Nel segno del Mediterraneo, della ricerca e della formazione, siglato oggi l'accordo per il polo museale tra Comune, Fondazione Maxxi e Università
A Messina il Maxxi Med. Ovvero un nuovo polo museale di formazione e ricerca. È stato siglato oggi nella sede del Museo nazionale delle arti del XXI secolo, a Roma, il protocollo d’intesa tra il Comune di Messina, la Fondazione Maxxi e l’Università degli Studi di Messina. Erano presenti, per firmare l’accordo, presente la senatrice Dafne Musolino, il sindaco di Messina Federico Basile e il direttore generale del Comune Salvo Puccio; Alessandro Gluli, presidente della Fondazione Maxxi e il rettore dell’Ateneo messinese Salvatore Cuzzocrea.
Si legge in una nota del Comune: “Il nuovo polo museale sarà dedicato alla scena artistica contemporanea del Mediterrano per esplorare e approfondire il patrimonio identitario comune e le culture dei Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum, creando occasioni di confronto e scambio. A tal fine fungerà da centro di ricerca e di formazione per le nuove professionalità nel settore della cultura, quale museo ponte, al fine di facilitare il dialogo interculturale tra Europa, Maghreb e Medio Oriente attraverso il linguaggio universale dell’arte”.
“Messina di nuovo baricentro del Mediterraneo”

“La collaborazione tra i firmatari dell’accordo è finalizzata alla nascita a Messina di un polo – dichiara il sindaco Basile – con l’obiettivo di restituire alla città il ruolo di baricentro del Mediterraneo nell’ambito di un percorso fortemente voluto in questi ultimi anni di governo della città, amministrazione De Luca prima, e quella attuale della mio esecutivo, in cui Messina si appresta ad essere sempre più protagonista attraverso una programmazione strategica di trasformazione e rigenerazione urbana. In quest’ottica stiamo procedendo a significative sinergie interistituzionali e questa odierna – conclude Basile – avrà un importante ruolo di promozione della cultura al fine di avere visibilità a livello internazionale”.
Il Maxxi Med sorgerà nell’edificio di archeologia industriale Torri Morandi, di proprietà del Comune, e a Villa Pace, di proprietà dell’Università degli Studi di Messina. Il protocollo prevede, tra le attività preliminari, la realizzazione di uno studio di fattibilità per il recupero e gli adeguamenti funzionali degli edifici, oltre alla collaborazione con istituzioni internazionali.
Si legge sempre nella nota del Comune: “La scelta della sede Torri Morandi ricade nella memoria storica della loro costruzione nel biennio 1954/55 ad opera dell’ingegnere e strutturista Riccardo Morandi, realizzate in cemento armato precompresso e costituivano la parte terminale dell’elettrodotto che univa la Sicilia e la Calabria per permettere il passaggio dell’energia elettrica dall’isola al continente. “Le Torri, dismesse da circa 20 anni, attraverso un significativo intervento di rigenerazione urbana – aggiunge il direttore generale Puccio – si trasformeranno nella sede ideale di Maxxi Med, per propagare oggi non energia elettrica, bensì quell’energia creativa dell’ arte e dell’architettura del Meditrerraneo”.
Villa Pace, edificata nel 1853 rappresenta invece uno dei beni storici di maggiore rilievo della città, il primo nucleo esempio della tradizione delle dimore di villeggiatura extra moenia. Fortemente danneggiata dal terremotto del 1908 fu ricostruita nel 1915, circondata da un ampio parco con pregiate essenze vegetali mediterranee sarà la sede ideale per ospitare artisti, corsi di alta formazione e centro di ricerca.
