Area dello Stretto, Villa San Giovanni alza la voce: "Non basta l’aeroporto, ignorato il vero nodo della mobilità"

Area dello Stretto, Villa San Giovanni alza la voce: “Non basta l’aeroporto, ignorato il vero nodo della mobilità”

Marco Ipsale

Area dello Stretto, Villa San Giovanni alza la voce: “Non basta l’aeroporto, ignorato il vero nodo della mobilità”

domenica 18 Ottobre 2026 - 10:53

La sindaca Caminiti e la giunta criticano il “Patto” tra Reggio e Messina: «L’Area Integrata esiste già, ora serve una legge nazionale con tariffe ridotte per tutti i residenti»

C’erano Messina e Reggio Calabria, non c’era Villa San Giovanni. Così la sindaca di Villa, Giusy Caminiti, la sua giunta e il suo gruppo consiliare “Città in Movimento” evidenziano le priorità irrinunciabili per il futuro della comunità locale e dell’intero bacino dello Stretto.

«Non serve riconoscere l’Area Integrata: servono i porti e l’abbattimento delle tariffe»

Entrando nel merito del dibattito sul rilancio dei collegamenti e della cooperazione tra le due sponde, gli amministratori chiariscono subito che «Non ci può essere Area Integrata dello Stretto senza continuità territoriale: questo dovrà riconoscere il Governo con una legge nazionale, un biglietto unico e scontato che permetta a siciliani e calabresi delle due sponde di circolare senza quel’esoso biglietto che oggi rende impossibile a cittadini e famiglie la libera circolazione».

La giunta villese sottolinea le ricadute concrete di un simile intervento normativo: «Riconoscere con legge nazionale la continuità territoriale vuol dire permettere ai nostri studenti, lavoratori, ammalati, a ciascuno di noi di muoverci a prezzi ridotti e con servizi efficienti, a differenza di come avviene oggi. Un investimento nazionale anche per i nostri prodotti e per le nostre imprese, oltre che per le persone fisiche».

I rappresentanti comunali non mancano di denunciare i ritardi accumulati nel corso degli anni: «Tutto questo vale milioni di euro l’anno (circa 10 per garantire la continuità ai villesi, un centinaio di milioni per messinesi e reggini): la politica nazionale ha sempre proclamato di impegnare, ma poi non lo ha mai fatto».

«Solo dopo le risorse statali si potrà pensare alle altre iniziative»

In merito alla programmazione strategica per la mobilità e per lo sviluppo del territorio, sindaca e giunta tracciano una cronologia precisa delle azioni da intraprendere: «Solo dopo il riconoscimento della continuità territoriale con una legge e un investimento economico nazionale concreto, si potrà pensare ad un’agenzia per la mobilità, ad un vero Tpl dello Stretto, alle metropolitane di superficie, al rilancio del turismo, del crocerismo, del diportismo, alle ‘Domeniche dello Stretto’ e a tantissime altre iniziative di valorizzazione dei nostri territori».

A tal proposito, la nota ribadisce che «Non serve riconoscere l’Area Integrata dello Stretto (c’è già dagli anni ‘80 e da ultimo nella legge istitutiva della Città Metropolitana di Reggio Calabria), ma serve renderla tale e servono i porti commerciali e pedonali di Villa e Messina per una nuova mobilità dinamica dello Stretto (ossia con navi, aliscafi e rotaie) con il ruolo centrale e fondamentale dell’Autorita di Sistema Portuale delle Stretto e serve, non certo da ultimo, l’abbattimento delle tariffe per tutti noi residenti».

Il ruolo cerniera di Villa San Giovanni

Soffermandosi sulla centralità della propria cittadina, l’esecutivo e la maggioranza consiliare ricordano che «Villa San Giovanni è cerniera geografica e logistica di quest’Area: un ruolo che va valorizzato, come riconosciuto dal sindaco Cannizzaro in un colloquio con la sindaca Caminiti. E quest’amministrazione continuerà a sedere sempre a tutti i tavoli in cui si affrontino con serietà e responsabilità le problematiche e le opportunità del territorio».

Ma, commentando le recenti uscite pubbliche e le intese strette tra i Comuni capoluogo, gli amministratori villesi rimarcano le proprie perplessità: «I due sindaci Cannizzaro e Basile hanno inteso presentarsi come primi cittadini delle città capoluogo, quando avrebbero avuto molta più rappresentatività politica e territoriali come sindaci metropolitani. Una scelta legata certamente (da quel che si legge) alla necessità di rilanciare l’aeroporto dello Stretto: obiettivo meritevole ma minimo».

L’appello a Roma e la visione identitaria dello Stretto

Ampliando lo sguardo verso una visione comune, la nota precisa la rotta da seguire: «I nostri interlocutori sono i residenti di tre Città (Messina, Villa San Giovanni e Reggio Calabria) e le migliaia di pendolari dello Stretto; il nostro obiettivo è lo sviluppo dell’area industriale attirando investimenti e favorendo Zes e imprese; il nostro sogno è valorizzare quell’unica identità culturale Strettese. E non saranno i messinesi diretti all’aeroporto (da favorire assolutamente, sia ben chiaro!) a portarci a ciò».

Infine, rivolgendosi alle sedi governative e lanciando un messaggio diretto ai colleghi del territorio, concludono: «A Roma si vada con una richiesta precisa: una proposta di legge per la continuità territoriale dell’Area dello Stretto e per gli investimenti ad essa propedeutici. Noi siamo pronti a sederci ai tavoli amministrativi e politici per lavorare ad azioni concrete e risultati utili a tutti. In bocca al lupo ai 2 sindaci del “Patto per lo Stretto”, ricordando loro che non c’è Stretto senza passaggio e che il nostro Stretto unisce e non divide due coste sorelle. Serve Politica e Visione: a loro non manca, ma neppure a noi».

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