Gli arresti della banda erano scattati a luglio grazie alle indagini dei Carabinieri. Ora il pm Todaro ha notificato l'atto di chiusura dell'inchiesta per basisti e fiancheggiatori.
Indagini al capolinea per 7 dei 12 indagati dell’operazione 24 Carati, l’inchiesta dei Carabinieri sfociata nel blitz del 10 luglio scorso. Quel giorno i militari della Compagnia Messina Sud arrestarono 5 persone accusate di una lunga serie di colpi in città. Adesso il pm Liliana Todaro ha fatto notificare l’avviso di chiusura delle indagini preliminari per Antonino Pantó, 27 anni, Pasqualino Di Blasi (52), Giorgio Gullifa (31), Antonino Lanza (61), Silvia Rolla (36), Antonino Astuto (53) e Maria Corrao, 27 anni.
Il pm ha stralciato la trance di inchiesta che riguarda le cinque persone andate in carcere a luglio, cioè Santi Irrera, 40 anni, Emanuele Lanza ( 26), Davide Rando (20),Francesco Scibilia, 52 anni. Ai domiciliari era andato il milazzese Tindaro Milazzo, 29 anni.
In quasi tre anni, dal 2010 al 2013, avevano intascato oro, gioielli, diamanti, pc, tv, telefonini, per un valore complessivo di circa 300mila euro.
In particolare, Pantó e Di Blasi sono accusati di essere i basisti del gruppo: individuavano le vittime, informandosi anche dai baristi, le pedinavano per qualche tempo, poi passavano l’informazione a Irrera e i suoi. Rolla e Astuto sono accusati di aver messo a disposizione della banda un locale per nascondere la refurtiva. Sono difeso dagli avvocati Giovanni Mannuccia, Nino Cacia, Salvatore Silvestro, Tancredi Tracló.
Le indagini sono scattate nel marzo 2012 dopo il furto in un appartamento poco lontano dalla caserma dei carabinieri di Giampilieri. Nell’arco di poche settimane, gli investigatori sono riusciti a ricostruire l’esatto modus operandi di questa banda criminale, al cui centro sorgeva la figura di Irrera, vero capo e coordinatore del gruppo.
Tredici i casi di furto accertati, che hanno permesso ai carabinieri di delineare la struttura stessa dell’organizzazione, precisa, settoriale e specializzata.
