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Il nuovo Piano regolatore generale resta una meta “proibitiva”

Danila La Torre

Il nuovo Piano regolatore generale resta una meta “proibitiva”

lunedì 03 Dicembre 2012 - 16:49

In seconda commissione consiliare è emersa un novità preoccupante, confermata dal Rup per la redazione del Prg Raffaele Cucinotta

Mentre Messina è appesa ad un filo, in attesa di conoscere se alla fine il dissesto finanziario ci sarà o -come tutti si augurano – si potrà evitare, sono anche altri gli argomenti che tengono banco a Palazzo Zanca. Forse meno impellenti , ma altrettanto importanti per le sorti della città. Questo è, ad esempio, il caso del nuovo Piano regolatore generale, di cui ancora oggi non c’ è traccia e il cui iter rischia di restare impantanato. Lo scorso 16 maggio, cioè sette mesi fa, il Consiglio comunale ha approvato la delibera sulle Linee guida del nuovo Prg, arrivata in Aula su proposta dell’allora assessore all’urbanistica Pippo Corvaja, tuttavia, da quel momento, il percorso per l'elaborazione del piano urbanistico si è fermato e, senza un seguito amministrativo, quell’atto deliberativo non è altro che un libro dei sogni, che promette una città a misura d'uomo, con uno sviluppo sostenibile, poche costruzioni e la valorizzazione dei villaggi.

Sulla paralisi del procedimento che dovrebbe condurre alla redazione del nuovo piano regolatore ha voluto accendere i riflettori la seconda commissione consiliare, che si occupa di Politiche del territorio ed è presieduta dal consigliere dell’Udc Domenico Guerrera. Nella penultima seduta è emersa un novità preoccupante: in questo momento il Comune non è in grado redigere il piano regolatore. La notizia è stata confermata dal Rup (responsabile unico del procedimento) per la redazione del Prg , Raffaele Cucinotta, che ospite in Commissione ha così dichiarato: «Il dipartimento di pianificazione urbanistica, oggi, per il carico di lavoro ed il personale ridotto non è in grado di assumere questo compito».

Cucinotta ha, inoltre, spiegato che in questo caso la normativa offre due possibilità : o quella di affiancare all’ufficio dei consulenti esterni o affidare direttamente all’esterno gli incarichi per la redazione degli studi preliminari e soprattutto l’attivazione delle procedure di valutazione strategica ed ambientale, tramite bandi pubblici. Il Comune è attualmente in attesa di ricevere i fondi messi a disposizione dall’Assessorato Regionale in una posta di bilancio nel 2009 e per i quali era stata presentata apposita richiesta: una volta incassate quelle risorse, l’amministrazione potrà affidare all’esterno i servizi di progettazione. Cucinotta ha, poi, ricordato che «il Comune sta ancora aspettando il contributo regionale che gli spetta per legge in relazione al Prg approvato nel 2002».

Nonostante non abbia ancora incassato le somme dovute, Palazzo Zanca sborsa comunque soldi: «Il Comune – ha fatto sapere Cucinotta – ha conferito al Dipartimento di Architettura dell’ Università di Reggio Calabria un incarico di affiancamento e consulenza, Urban Lab, per la realizzazione di un Laboratorio Urbano, con il fine di raccogliere tutte le idee ed i suggerimenti provenienti dai cittadini, associazioni e portatori di interessi per la redazione del piano regolatore. E’ un incarico a titolo oneroso, di circa 20 mila euro lordi, il cui disciplinare è stato sottoscritto nella scorsa estate e che avrà durata biennale dalla data della prima riunione del Laboratorio».

Le idee ed i suggerimenti che verranno fuori dal Laboratorio dovranno trasformarsi in un atto concreto, ma al momento, come ha sottolineato il presidente della commissione Guerrera, l’unica cosa certa è «si è ancora all’anno zero, l’ufficio non è nelle condizioni di operare e non si sa quando potrà venire alla luce il nuovo piano regolatore».

Tutela del territorio, salvaguardia del paesaggio e difesa delle colline restano, per adesso, solo belle parole e slogan da riproporre ad ogni campagna elettorale. (Danila La Torre)

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6 commenti

  1. Ma una 50ina di palazzine sul torrente trapani quando le facciamo??

    dai dai dai!

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  2. ART.21 COSTITUZIONE. Con questo articolo, Danila LA TORRE, apre un grande riflettore sull’iter del nuovo piano regolatore, impantanato nelle paludi dell’Area Urbanistica e della Commissione Politiche del Territorio, che si sveglia da un lungo sonno, domani ritornerà a dormire, tanto è una pacchia per gli AMA TRAVAGGHIARI del cemento. Spero che la giornalista trovi il modo di sollecitare, con le sue efficaci video interviste, gli Ordini professionali, l’Università, compresa la vicina facoltà di Architettura, i Partiti presenti in Consiglio, compresi i movimenti che si affacciano alla vita politica, RESET e MOVIMENTO 5 STELLE in particolare. Invito i lettori di Tempostretto, anzitutto architetti e ingegneri, ad utilizzare la rubrica CERTO CHE M’ARRABBIO, per entrare nel merito del nuovo PRG, vitale per le sorti del territorio, della nostra economia e qualità della vita. CORVAJA SE CI SEI, BATTI UN COLPO.

