Maxi pignoramento Messinambiente, si tenta la strada della sospensione. Colloquio all'Agenzia delle Entrate - Tempostretto

Maxi pignoramento Messinambiente, si tenta la strada della sospensione. Colloquio all’Agenzia delle Entrate

Francesca Stornante

Maxi pignoramento Messinambiente, si tenta la strada della sospensione. Colloquio all’Agenzia delle Entrate

mercoledì 21 Ottobre 2015 - 23:19
Maxi pignoramento Messinambiente, si tenta la strada della sospensione. Colloquio all’Agenzia delle Entrate

Il vicesindaco Signorino e il liquidatore di Messinambiente si sono recati all'Agenzia delle Entrate per capire come si è generata questa montagna di imposte e tasse non versate. Presenteranno una richiesta di sospensiva in attesa dell'esito sul riequilibrio che, dichiarano, contiene la copertura economica per l'intera mole debitoria. Chiamato in causa il Prefetto.

Una richiesta di sospensiva per scongiurare conseguenze drastiche immediate e provare un percorso che possa essere il più indolore possibile per Palazzo Zanca, per Messinambiente e per la città. E’ questa la strada che cercherà di percorrere il Comune che due giorni fa si è svegliato con l’incubo di un pignoramento milionario indirizzato a Messinambiente. La cartella esattoriale a sei zeri della Serit giunta martedì mattina negli uffici di via Dogali ha messo in subbuglio l’amministrazione Accorinti che si è trovata a dover fare i conti con un maxi pignoramento da 29 milioni di euro, giunto come un fulmine a ciel sereno. La prima cosa che ha deciso di fare il vicesindaco e assessore al Bilancio Guido Signorino è stato chiedere un incontro all’Agenzia delle Entrate, “mandante” della cartella esattoriale che da due giorni tiene sotto scacco Palazzo Zanca. Ieri mattina Signorino, insieme al liquidatore di Messinambiente Giovanni Calabrò, al responsabile amministrativo della società Giovanni Inferrera e all’avvocato Paolo Vermiglio, si è recato presso gli uffici messinesi dell’Agenzia delle Entrate per discutere quel provvedimento che rischia di fare molto male alle casse della partecipata che gestisce il servizio rifiuti. Vicensindaco e vertici di Messinambiente hanno incontrato il Direttore provinciale dell’Agenzia delle Entrate e avviato un primo dialogo e confronto sulla scottante questione.

“Abbiamo trovato grande apertura nei nostri confronti e la piena consapevolezza che si tratta di una situazione anomala. Abbiamo cercato di capire da cosa è stato determinato il pignoramento, poiché riteniamo che lo Stato non possa pretendere somme così ingenti nel momento in cui c’è un piano di riequilibrio in attesa di parere dal Ministero e un servizio pubblico da garantire” ha spiegato il liquidatore Calabrò. Dal faccia a faccia, il primo di altri che saranno sicuramente necessari, è emerso che al momento l’unica via sembra essere quella di richiedere una sospensione del pignoramento in attesa del parere sul piano di riequilibrio. I 29 milioni che la società deve all’agenzia delle entrate sarebbero infatti totalmente compresi nel piano di riequilibrio, quindi dovrebbero avere intera copertura economica. Bisognerà però attendere il responso romano, nel frattempo dunque vicesindaco e liquidatore hanno cercato la soluzione che quantomeno sposta nel tempo il problema che altrimenti avrebbe fatto saltare immediatamente il servizio di raccolta rifiuti.

Adesso Comune e partecipata metteranno a punto tutti gli atti necessari per supportare la richiesta di sospensiva che verrà valutata ed eventualmente accolta dall’Agenzia. C’è però anche un secondo passo compiuto ieri: una nota indirizzata al Prefetto per chiedere l’attivazione di un tavolo tecnico con tutti gli attori della vicenda. “E’ opportuno che il Prefetto sia messo a conoscenza del fatto che se non si dovesse arrivare ad una soluzione condivisa, potrebbero scatenarsi gravi conseguenze di carattere emergenziale per la città.

