Le forze di centrosinistra chiedono un incontro urgente a Di Stani "per garantire a Messina piena neutralità nella sfera pubblica"
MESSINA – Verso le amministrative a Messina dopo le dimissioni e ricandidatura del sindaco Federico Basile. “Una delegazione istituzionale composta da Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Europa Verde, e Sinistra Italiana ha formalmente richiesto un incontro urgente alla prefetta Cosima Di Stani per rappresentare alcune circostanze che, nell’attuale fase di avvicinamento alle elezioni, richiedono un attento presidio dei principi di imparzialità e distinzione tra funzione pubblica e competizione elettorale. I partiti evidenziano come siano pervenuti elementi che rendono opportuno un approfondimento istituzionale, al fine di garantire la piena neutralità degli uffici, degli enti e delle società riconducibili alla sfera pubblica”, si legge in una nota.
Sottolineano le forze di centrosinistra: “L’iniziativa non nasce da una logica polemica, ma dall’esigenza di tutelare la correttezza del confronto democratico in una fase delicata come quella pre-elettorale, assicurando che ogni scelta avvenga in un contesto libero da condizionamenti, anche solo percepiti. In un momento in cui si avvicina una competizione amministrativa rilevante per la città — dichiarano congiuntamente i firmatari — riteniamo doveroso attivare tutti gli strumenti di garanzia previsti dall’ordinamento. Il ruolo della Prefettura è centrale per assicurare che la distinzione tra esercizio della funzione pubblica e competizione politica resti netta e incontestabile”.
Scurria: “Palazzo Zanca è la casa di tutti, uso improprio dei luoghi del Comune?”
Ma qual è il motivo del contendere? Un’ipotesi è che riguardi lo stesso argomento sollevato dall’avvocato Marcello Scurria, alla guida del movimento civico “Partecipazione”, in questi giorni: “De Luca dichiara di incontrare a Palazzo Zanca il sindaco Basile per completare le liste per il Consiglio comunale. Pubblica su Facebook una foto del Comune e lascia intendere di essere uscito da lì in tarda serata. Se ciò è vero, la questione è molto seria perché si configura l’uso improprio della sede comunale per riunioni politiche (ad esempio per preparare liste elettorali). Gli immobili comunali sono beni pubblici e devono essere utilizzati nel rispetto della legge e in condizioni di imparzialità e non possono essere usati per attività di partito o propaganda elettorale, salvo che sia previsto (se richiesto) il pagamento di un canone; esista un regolamento comunale che consenta la concessione delle sale; l’uso sia autorizzato formalmente; l’accesso sia garantito in modo paritario a tutte le forze politiche. Chiediamo alla segretaria generale Carrubba di confermare o smentire”.
