Un no per riappropriarci della Costituzione e dei suoi valori fondanti

Un no per riappropriarci della Costituzione e dei suoi valori fondanti

Marco Olivieri

Un no per riappropriarci della Costituzione e dei suoi valori fondanti

lunedì 23 Marzo 2026 - 22:32

Nel referendum giustizia, con tanto di partecipazione giovanile, è prevalso un messaggio di saggezza costituzionale

Referendum costituzionale 2026

di Marco Olivieri

Il no come molla della vita, sosteneva Hegel. Ci sarà tempo per comprendere fino in fondo questo voto così netto a favore del no. La partecipazione giovanile, l’opposizione a una destra trumpiana, allergica ai controlli e ai limiti, sono temi di rilievo. E non solo questi. In ogni caso, il messaggio è stato netto. Per il quesito referendario costituzionale in materia di giustizia registriamo l’affluenza definitiva del 58,9%. E una prevalenza del no al 53,74% contro il 46,26% di sì.

Nella presunta abulica Messina il dato di partecipazione più significativo come città siciliane: quasi il 59% (58,85) a favore del no e un’affluenza del 47,88%. E in provincia il no ha incassato un consistente 56,27%.

La Costituzione come faro e le regole si cambiano insieme: maggioranza e opposizione

La buona notizia è che la nostra Carta costituzionale rimane un faro per gli italiani. In momenti drammatici a livello internazionale, e di profonda crisi a livello nazionale, la saggezza dei costituenti non meritava picconate. Questo, però, non deve far pensare al centrosinistra che si tratti di una vittoria politica di una parte sull’altra. No, il messaggio è proprio che le fondamenta della “casa comune” non si possono cambiare a colpi di maggioranza.

Il pilastro della separazione dei poteri e la democrazia da rivitalizzare

Di certo, l’equilibrio dei poteri rappresenta un argine fondamentale contro la tendenza della destra a sentirsi investita di un potere senza freni. Ritorniamo dunque ai valori fondanti della nostra democrazia: potere legislativo e giudiziario non possono soccombere di fronte all’invadenza dell’esecutivo. La qualità democratica rimane precaria ma il risultato di oggi può porre le basi per invertire la rotta. E non mettere in discussione i pilastri della separazione dei poteri.

Si chiuda la stagione delle tentazioni cesariste

Come spesso ama ripetere l’ex presidente della Corte costituzionale, Gaetano Silvestri, ancora la Costituzione ha bisogno di essere attuata e sviluppata in alcuni suoi aspetti e potenzialità. L’auspicio è che si chiuda, da parte del governo Meloni e del centrodestra, la stagione del cesarismo, dei pasticci costituzionali e della tentazione del premierato, per aprire una fase di maggiore rispetto della Carta costituzionale. Delle regole di una democrazia concepita dai nostri padri e dalle nostre madri costituenti.

Foto in evidenza dalla pagina Fb della Cgil

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