Una mattinata in piazza Unione Europea, ricordando la Resistenza e la rinascita dopo il fascismo e la seconda guerra mondiale
MESSINA – 81 anni dopo da quel cruciale 25 aprile 1945 ora e sempre Resistenza. Nel segno della Festa della Liberazione, stamattina anche a Messina la cerimonia e tante iniziative: dalle letture collettive alla pedalata resistente. Una mattinata in piazza Unione Europea, ricordando la Resistenza e la rinascita dopo il fascismo e la seconda guerra mondiale,
Un rito civile fondativo e premessa indispensabile per sperare, nonostante tutto, che più libertà, più democrazia e giustizia sociale siano sempre la bussola per orientarci in un presente e in futuro difficili.











Come ha sottolineato oggi a San Severino Marche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, “siamo qui perché, sulle macerie di un regime dittatoriale, anche qui, in questo luogo, si trovano le radici della Repubblica. Nata ottant’anni or sono, dalla libera scelta delle cittadine e dei cittadini, solennemente sanzionata dal referendum istituzionale. Nata sugli orrori della guerra, sulla contrapposizione a un occupante e per redimere l’onta dei collaborazionisti che lo avevano affiancato privilegiando il partito alla Patria. Repubblica nata per esprimere la speranza e l’avvio di un futuro migliore”.
Mattarella: “Sviluppo e progresso nel nome dei valori della Costituzione”
Ha continuato Mattarella: “Le popolazioni delle tante città e i tanti borghi della penisola seppero dar vita a una nuova Italia, verso un Paese in cui “buongiorno vuol dire davvero buongiorno” per usare le parole con cui Vittorio De Sica concluse “Miracolo a Milano”. Questo è stato il portato di ottant’anni di pace, di sviluppo, di progresso, segni distintivi dei valori raccolti nella Costituzione del nostro Paese, tanto cara agli italiani”.
“La pace per ogni Paese: questo il senso della Resistenza”
E ancora: “La pace per ogni persona. La pace come diritto di ogni popolo. La pace per ogni Paese. Questo il senso della Resistenza. Opporsi alla violenza dell’uomo sull’uomo. Fu per rispondere a questo accorato appello che la comunità internazionale progettò, con l’Onu, di ambire a liberare il mondo dall’incubo della guerra e, con il disegno dell’unità europea, di liberarne il nostro continente. In questi ultimi anni stiamo assistendo, dolorosamente, ad antistoriche velleità di affievolire se non addirittura rimuovere quei percorsi. L’Italia, raccolta intorno alla sua Costituzione, guarda con fiducia alle sfide del futuro, insieme agli altri popoli europei. (…) Quel che è accaduto non svanisce ma vive nelle conseguenze che ha prodotto. Il passato ha plasmato il presente. Ecco perché per la Repubblica vale l’impegno che esorta: ora e sempre Resistenza! Viva la Liberazione, viva la Repubblica!”,
