Liquami fognari in diverse zone della città, senza che nessuno intervenga. Servirà ancora qualche giorno per l'affidamento del servizio, poi la nuova ditta dovrà evadere tutte le segnalazioni arretrate
“Non si può accettare una lunga vacatìo nel servizio espurghi fognari da parte dell’Amam. Gli interventi devono essere costantemente garantiti a tutela dell’igiene e della salute pubblica.” E’ la denuncia del consigliere comunale Libero Gioveni che, essendo stato sollecitato da alcuni cittadini di Catarratti per i lunghi tempi di attesa negli interventi di manutenzione ordinaria delle fognature, ha contattato il pronto intervento dell’azienda di viale Giostra per conoscerne i motivi, per poi scoprire che da diversi giorni non può essere garantito questo fondamentale servizio nella zona centrale della città e che ancora non si è provveduto a bandire una nuova gara.
"Non era mai accaduto che i cittadini dovessero attendere un così lungo periodo fra un affidamento e un altro – prosegue Gioveni – ed evidentemente qualcosa non ha funzionato. Non si può pensare di lasciare scorrere per intere settimane per strada e fra le abitazioni fiumi di liquami nauseabondi e nocivi per la salute dei cittadini solo perché qualcuno non ha pensato bene di far coincidere la fine di un appalto con l’inizio di un altro. Sentirsi rispondere dagli addetti dell’Amam – rincara la dose l’esponente centrista – che occorrerà ancora qualche giorno per l’affidamento del servizio espurghi in centro città ma che poi si dovrà attendere ancora che la nuova ditta riesca ad evadere tutte le segnalazioni arretrate, è un fatto intollerabile che deve essere attenzionato nella competente Commissione consiliare, se non altro perché tale increscioso disservizio coincide con l’inizio della nuova gestione del la società. Ecco perché – conclude Gioveni – si rende necessaria un’audizione urgente nella Commissione “società partecipate” del neo direttore generale dell’Amam, Claudio Cipollini, affinché dia non solo le necessarie spiegazioni dell’accaduto, ma illustri anche al Consiglio Comunale come intende gestire un’azienda pubblica che non può più permettersi (giusto per rimanere in tema) di fare acqua da tutte le parti”.

parole sante quando qualcuno scrisse “una città cloaca”
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