Anm Messina: "Ecco tutti i nodi della riforma Nordio"

Anm Messina: “Ecco tutti i nodi della riforma Nordio”

Alessandra Serio

Anm Messina: “Ecco tutti i nodi della riforma Nordio”

domenica 01 Febbraio 2026 - 09:56

Perché la magistratura sarà più debole. Il presidente La Spada all'inaugurazione dell'anno giudiziario

Messina – E’ un duro affondo contro la riforma Nordio quella dell’Anm Messina alla cerimonia di apertura dell’anno giudiziario. Nel suo intervento il presidente dell’Associazione magistrati Andrea La Spada affronta, punto per punto, tutte le criticità.

La separazione delle carriere

“Le principali ragioni della contrarietà al progetto di riforma, peraltro approvata esautorando di fatto il Parlamento dalla discussione e senza la minima emenda, sono ormai note: dietro l’etichetta mediaticamente invalsa della “separazione delle carriere” si cela il reale obiettivo dell’indebolimento dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura – dice il responsabile della Giunta sezionale messinese – Obiettivo che si aspira a perseguire non già esplicitamente ma, in via (neanche tanto) surrettizia, attraverso il meccanismo del sorteggio per i componenti di C.S.M. ed Alta Corte da un lato e lo smembramento ed il depauperamento del C.S.M. che, come pensato dai padri costituenti, di quei valori fondamentali è il garante, dall’altro”.

Il sorteggio

“La chiave di volta della riforma ruota attorno all’‘estrazione a sorte’: integrale per la componente togata e temperata per quella laica, da effettuarsi all’interno dell’elenco compilato dal Parlamento in seduta comune. Anche non volendosi dilungare sull’esproprio ai magistrati (e solo a loro) del diritto di designare ad un organo di rilievo costituzionale quelli tra loro ritenuti più idonei ad un così alto ufficio, è del tutto evidente che la mancata previsione di maggioranze qualificate per la compilazione dell’elenco potrebbe determinarne una formazione di esclusiva estrazione governativa, di fatto certamente più compatta e autorevole di quella, internamente slegata ed eterogenea, togata.

In secondo luogo, si avrebbe un C.S.M. smembrato perché, da unico, l’organo di autogoverno si sdoppierebbe, con la creazione di due Consigli Superiori, ciascuno esclusivo ora per i giudici ora per i pubblici ministeri i quali, allontanati dalla comune – per estrazione, formazione ed organizzazione ordinamentale – cultura della giurisdizione, finiranno per costituire un corpo autonomo ed autoreferenziale che, in tal modo, rischierà sempre più di vedersi astretto al vincolo di risultato dell’ottenimento della condanna. Non è difficile, allora, immaginare che ciò potrebbe creare tensioni istituzionali che, fermo il disposto dell’art. 104 Cost., spingeranno ora a ricondurne il controllo al Ministro della Giustizia (comunque responsabile di fronte al Parlamento), ora alla più rapida attuazione della legge delega di cui alla c.d. Riforma Cartabia in punto di individuazione dei criteri di priorità nella trattazione delle notizie di reato, con il che il sistema di ingerenza della politica nella funzione giudiziaria troverebbe più compiuta realizzazione”, spiega ancora La Spada durante la cerimonia a Palazzo Piacentini.

Alta Corte, troppe corti

L’organo sarebbe anche depauperato perché privato di una delle funzioni con le quali i Costituenti ne hanno assicurato l’autonomia, cioè il potere disciplinare. Potere che verrebbe attribuito ad un terzo organo, l’Alta Corte, dove si ritroverebbero ad operare insieme giudici e p.m. (così subito auto-smentendo la teoria della separazione), le cui decisioni (rectius, sentenze) sarebbero impugnabili solo innanzi alla stessa Alta Corte, seppur in diversa composizione, in netto contrasto con un altro caposaldo della riforma, la terzietà e l’imparzialità del giudice, declinata in contrasto alle pretese storture attribuite alla colleganza dei magistrati.

A ciò si aggiunga l’intuibile triplicazione dei costi di funzionamento di questi tre organi, risorse preziosissime che avrebbero potuto essere destinate alla risoluzione del primo, reale, problema che, insieme alla perdurante inadeguatezza degli organici del nostro Distretto, ormai da decenni affligge il nostro sistema giudiziario, la durata dei  processi (a sua volta dipendente dai carichi di lavoro), che non può prescindere dall’assunzione di adeguato personale, magistratuale e amministrativo

Un commento

  1. Pur rispettando le osservazioni dell’ANM, ritengo che la Riforma Nordio sia necessaria. La separazione delle carriere e il sorteggio per CSM e Alta Corte andrebberoba garantire sopratutto trasparenza e meritocrazia, riducendo le logiche di correnti interne.
    Per ben che ne dica ANM questo sistema può creare le condizioni per processi più rapidi e imparziali, a patto che in futuro vengano fatti investimenti adeguati su magistrati e personale.
    Io lo vedo come un passo concreto verso un sistema giudiziario più efficiente e responsabile.
    Saluti

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