La chiusura della tendopoli e l’ipotesi della Caserma di Bisconte: reazioni e commenti - Tempostretto

La chiusura della tendopoli e l’ipotesi della Caserma di Bisconte: reazioni e commenti

Eleonora Corace

La chiusura della tendopoli e l’ipotesi della Caserma di Bisconte: reazioni e commenti

martedì 31 Dicembre 2013 - 00:23

Rinviato il trasferimento degli ultimi 60 migranti rimasti in città: saranno trasferiti il 2 Gennaio in centri Sprar, nel frattempo, continueranno a soggiornare nel campo profughi. Intanto l'intenzione del Ministero della Difesa di utilizzare la Caserma di Bisconte per accogliere migranti desta preoccupazione.

Rinviato il quinto atto per il campo profughi allestito all’Annunziata. Il sipario calerà sulla tendopoli, infatti, solo dal 2 Gennaio, giorno in cui verranno trasferiti gli ultimi sessanta migranti rimasti in città. In questo modo si attende l’apertura della disponibilità dei centri Sprar. Saranno a disposizione, infatti, 14.000 posti in tutta Italia – 15 per il progetto di Messna – a partire dal primo Gennaio 2014, e la Prefettura ha promesso che là verranno trasferiti i richiedenti asilo. Viene così scongiurato il trasferimento in centri di fama poco rassicurante come quelli di Pozzallo e Siracusa – dove è stata spostata la metà dei migranti che occupavano la tendopoli prima dell’allagamento del 26 dicembre . La brutta notizia, però, è che i migranti dovranno, nel frattempo, rimanere nel campo profughi, dove sono tornati già dalla notte del 29, dopo le dichiarazioni del Prefetto che sottolineavano il fatto che dopo quattro giorni di assenza avrebbero perso i diritti legati allo status di richiedenti asilo.

“Ieri notte siamo rimasti soli con i richiedenti asilo, tentando di dialogare con il Ministero – racconta Patrizia Majorana, presidente Arci Thomas Sankara – Dopo che in questo Salone hanno fatto lo sciopero della fame per i loro diritti, gli abbiamo detto che dovevano rientrare nelle tende. A queste persone abbiamo mostrato una città piegata: incapace di offrire uno spazio dove passare i pochi giorni che li separano dal trasferimento nei centri Sprar. Io spero che la chiusura della tendopoli possa aprire ad una nuova forma di accoglienza, ma l’ipotesi della caserma evoca immagini ben più tetre”.

Ed a proposito della disponibilità del Ministero della Difesa di cedere la caserma di Bisconte al Viminale per usarla come centro di accoglienza, l’assessore alla Protezione Civile Filippo Cucinotta, commenta: “Questa amministrazione ha da sempre richiesto il transito per attività civili, come l’emergenza abitativa, delle aree che concernono alla caserma di Bisconte, però avendo sentito di questa intenzione del Minsitero della Difesa, siamo allarmati. Vogliamo essere parte attiva sul territorio cittadino per gestire l’accoglienza ed esprimiamo, viceversa, il timore che se venisse lasciata al Ministero della Difesa possa diventare un centro impermeabile”.

La stessa preoccupazione viene condivisa da Stefano Galieni, giornalista di Roma da sempre in prima linea sul fronte dei migranti e delle politiche dell’immigrazione. Galieni fa notare come la situazione di Messina potrebbe svilupparsi in modo analogo a quello che è già accaduto con i CAI- Centri Accoglienza Identificazione – del 2011: ovvero che la proprietà resti al Ministero della Difesa, che lascia la gestione alla Prefettura. “Quest’ultima individuerà un ente gestore privato secondo la procedura – spiega il giornalista – In questo caso il Comune viene totalmente tagliato fuori e l’ente di riferimento è esclusivamente lo Stato. In queste situazioni non vige un quadro normativo chiaro e regna la discrezionalità più totale della gestione”.

La Caserma di Bisconte racchiude uno spazio immenso, che potrebbe potenzialmente ospitare oltre mille persone. È suddivisa attualmente in una parte dismessa e in un’altra dove ancora operatori e militari svolgono delle attività. Libero Gioveni, consigliere comunale in quota UDC, si è occupato più volte della zona in questione: “Ho fatto un interrogazione ad inizio legislatura – spiega Gioveni – chiedendo che l’area della Caserma fosse trasferita al demanio pubblico. L’assessore De Cola mi ha risposto dichiarando di aver già fatto richiesta al Ministero”. Un’ipotesi già presente nel Piano Regolatore Generale, presentate dall’ex assessore Corvaja, che ipotizzò di utilizzare la caserma per alloggi di emergenza in caso di eventi calamitosi da far gestire alla Protezione Civile. All’epoca, però, Gioveni denunciò: “che la gran parte degli stabili presenti sono inagibili. Molti hanno persino il nastro rosso fuori, in segno di pericolo”.