Il liquidatore Calabrò non perde la calma neanche stavolta e si dimostra fiducioso del fatto che è necessario trovare una soluzione che non metta in ulteriore difficoltà Messinambiente. Non nasconde neanche la lettura data ad un pignoramento così imponente: “E’ stata una mossa politico-strumentale per alzare un nuovo polverone, ma si tratta di numeri e cifre di cui eravamo già a conoscenza, tanto da aver previsto tutto nel piano di riequilibrio.

In realtà però il merito va a al collegio dei revisori dei conti presieduto da Dario Zaccone che nei mesi scorsi, in fase di rimodulazione del piano, fecero inserire circa 32 milioni di euro a copertura delle perdite di Messinambiente, contro i quasi 19 che invece aveva considerato l’amministrazione. Se quella modifica non fosse stata fatta oggi sarebbe stato default sicuro. E invece si prova a prendere tempo.

Nei 29 milioni di euro ci sono cartelle non pagate negli anni, un monte debitorio di tasse e imposte non versate allo Stato e relativi interessi e sanzioni. Secondo quanto dichiarato da Calabrò però ci sono anche cartelle che invece Messinambiente ha pagato o altre su cui sono stati già avviati dei ricorsi, quindi adesso si dovrà anche procedere alla valutazione complessiva delle singole cartelle inserite nella maxi bastosta che per l’esattezza costerà al Comune 29.750.000 euro.

A ripescare alcune cifre che supportano la serenità mostrata in questi due giorni soprattutto dall’assessore Signorino, ci pensa anche il consigliere Pippo Trischitta, che torna con la mente ai giorni del piano di riequilibrio. Il capogruppo di Forza Italia ricorda che l’argomento era stato a lungo sviscerato durante le sedute della commissione bilancio, di cui all’epoca era vicepresidente. Trischitta sottolinea che nel piano di riequilibrio sono stati considerati i seguenti debiti di Messinambiente nei confronti dell'Erario aggiornati al 30 giugno 2014, così ripartiti: debito verso erario per il quale non era stata ricevuta cartella di pagamento € 10.205.977,03, di cui € 8.520.230,03 per sorte capitale ed € 1.685.747,00 per sanzioni ed interessi; debito verso Erario iscritto a ruolo al 30.06.14 ( ricevute cartelle esattoriali ) € 30.701.066,00 di cui € 22.473.417,00 per sorte capitale, € 3.439.265,40 per sanzioni, € 3.030.632,00 per interessi ed il resto per compensi riscossione e diritti di notifica. Proprio questi numeri hanno spinto anche il consigliere comunale ad affermare senza se e senza ma che l'intera somma pignorata è stata già considerata nel piano di riequilibrio e che quindi non dovrebbero esserci altre brutte sorprese.

I prossimi giorni saranno impegnativi e decisivi. Fondamentale sarà avere al più presto la risposta dell’Agenzia delle Entrate sulla sospensione.

Francesca Stornante

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18 commenti

  1. per Signorino è un fulmine a ciel sereno,per Calabrò è una cosa nota tant’è che la spesa è inserita nel piano di riequilibrio.Chi dei due fa il pinocchio?

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  2. per Signorino è un fulmine a ciel sereno,per Calabrò è una cosa nota tant’è che la spesa è inserita nel piano di riequilibrio.Chi dei due fa il pinocchio?

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  3. tranquilli, ora otterrano una rateizzazione in 15 anni e magicamente la tari 2016 (come hanno fatto quest’anno), nonchè qualche scienziato faccia finta di non vedere, aumenterà di 2 milioni di euro…….

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  4. tranquilli, ora otterrano una rateizzazione in 15 anni e magicamente la tari 2016 (come hanno fatto quest’anno), nonchè qualche scienziato faccia finta di non vedere, aumenterà di 2 milioni di euro…….

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  5. Ho fornito i link dei bilanci di MESSINAMBIENTE dal 2009 al 2013, sintetizzando le cifre del DEBITO TRIBUTARIO e delle SANZIONI/INTERESSI, a dimostrazione che il loro aumento progressivo era conosciuto da BUZZANCA, al governo della città,e a CALABRO’ capo dell’opposizione, VI RISULTA UN DIBATTITO ACCESO NEL CONSIGLIO DI ALLORA? NO NO NO,tre volte NO. Gli amministratori di MessinAmbiente di quel tempo scrivono, SEMPRE, nelle relazioni di bilancio di chi è la responsabilità di questo aumento progressivo del debito, SONO I SINDACI di Messina e Taormina,non finanziarono abbastanza la partecipata, intenti com’erano a far pagare(a pochi) una TARSU bassa, favorire evasione o elusione alte, assumere dipendenti inutili, invece di dotarsi di mezzi.

