Sono tornati al lavoro, grazie alla vittoria nel nuovo Bando Cips, gli allievi del pluripremiato laboratorio cinematografico.
Si chiama Parlano di me il nuovo cortometraggio sviluppato da trenta ragazze e ragazzi che fanno parte del laboratorio di cinema promosso all’interno del Liceo Archimede di Messina, guidato dalla dirigente prof. Laura Cappuccio, e risultato vincitore del bando promosso da MiC e MIM nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola. Come nelle passate edizioni, il laboratorio – quest’anno denominato “Polvere di stelle” – è stato affidato alle esperte mani del regista Francesco Calogero, coordinato dalla prof. Francesca Spadaro e dalle due tutor Annamaria Mollisi e Titti Rando. Anche in questa occasione la produzione esecutiva è stata affidata a Polittico Srl, mentre il progetto ha ricevuto il supporto dei tradizionali partner Nutrimenti Terrestri, Universi Teatrali, Cineforum Orione. Parlano di me sarà proiettato domani, mercoledì 27 maggio 2026, alle ore 18,00 al cinema Lux di Messina.
Una nuova produzione dell’Archimede Film Lab
Dopo aver trattato, con il pluripremiato Il bosco delle lepri (2023), un tema caldo come l’educazione ambientale, e sviluppato con Preferirei di no (2025/2026) un discorso sul potere, con questo Parlano di me l’Archimede Film Lab si avvicina tematicamente al precedente Un istante di felicità (2024/2025): se quel corto aveva toccato la delicata questione della violenza psicologica e fisica sulle donne, tra i traumi del passato e il potere salvifico del teatro e della letteratura, qui la stessa tematica si innesta sul desiderio disperato di essere visti, confidando sull’invadente potere della tecnologia, mediato dal fascino intramontabile dell’opera lirica.
Sinossi del cortometraggio
Fausto è uno studente del liceo Eraclito, tanto brillante quanto introverso, e per questo emarginato dai compagni e poco considerato dalla coetanea Ambra, di cui è innamorato. Dopo aver assistito a La Sonnambula di Bellini, Fausto segue con interesse una lezione sulle “accuse ingiuste” nelle fiabe e nei romanzi. Il professore di lettere collega quel tema alla vicenda di Amina, protagonista dell’opera belliniana: bollata come adultera, l’incolpevole sonnambula viene solo nel finale riabilitata davanti all’intero villaggio. Viene così sottolineato come la verità, una volta emersa, possa cambiare in meglio il destino di chi è stato infamato.
Il giorno dopo si diffonde in rete una grave accusa anonima contro Fausto: una ragazza sostiene di aver subito da lui pesanti molestie. In poche ore Fausto diventa bersaglio di un feroce linciaggio social: i compagni lo evitano, Ambra lo insulta, e chi gli resta amico lo fa solo perché lui gli passa abitualmente i compiti. Travolto dall’odio online e dall’isolamento, Fausto si rifugia in casa e festeggia il suo diciottesimo compleanno solo con la madre, che crede fermamente nella sua innocenza. Nemmeno le vacanze di Pasqua placano la tempesta mediatica. Fausto è ormai deciso a non tornare più a scuola, quando un video selfie pubblicato su Instagram ribalta tutto…









