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La judoka Carolina Costa bronzo a Lisbona

Piero Genovese

La judoka Carolina Costa bronzo a Lisbona

martedì 20 Novembre 2018 - 23:22

Carolina Costa si conferma una guerriera del tatami. La studentessa peloritana ha conquistato il bronzo nel corso dei mondiali andati di scena nel fine settimana a Odivelas, nei pressi di Lisbona, nella categoria +70Kg.

Nel corso del fine settimana a Odivelas, nei pressi di Lisbona, sonoa dnati di scena i mondiali di judo targati IBSA (International Blind Sports Association). A rappresentare l’Italia sono partiti sette atleti tra cui Carolina Costa, una studentessa messinese di 24 anni con una storia particolare e un cuore da guerriera poichè, a gennaio del 2018, dopo gli ultimi assoluti, si ritira dal mondo del judo normodotati e provo ad entrare nella FISPIC (federazione italiana sport paralimpici ipovedenti e ciechi), a seguito di una malattia progressiva agli occhi che porta alla cecità.

L'atleta peloritana, non nuova in nazionale, dopo una partenza elettrizzante con due ippon fulminei, prima sull’ucraina Harnyk e poi sulla brasiliana Silva, viene fermata in semifinale dalla forte cinese Wang, già campionessa paralimpica a Rio e poi vincitrice dell’oro iridato. La finalina per il bronzo con l’uzbeka Yusupova fa stare tutti con il fiato sospeso e termina dopo oltre due minuti con un ippon e le braccia al cielo per Carolina.

Quella di Carolina è stata l’unica medaglia della pur lodevole delegazione italiana composta dagli atleti Valerio Romano Teodori, Simone Cannizzaro, Asia Giordano, Michela Peli, Federico Giuseppe Dura e Matilde Lauria accompagnati dal Direttore Sportivo del Judo FISPIC Rosario Valastro, il Tecnico Nazionale Roberto Tamanti e il Medico Massimo Gigli Massimo.

“La dedico a mio padre che non c’è più, a me stessa, a tutti i sacrifici e al mio Allenatore Vittorio Scimone” – ha affermato la peloritana a fine gara che poi annuncia – “Dopo il mondiale, ho intenzione di tentare la scalata per la qualificazione alle Paralimpiadi di Tokyo 2020, che poi era lo stesso obiettivo di quando gareggiavo tra i normodotati”.

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