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  3. Oramai non mi meraviglio più di nulla, in fin dei conti la fotografia della citta la vediamo quotidianamente per strada fra un cumulo di monnezza e un altro, partendo da nord fino a sud o viceversa, non e nientaltro che un susseguirsi di cumuli di monnezza, immersi nella illegalita che regna sovrana, partendo da chi parcheggia in doppia fila, o da chi butta il televisore o il materasso, o la vecchia camera, nel primo cassonetto utile, con il finire da chi protetto da scorte varie indisturbato usa le rotaie del tram come propia strada privata, pertanto andiamo al prossimo cumulo (notizia)……….

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  4. ART.21 COSTITUZIONE. A proposito di OPERE PUBBLICHE, che dovrebbero servire ad urbanizzare la nostra città, almeno sulla carta (straccia), domani il Consiglio Comunale discute il programma triennale 2012-2014 e l’elenco delle OPERE del 2012. Informo il Commissario Luigi CROCE e il Consiglio Comunale, che nell’ultimo piano triennale, la scheda relativa al quadro delle risorse disponibili, era priva delle cifre e della tipologia delle risorse, pubblico il link insieme a quello del Comune del giovane rottamatore RENZI, per farvi capire la differenza.
    http://img255.imageshack.us/img255/2952/operepubbliche4.png
    http://img838.imageshack.us/img838/8219/operepubbliche1.png
    Pubblico anche le schede relative al quadro dell’articolazione della copertura finanziaria e dell’elenco annuale, confrontandole con Firenze, noterete che il comune toscano mette i riferimenti normativi, cosa che Messina non fa.
    http://img850.imageshack.us/img850/8426/operepubbliche5.png
    http://img600.imageshack.us/img600/1364/operepubbliche2.png
    http://img594.imageshack.us/img594/9560/operepubbliche6.png
    http://img832.imageshack.us/img832/9779/operepubbliche3.png
    Il PIANO TRIENNALE 2011 -2013 è un coacervo di opere pubbliche scollegate tra di loro, senza uno grande obiettivo su cui finalizzarle, cosa ancora più grave, non hanno trovato un riscontro nel bilancio dell’amministrazione.
    Presidente PREVITI dia una mano a CROCE, inviti i Consiglieri a lasciare da parte interessi di piccolo cabotaggio, e i Dirigenti a fornire dati certi e completi.

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  5. puzza di bruciato 4 Dicembre 2012 15:28

    tranq stanno aspettando per accordarsi su qualche colpo di matita a favore di qualche d’uno.

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  6. Egr. Max21. Questa e’ la fotografia civile della città alla quale bisogna aggiungere la foto del dissesto finanziario per concludere che forse e’ inevitabile il fallimento. Al di la delle responsabilità da addossare alla classe politica e “dirigenziale”miope ed inetta ,oggi forse nessuno può salvare Messina senza un impegno forte e concreto …..ma siccome il NORDOBOCCONIANO Monti(discorso di Verona) ,complice tutta la stampa del Nord ,del Cemtro e del Sud isole comprese ha deciso di additarci come parassiti succhiarisorse meritevoli di essere abbandonati al nostro destino …. niente più risorse per questi terroni, in omaggio al rigore e alla spending review . Mi spieghi qualcuno come ci si potrà salvare…..IN MANCANZA DI QUALSIVOGLIA PROGETTO INDUSTRIALE CAPACE DI PRODURRE RICCHEZZA. LA COLPA STORICA IMPERDONABILE DELLE NOSTRE CLASSI DIRIGENTI E’ stata quella di asservirsi vuoi per convenienza o per pigrizia mentale , ai poteri forti nordocentrici che ci hanno addirittura convinto della inutilità dell UNICA OPERA UTILE FRA LE GRANDI OPERE ,il ponte sullo strHetto ed invece dell’utilita della Tav e dell’expo’ a Milano .PER QUEST’ULTIME STANZIATI I FONDI …quattro volte il costo del Ponte di Messina. Fra Ponte ed opere connesse avremmo garantito benessere chissa a quante generazioni future. Se non si capisce neanche intuitivamente questo paradosso FARAONICO …non avremo alibi di sorta e le solite LAMENTELE E RIVENDICAZIONI STERILI . ALLA FINE SI SA SEMPRE COME VA A FINIRE.: LA COLPA E’ SEMPRE DI QUALCUN’ALTRO.

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