Accessi al mare, uno in meno a Mortelle

Accessi al mare, uno in meno a Mortelle

Marco Ipsale

Accessi al mare, uno in meno a Mortelle

mercoledì 04 Giugno 2025 - 07:00

Chiusa l’area parcheggio dell’ex lido Aosta, bagnanti costretti a tornare indietro

Non solo Santa Margherita e Capo Peloro, da quest’anno la bandiera blu sventola anche a Mortelle. Un riconoscimento apparso subito anomalo perché, sebbene il mare sia certificato per la sua qualità, ampi tratti di spiaggia rimangono inaccessibili, imprigionati da proprietà private.

Il caso più emblematico è quello di via Senatore Arena, la prima porzione del Tirreno subito dopo il Pilone di Capo Peloro: cancelli, reti e recinzioni sulla battigia bloccano l’accesso al litorale pur in assenza di costruzioni alle spalle. Una bizzarra eredità di decenni fa, quando espropri per la strada non inclusero le strisce di terreno tra la carreggiata e il mare, creando un “non luogo” di proprietà privata che nega il bene pubblico. Il Comune di Messina ha più volte manifestato l’intenzione di risolvere l’annosa questione, finora senza esiti concreti, riproponendo ogni estate lo stesso amaro scenario di “mare negato”. A breve, in questo senso, sono attese novità positive.

La stagione estiva 2025 aggiunge un ulteriore tassello a questo paradosso. Un altro accesso, poco oltre il villaggio turistico “Le Dune”, diventa di fatto impraticabile. Fino all’anno scorso, un parcheggio per una trentina di posti auto garantiva l’accesso a un’ampia spiaggia. Ora quell’area è stata chiusa con blocchi di cemento, lasciando solo un minuscolo spiazzo per sei o sette auto e, per giunta, con gli immancabili rifiuti. Così molti bagnanti sono costretti a tornare indietro e una spiaggia enorme, potenzialmente godibile, rimane quasi vuota.

La chiusura dell’area di pertinenza dell’ex Lido Aosta è legittima in quanto area privata, pur se inutilizzata da anni, ma il risultato è che si perde uno dei, già pochi, accessi liberi al mare.

Un commento

  1. Santi Pipito' 5 Giugno 2025 07:08

    Vogliono i soldi, e hanno pure ragione. Vediamo quanto costerà alle finanze pubbliche, questo errore dell’esproprio passato.

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