Nel corso di un incontro si è svolto il 30 Dicembre nel Salone delle Bandiere, organizzato dal gruppo tematico sui migranti di Cambiamo Messina dal Basso, sono emerse le proposte di utilizzare l’Istituto Marino – che la Prefettura, però, avrebbe già bocciato per insufficienza di docce e possibilità di controllo – e la possibilità di seguire l’esempio del Comune di Trieste che tramite una convenzione con una fondazione e la caritas, si è sostituito, di fatto, all’ente gestore, amministrando direttamente i finanziamenti statali.

Mentre il giornalista e scrittore Antonio Mazzeo, commenta così gli ultimi sviluppi della vicenda: “Messina diventa avamposto della nuova guerra ai migranti e alle migrazioni. Dopo la fallimentare gestione prefettizia del palanebiolo, il Ministero della Difesa mette a disposizione la caserma di Bisconte ,si chiude il ciclo della guerra ai migranti e alle migrazioni avviato con l'operazione mare nostrum: la semidetenzioni nelle caserme off limits ai civili e alla giurisdizione civile. Questo progetto sperimentale partirà, per decreto ministeriale, nella nostra città”. (Eleonora Corace)

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6 commenti

  1. la sede dell’Horcynus Orca sarebbe un buon posto

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  2. Visto che Accorinti li ha voluti qui a Messina , perche non portarli a casa sua???

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  3. Ricostruite il fondo campo dello stadio..inetti

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  4. imprenditore messinese 1 Gennaio 2014 17:37

    Domani 2 gennaio questa vicenda finirà, finalmente. Rimane l’amaro in bocca per come siano andate le cose. In particolare è sembrato l’atteggiamento dell’Amministrazione assolutamente appiattito sulle posizioni dell’Arci e sugli interessi dell’avvocato Cordaro. Accorinti, Cucinotta, Mantineo e la Marano non sono riusciti a mantenere una linea autonoma, facendosi dettare l’agenda dall’Arci e dall’avvocato Cordaro in ogni occasione. Con ciò tradendo le migliaia di cittadini messinesi che pur non condividendo le posizioni estremistiche hanno votato Accorinti credendo nella sua cultura laica e liberale e non certamente massimalista e statista com’è quella dell’Arci. Lo hanno votato anche per la sua specchiata moralità, garanzia di onestà nell’attività amministrativa, ben lontano quindi dagli interessi dell’Arci. Eppure ad Accorinti basterebbe leggere tra gli atti della sua amministrazione quali siano gli obbiettivi di questa persone. Ma forse le carte che firma non le legge.. Molto deludenti anche i mass media, con i giornalisti, anch’essi appiattiti sulle posizioni di chi urla di più, di chi protesta a voce più alta. Anche questo articolo che mi trovo a commentare non è altro che una raccolta delle voci di quelli che hanno chiamato in redazione per dire la propria, così come sto facendo io scrivendo questo commento. Non esiste traccia di un, seppur piccolo, tentativo di conoscere quelle che pensano di questa vicenda le istituzioni cittadine, la cultura cittadina, gli ordini professionali, le forze del lavoro, i semplici cittadini. Né leggiamo – scorrendo le testate cittadine – un qualsivoglia approfondimento o analisi economica sui costi e su chi li sostenga dell’accoglienza ai migranti. E soprattutto su quali siano i motivi per cui accade quello che ci circonda, affinché noi, semplici e banali lettori, ci si possa creare una nostra opinione, senza che debba essere per forza quella di un altro, magari quella di chi urla di più!

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  5. Ma certo i rifugiati si appellano al papa, e noi invece a chi dovremmo ribellarci, forse al prof. Renato che li valuti a Messina?
    Beh allora che li porti a casa sua!
    Quì succede che tutti si ribellano,ma per forza, hanno trovato la manna e gli….stupidi!

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  6. puzza di bruciato 2 Gennaio 2014 11:00

    Sarei curioso di conoscere il numero di questi migranti che già sono in possesso di decreto di espulsione ed inoltre il motivo per cui non sono espatriati nei loro paesi di origine…. Cmq in città per me i numeri non quadrano i migranti sono il doppio di quanto dichiarati… i semafori e le vie cittadine sono piene di queste mine vaganti…

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