante questo, la giustizia ha l'importantissimo ruolo di accertare i fatti, di portare a galla la verità e di identificare i responsabili, nel caso dell'omicidio stradale, che hanno volontariamente guidato in condizioni da mettere in pericolo la loro vita e soprattutto quella degli altri. La giustizia ha il compito di assicurare, come hanno anche ricordato l'avvocato Nesci ed il professore De Vero, che i responsabili ricevano "una pena certa e congrua al reato commesso", cosa che prima dell'introduzione dell'omicidio stradale raramente avveniva.

Una giustizia che ha il compito di produrre norme, e farle rispettare con l'aiuto delle istituzioni, che servano da deterrente e da orientamento culturale nel riscoprire quei valori, come quello sacro della vita, che spesso sembra essere stato dimenticato. Infine, una giustizia che porti alla luce la verità dei fatti, e che non rifugga le responsabilità anche quando queste comportino delle scelte difficili: come nel caso della stessa Valeria, durante il cui processo ben tre pretori rinunciarono, perché cognomi importanti della società messinese sedevano sul banco degli imputati.

Ma se la giustizia, interviene per ultima nei casi drammatici casi delle vittime della strada, è anche vero che molto si può fare sul piano dell'educazione e dell'informazione. Come ha sottolineato la professoressa Gensabella, "è necessario che, ogni tanto, qualcuno ci ricordi cosa è giusto fare, perché ognuno, nella sua coscienza già sa cosa deve fare" con chiaro rifermento a qui principi etici di rispetto e responsabilità che dovrebbero guidare le nostre azioni e di cui spesso ci dimentichiamo. Importante, da non trascurare anche il ruolo fondamentale dell'informazione che deve essere corretta ed orientata alla prevenzione degli incidenti, incentrata sulla sicurezza, sul rispetto delle norme; una comunicazione che faccia da collante, da rete per mettere in atto dei circoli virtuosi per sconfiggere i mali che affliggono la nostra società.

Ma il ruolo più importante sotto l'aspetto dell'educazione e della prevenzione, come hanno ricordato sia il professore Francesco Pira, che la dirigente scolastica Carmela Maria Lipari, spetta alla famiglia e alla scuola. Famiglie che, troppo spesso, non seguono più la vita e l'educazione dei figli, non trasmettono quei valori di rispetto della vita e delle norme; scuole che, in piena collaborazione con le istituzioni del territorio hanno l'importante dovere dell'educazione stradale e alla sicurezza, alla prevenzione del rischio, all'assunzione di responsabilità non solo delle azioni, ma anche delle conseguenze volute e non volute di quelle azioni.

La chiusura degli interventi dei relatori è spettata al vice sindaco, Gaetano Cacciola, che in sintesi ha spiegato quali interventi il Comune di Messina ha messo in campo per provare a ridurre gli incidenti stradali: dissuasori di velocità, marciapiedi più larghi, accessi al tram più sicuri, progetti di educazione stradale, progetti per la mobilità sostenibile, inviti ad utilizzare i mezzi pubblici ed al lasciare a casa l'auto, bus notturni per la movida. Tutti progetti orientati alla prevenzione che però deve essere sempre accompagnata dal cambiamento culturale, dalla presa di coscienza dei cittadini, i quali, devono adottare i comportamenti giusti alla guida.

Una battaglia politica di civiltà quella portata avanti, per questi 20 anni, da Pina Mastrojeni, che con la sua testardaggine è riuscita ad affermare un movimento, degli ideali, nati dal dolore della perdita e convertiti in energia positiva, a livello nazionale. Un lotta continua che ha portato ad importanti obbiettivi come l'obbligo del casco, la patente a punti, il patentino, l'abbassamento del tasso di alcolemia, le maggiori sanzioni fino all'ultimo reato di omicidio stradale. Una lotta nata dal sacrificio innocente della giovane Valeria 20 anni fa e che, tristemente, si è ripetuto per Rebecca, Lorena, Andrea, solo per citarne alcuni. Messina non può lasciare che queste morti restino delle voci isolate che gridano giustizia e sicurezza. Messina deve attivarsi, deve migliorarsi dal punto di vista della sicurezza stradale e della prevenzione e deve ringraziare la forza di una donna, che non ha mai smesso di lottare perché la memoria di sua figlia fosse da motore per il cambiamento della società.

Marco Celi

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