L'Ateneo esprime solidarietà agli studenti iraniani, ricordando la scomparsa del giovane. E promette "azioni concrete di supporto"
MESSINA – L’Università degli Studi di Messina esprime la propria vicinanza e solidarietà alla comunità studentesca iraniana dell’Ateneo, che sta vivendo ore di forte apprensione e sofferenza. Sofferenze acuite dalla difficoltà di contattare familiari e amici in Iran, con gravi ripercussioni sul benessere personale e sulla serenità del percorso accademico. In questo contesto, l’Ateneo esprime, inoltre, profondo cordoglio per la scomparsa in Iran di un giovane che aveva frequentato l’Università di Messina. Un evento che colpisce e addolora ancor di più l’intera comunità accademica”. Così la nota dell’Ateneo con rettrice Giovanna Spatari.
“L’Ateneo intende trasformare la solidarietà in azioni concrete”
E ancora: “UniMe ribadisce con fermezza i valori che fondano la comunità universitaria: tutela della persona, rispetto dei diritti umani, libertà di pensiero e di espressione, rifiuto di ogni forma di violenza e discriminazione. In queste giornate, l’Ateneo intende trasformare la solidarietà in azioni concrete, garantendo a studentesse e studenti tutto il supporto che rientra nelle proprie possibilità. UniMe, infine, accoglie e sostiene il messaggio di vicinanza espresso dalle rappresentanze studentesche e le iniziative di sensibilizzazione promosse in città, nel rispetto dell’autonomia e della libertà di espressione della comunità universitaria”.
L’uccisione in Iran di Yassin Mirzae
La notizia è stata diffusa su X e Facebook da Iranhrdc.org (Iran Human Rights Documentation Center). Una realtà che si batte per i diritti umani in Iran e racconta l’attuale rivolta e repressione sanguinosa da parte del regime. Lo studente dell’Università di Messina, Yassin Mirzae, è morto, raggiunto probabilmente da un colpo d’arma da fuoco nel suo Paese: “L’identità di Yasin Mirzaei Qaleh Zanjiri, figlio di Ali Mohammad, è stata identificata e confermata da fonti informate come una delle persone uccise durante le proteste di Dareh Deraz, Kermanshah, venerdì 9 gennaio 2026. Era un cittadino yarsani trasferitosi in Italia circa tre anni fa per proseguire gli studi ma che era tornato in Iran e a Kermanshah nelle ultime settimane per far visita alla famiglia. Secondo queste fonti, è stato ucciso da un colpo di arma da fuoco”.
Durante l’inaugurazione dell’anno accademico, giovedì 15 gennaio, potrebbe già esserci un momento di solidarietà per la comunità studentesca iraniana.