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  6. Ho fornito i link dei bilanci di MESSINAMBIENTE dal 2009 al 2013, sintetizzando le cifre del DEBITO TRIBUTARIO e delle SANZIONI/INTERESSI, a dimostrazione che il loro aumento progressivo era conosciuto da BUZZANCA, al governo della città,e a CALABRO’ capo dell’opposizione, VI RISULTA UN DIBATTITO ACCESO NEL CONSIGLIO DI ALLORA? NO NO NO,tre volte NO. Gli amministratori di MessinAmbiente di quel tempo scrivono, SEMPRE, nelle relazioni di bilancio di chi è la responsabilità di questo aumento progressivo del debito, SONO I SINDACI di Messina e Taormina,non finanziarono abbastanza la partecipata, intenti com’erano a far pagare(a pochi) una TARSU bassa, favorire evasione o elusione alte, assumere dipendenti inutili, invece di dotarsi di mezzi.

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  7. Il Piano di Riequilibrio è stato restituito al Comune. Non vi è alcuna certezza che la situazione determinatasi porti al suo accoglimento, in ogni caso i tempi non saranno brevi. Quindi allo stato non esiste il presupposto su cui richiedere la sospensiva, salvo che la domanda non venga corredata da un primo ed almeno parziale pagamento di quanto dovuto.
    La situazione non è affatto semplice….

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  8. Il Piano di Riequilibrio è stato restituito al Comune. Non vi è alcuna certezza che la situazione determinatasi porti al suo accoglimento, in ogni caso i tempi non saranno brevi. Quindi allo stato non esiste il presupposto su cui richiedere la sospensiva, salvo che la domanda non venga corredata da un primo ed almeno parziale pagamento di quanto dovuto.
    La situazione non è affatto semplice….

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  9. AL SOLITO: a colpa è di Buzzanca e anche questo abbiamo capito e forse pure di Calabrò anche se non eletto ,i residui li abbiamo capito,quello che non abbiamo capito cosa è stato fatto in questi 2 anni e mezzo? Il debito è venuto a ciel sereno,però niente paura perchè lo abbiamo conteggiato nel piano di riequilibrio,ma insomma è cascato dal cielo o lo sapevate già e lo avete inserito.A capirli questi,dicono tutto ed il contrario di tutto.Pinocchietti…

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  10. AL SOLITO: a colpa è di Buzzanca e anche questo abbiamo capito e forse pure di Calabrò anche se non eletto ,i residui li abbiamo capito,quello che non abbiamo capito cosa è stato fatto in questi 2 anni e mezzo? Il debito è venuto a ciel sereno,però niente paura perchè lo abbiamo conteggiato nel piano di riequilibrio,ma insomma è cascato dal cielo o lo sapevate già e lo avete inserito.A capirli questi,dicono tutto ed il contrario di tutto.Pinocchietti…

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  11. A Palazzo Zanca e a MessinAmbiente la matematica è una opinione. Dice Pippo TRISCHITTA, al 30 giugno 2014 il debito verso l’Erario per il quale non era stata ricevuta cartella di pagamento ammonta a €10.205.977, cui sommare il debito verso Erario iscritto a ruolo €30.701.066, totale €40.907.043. Gli amministratori della partecipata in liquidazione scrivono che al 31 dicembre 2013 il debito tributario è di €41.540.620. C’è una differenza di €653.777, ma all’appello manca tutto il 2014 e il primo semestre del 2015. A quanto ammonta realmente questo debito tributario? http://www.messinambiente.it/bilanci/BILANCIO2013/03BILANCIO2013.pdf

