"Necessario riaprire un confronti attraverso un coordinamento unitario"
ALI’ TERME – No alla gestione privata dell’acqua. Lo hanno ribadito gli amministratori jonici facendo emergere nel corso di un incontro che ha avuto luogo ad Alì Terme la necessità di aprire un dibattito all’interno dell’assemblea dell’Ati. Sono stati tanti i sindaci intervenuti al Circolo della cultura, alla riunione organizzata dal presidente del Consiglio comunale di Alì Terme, Nino Muscarello, sulla vicenda dell’Ati Idrico e della gestione del servizio. I lavori sono stati aperti da Antonella Leto, del Forum siciliano acqua pubblica bene comune. Partendo dai referendum del 2011 e passando dalla legge 19 del 2015 fino alle decisioni della stessa assemblea dei sindaci Ati del settembre 2022, ha fortemente “criticato la scelta del commissario ad acta, di non rispettare le volontà di gestione pubblica del bene acqua, per dare avvio di fatto, alla creazione di una spa per l’affidamento della gestione del servizio al privato che opererà, ovviamente, per un rendiconto economico nella gestione, con evidenti ed inevitabili aumenti del costo del servizio per tutta l’utenza”. Erano presenti i sindaci di Roccalumera, Furci, Itala, Savoca e Alì Terme; i presidenti del Consiglio comunale di Scaletta Zanclea, Roccalumera e Furci Siculo e consiglieri di Nizza di Sicilia, Pagliara, Itala, Alì Terme, Scaletta Zanclea e Fiumedinisi.
Un coordinamento per riaprire il confronto
Ggli interventi dei primi cittadini sono andati tutti nella direzione di avviare un coordinamento unitario per riaprire il confronto all’interno dell’assemblea dell’ Ati, partendo dal principio che vi era già stata un intesa per la gestione in house o con società consortile pubblica, come prevede la legge in vigore, oppure di affidare all’Amam già esistente, il servizio pubblico integrato. Soddisfazione è stata espressa dal presidente del Consiglio di Alì Terme, Nino Muscarello, promotore dell’iniziativa. “I colleghi consiglieri della zona ed i sindaci – ha esordito – hanno dimostrato grande attenzione e sensibilità sull’ argomento. Abbiamo il dovere come rappresentanti delle nostre comunità di difendere il bene acqua, lasciando la gestione in mani pubbliche, gestendo senza la logica privata del profitto, che come la storia recente ci insegna, colpisce sempre le tasche dei cittadini”.
