La sorpresa questa mattina per i dipendenti che alla riapertura degli uffici amministrativi hanno trovato le porte chiuse dall'interno. Sulle pareti un manifesto contro la gestione del Commissario Manna, un segnale simbolo del malcontento che cresce
Il clima si fa sempre più incandescente. Un nuovo inizio di settimana caldissimo per l'Atm, un nuovo episodio che riaccende prepotentemente i riflettori sull'azienda di via La Farina. Questa mattina, alla riapertura degli uffici dopo il weekend, la sorpresa per i dipendenti del “famoso” terzo piano.
Le porte che conducono agli uffici amministrativi sono state trovate chiuse dall'interno con il fil di ferro, qualcuno sicuramente ieri si è introdotto nei corridoi del terzo piano, ha sbarrato l'accesso e poi ha lasciato un cartellone indirizzato al commissario Domenico Manna. Chi ha voluto lanciare questo segnale lo ha inequivocabilmente rivolto al commissario ma in generale a tutta la dirigenza che in questa nuova fase sta tenendo le redini di un'azienda che annaspa in un mare di problemi. Al Commissario Manna viene contestato il fatto di aver lasciato l'azienda in mano ai soliti "sfascisti", si parla di una "tribù degli sdraiati", "i musicanti sono cambiati ma la musica è sempre la stessa", questo il messaggio lanciato. L'attacco potrebbe essere rivolto alla nuova gestione che il commissario Manna ha voluto fin dal primo giorno imprimere all'azienda ma che evidentemente per qualcuno non ha ancora portato i risultati sperati. Il riferimento è sicuramente alla riorganizzazione del personale che ancora non è stata fatta in maniera incisiva come forse qualcuno si aspettava. E l'episodio di oggi è l'epilogo di una serie di segnali che già erano arrivati nei giorni scorsi, quando già altri manifesti di attacco erano comparsi sulle pareti dell'azienda.
Il commissario Manna stigmatizza fortemente quanto accaduto, non ha più intenzione di tollerare episodi di questo tipo e presenterà denuncia contro ignoti per far sì che venga fatta luce: “Non comprendo questi attacchi gratuiti e ingiustificati, evidentemente c’è qualcuno che rema contro l’azione di cambiamento che stiamo provando ad attuare, ma noi continueremo su questa via”.
Il malcontento cresce giorno dopo giorno e vicende come questa ne sono la testimonianza. Di certo, in una fase così delicata, non fanno bene all'Atm e non fanno bene ad una dirigenza che sta provando a far cambiare rotta. E' vero che molte sono ancora le incertezze sul futuro, i lavoratori sono fermi agli stipendi di agosto e non ci sono notizie su quando arriveranno gli altri, ma risorse a disposizione al momento non ce ne sono e senza quelle dare risposte concrete è difficile, nonostante gli sforzi.
(Francesca Stornante)

Ma quale cambiamento? se davvero avessero voluto fare qualcosa per noi cittadini avrebbero già licenziato ed indagato le centinaia di dipendenti e funzionari che, oltre a ++++++++, ++++ e ++++ una azienda,hanno ancora il coraggio di rivendicare stipendi pur sapendo di essere solo ++++++e di lavorare li per ++++++ e +++++simili.
sarebbe bene chiudere questa macchinetta mangiasoldi
IL FATTO E’ CHE ALL’ATM ALCUNI,TROPPI FORSE…, HANNO PAURA……DI LAVORARE
Caro commissario qualcuno l’accerchia , altri le remano contro , faccia molta autocritica .
Riorganizzare ATM è un’impresa da titani, con il Comune di Messina in predissesto finanziario, non scordiamocelo mai, in crisi di liquidità, che operi in dodicesimi, e una Regione Siciliana, che non abbia mai destinato risorse sufficienti al trasporto pubblico. Nemmeno il direttore generale di ATAC Bologna sarebbe capace di riorganizzare una cosa che non c’è.
Perchè dovrebbe fare autocritica?
Se sai qualcosa di più rivolgiti alle competenti autorità, altrimenti lascia che cambi tutto quello che può cambiare, tanto in peggio non potrà farlo.
Circa un mese fa , commentai che il commissario non era l’uomo giusto per l’ATM, quando ci sono delle cronicità , bisogna intervenire con metodologia , bisognava dare incarico ad uno specialista titolato , magari pagandolo bene , un top manager a contratto, amico di nessuno , figlio di nessuno , ma con una sfilza di master o di esperienze precedenti positive .
Il risultato odierno è il seguente :
Le precedenti amministrazioni incaricavano gli amici dei potenti ,oggi che cambiamo dal basso diamo incarichi agli amici del Sindaco
Il commissario ha sbagliato solo un passaggio, affidarsi alle persone che del passato aziendale non hanno da che fregiarsi. Il ritorno in scena di alcune figure ha fatto si, che il film dell’ATM sotto l’ottima regia del commissario Manna purtoppo, non trova l’approvazione che forse qualcuno si aspettava,le mezze figure ( attori)non portano ad un buon spettacolo.
il fatto vero di tutto ciò è che quelli che la prendono li, siamo sempre noi, i cittadini. l’atm mi sembra un grande buco nero dove le poco entrate sono nettamente superiori alle esorbitanti uscite. fin quando la vacca è grassa la si può mungere ma poi anche lei diventa vecchia e produce meno latte se poi deve allattare tante bocche le conclusioni sono più che ovvie