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  12. A Palazzo Zanca e a MessinAmbiente la matematica è una opinione. Dice Pippo TRISCHITTA, al 30 giugno 2014 il debito verso l’Erario per il quale non era stata ricevuta cartella di pagamento ammonta a €10.205.977, cui sommare il debito verso Erario iscritto a ruolo €30.701.066, totale €40.907.043. Gli amministratori della partecipata in liquidazione scrivono che al 31 dicembre 2013 il debito tributario è di €41.540.620. C’è una differenza di €653.777, ma all’appello manca tutto il 2014 e il primo semestre del 2015. A quanto ammonta realmente questo debito tributario? http://www.messinambiente.it/bilanci/BILANCIO2013/03BILANCIO2013.pdf

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  13. Noto che Calabrò fa perdere il sonno a mariedit… forse perchè non trova giustificazioni all’operato dello scalzo. Da quanto mi risulta, Calabrò era solo uno dei tanti consiglieri comunali eppure, è diventato un incubo per mariedit e per il suo “datore di lavoro”
    Coraggio mariedit, presto, in compagnia del tibetano, tornerai nell’anonimato.

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  14. Noto che Calabrò fa perdere il sonno a mariedit… forse perchè non trova giustificazioni all’operato dello scalzo. Da quanto mi risulta, Calabrò era solo uno dei tanti consiglieri comunali eppure, è diventato un incubo per mariedit e per il suo “datore di lavoro”
    Coraggio mariedit, presto, in compagnia del tibetano, tornerai nell’anonimato.

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  15. vecchio detto sempre valido: ANNATI A RICOGGHIRI ALIVI!!!

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  16. vecchio detto sempre valido: ANNATI A RICOGGHIRI ALIVI!!!

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  17. SE CONTINUA COSI’ IL COMUNE VEDRA’ PIGNORATO ANCHE IL CANCELLO D’ENTRATA. NON E’ SCHERZO. O VI RIMETTE LA TESTA NELLE SPALLE, O TORNATEVENE A CASA E PAESELLO DOVE L’AMORE TI FA BELLO, CI MANCA LA RIMA. SCHRZI A PARTE SCRIVO SERIAMENTE, ANCORA NON AVETE CAPITO AVETE GIA’ SUPERATO IL NON RITORNO E’ DEFOULT E’ TRAGICO PARLATE, MA NON AGITE. LA CITTA’ LA FU 13.MA CITTA’ D’ITALIA, ORA LANGUE TRA LE ULTIME 5 CITTA’ D’ITALIA (CLASSIFICHE SOLE 24 ORE). E SE LANGUE TRA LE ULTIME 5 D’ITALIA E’ TRA LE PEGGIORI D’EUROPA, SI E’ VERO TRA LE PEGGIORI D’EUROPA. ORA PERDERA’ ANCHE IMPIEGATI E OPERAI UFFICIO RISCOSSIONI (FORSE?) I RESIDENTI SI RIDURRANNO SEMPRE DI PIU’ E ADDIO A SOVVENZIONI STATALI QUI MARIEDIT E’ BRAVO NEL CALCOLARE MANCATI SOVVENSIONI

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  18. SE CONTINUA COSI’ IL COMUNE VEDRA’ PIGNORATO ANCHE IL CANCELLO D’ENTRATA. NON E’ SCHERZO. O VI RIMETTE LA TESTA NELLE SPALLE, O TORNATEVENE A CASA E PAESELLO DOVE L’AMORE TI FA BELLO, CI MANCA LA RIMA. SCHRZI A PARTE SCRIVO SERIAMENTE, ANCORA NON AVETE CAPITO AVETE GIA’ SUPERATO IL NON RITORNO E’ DEFOULT E’ TRAGICO PARLATE, MA NON AGITE. LA CITTA’ LA FU 13.MA CITTA’ D’ITALIA, ORA LANGUE TRA LE ULTIME 5 CITTA’ D’ITALIA (CLASSIFICHE SOLE 24 ORE). E SE LANGUE TRA LE ULTIME 5 D’ITALIA E’ TRA LE PEGGIORI D’EUROPA, SI E’ VERO TRA LE PEGGIORI D’EUROPA. ORA PERDERA’ ANCHE IMPIEGATI E OPERAI UFFICIO RISCOSSIONI (FORSE?) I RESIDENTI SI RIDURRANNO SEMPRE DI PIU’ E ADDIO A SOVVENZIONI STATALI QUI MARIEDIT E’ BRAVO NEL CALCOLARE MANCATI SOVVENSIONI

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