La presidente Luciana Salvato racconta la storia di un anziano cittadino residente all’Annunziata e invita i messinesi a seguire il suo esempio
L’associazione “Idee per ME” lancia la campagna “Adottiamo il verde pubblico”. «Non aspettiamo che siano le Istituzioni a pensarci, imitiamo quello che qualcuno già fa in alcune zone della città»: questo l’appello della presidente Luciana Salvato, che con la sua associazione si propone di contribuire alla crescita ed al miglioramento della città attraverso l’organizzazione di eventi che esaltino le eccellenze cittadine.
« Sarebbe un bel segnale di civiltà- continua la Salvato – se tutti seguissimo l’esempio di un anziano signore (87 anni), che abita in un complesso residenziale dell’Annunziata. Laddove ci sono spazi verdi ed una serie di curvoni con aiuole, che fanno da cornice ad un paesaggio che potrebbe tranquillamente accostarsi ad un angolo di Montecarlo, l’incuria della pubblica istituzione, unita alla inciviltà di alcuni cittadini, avevano finito per trasformare questo “angolo” in un vero e proprio immondezzaio. Mentre le erbacce crescevano a dismisura, invadendo anche i marciapiedi dove era addirittura impossibile camminare, i cittadini “educati e civili” nascondevano in mezzo alla “boscaglia” sacchetti di spazzatura ed escrementi di cane, ritenendo che non valesse la pena adoperare i cassonetti (che peraltro si trovano qualche decina di metri più distanti) ovvero raccogliere i suddetti escrementi come sarebbe giusto e doveroso. Da qui l’inevitabile conseguenza dello “sporco che chiama sporco”.
« I ragazzi, per non fare mancare nulla, avevano pensato bene di contribuire alla sporcizia, lasciando per terra bottiglie di birra, contenitori di pizza e quant’altro loro capitasse. Tanto, in mezzo a tanta spazzatura, tutto veniva occultato. Insomma la zona si era trasformata in una autentica discarica».
«Il signore anziano di cui sopra, coadiuvato da altri condomini, a proprie spese e con il sudore della fronte racconta ancora la presidente dell’associazione “Idee per ME – decide di ripulire il tutto e di restituire decoro alla zona. Il risultato è stato a dir poco eccellente! Lo stesso anziano signore, quasi quotidianamente, dedica un paio di ore della sua giornata e della sua solitaria vita al mantenimento del verde, alla pulizia di quell’angolo di strada, che è diventato un giardino pulito. In questo modo lui si tiene in esercizio, le sue giornate hanno uno scopo e la zona risulta davvero curata. Ed allora mi chiedo: perché non si segue un po’ dappertutto l’esempio suo e di altri volontari, come peraltro accade in alcuni angoli della città, dove si curano gli spazi vicini alla propria abitazione ed al proprio negozio? Così facendo, si potrebbe creare una specie di effetto contagio. La città ne beneficerebbe, anche i giovani si sentirebbero coinvolti, perché in fondo la città, le strade, le aiuole, le ville sono casa di tutti noi. Ed allora, che cosa aspettiamo? Curiamo la nostra città. Non ci vuole molto se ognuno darà il suo contributo».
