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“Ognuno c’à sò storia”, evento-spettacolo a conclusione del progetto “Artistica-Mente”.

Letizia Salvo

“Ognuno c’à sò storia”, evento-spettacolo a conclusione del progetto “Artistica-Mente”.

sabato 14 Giugno 2014 - 12:48

Domenica 15 e Lunedì 16 Giugno tra Messina e Milazzo, l’evento-spettacolo del progetto “Artistica-Mente”. L’integrazione e il valore dell’arte nella sua capacità di esperire abilità e relazioni.

“Ognunu c’à so storia” è il titolo dello spettacolo teatrale che la Cooperativa Sociale “OBSALAV”, la Cooperativa Sociale “Insieme nel 2000” e l’Associazione socio-culturale “I Giovani del Pirandello” presenteranno alle città di Messina e di Milazzo.

L’appuntamento è per domani, Domenica 15 giugno 2014, ore 18,30 al Palacultura “Antonello” (Viale Boccetta – Messina), e Lunedì 23 giugno 2014 ore 18,30 presso il Teatro Trifiletti (Via Cumbo Borgia – Milazzo).

Si tratta di uno spettacolo teso alla valorizzazione ed integrazione di ragazzi davvero “speciali” nell’arte della recitazione e della creatività. La regia di Fabio la Rosa e Giovanna Manetto, e la sceneggiatura ed i testi di Titti Mazza, coinvolgeranno un cast di circa 40 persone diversabili impegnate nel corso dell’anno in tre distinti laboratori: uno scenografico, uno artistico-decorativo ed uno teatrale. L’evento conclude il percorso promosso dal Progetto ‘Artistica-Mente’, progetto finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le Pari Opportunità.

Sul palco, le scenografie realizzate nel laboratorio del Centro ludico “Il Sorriso” , gestito dalla Cooperativa OBSALAV, e gli oggetti decorativi di scena realizzati da “Il nostro Laboratorio di Jolanda” della Cooperativa “Insieme nel 2000”.
A calcare il palco i ragazzi del Laboratorio teatrale “Diversi Talenti”, da anni inseriti in un percorso socio-educativo, che dal 2011 porta in scena diverse opere ottenendo importanti riconoscimenti e promosso dall’Associazione “I Giovani del Pirandello”.

“Erroneamente pensiamo d’essere liberi di poter scrivere senza condizionamenti le pagine bianche del libro della nostra vita ma non è così. Ciascuno porta in sé, uno scrigno dove vivono nascosti i retaggi di un’educazione familiare, ambientale, sociale che saranno determinanti nelle nostre scelte e da qui l’origine della diversità interiore”. A spiegarlo è l’autrice Titti Mazza che nel presentare la trama dello spettacolo (in tre atti) sottolinea come “tutto ciò sia rappresentato dal personaggio principale di questa commedia: Maruzza. La sua forza, i suoi desideri inespressi, le sue debolezze e nostalgie sono messi così a nudo, anche se occorrerà del tempo per capirlo”.

Fabio La Rosa, regista e attore, cura da anni la Compagnia teatrale “Diversi Talenti”. Con lui il gruppo si è caratterizzato per intuizioni e rappresentazioni autentiche di un’esperienza artistica legata a testi molti significativi, un lavoro intenso fatto di percorsi mirati sulla percezione sensoriale e corporea, sull’uso della maschera teatrale e l’improvvisazione quali strumenti per conoscere sé stessi. “La recitazione – secondo il regista – permette di riconoscere, infatti, le proprie emozioni, ritrovando se stessi attraverso l’immagine del ‘viaggio’”. Un linguaggio metaforico ricorrente nel lavoro dell’attore che sarà apprezzato anche durante l’intero spettacolo.

“L’augurio che ci sentiamo di farci, in quanto protagonisti di questa esperienza – sono le parole di Ninni Stillone Valentini, presidente di “Insieme nel 2000” – è che attività portate avanti con impegno da progetti come ‘Artistica-Mente’, trovino nella città il sostegno necessario perché diventino prassi consolidate tra le azioni proprie di una comunità che guarda con interesse alla cultura inclusiva, una cultura propensa a favorire il potenziale di ciascuno attraverso l’arte e la multiforme capacità creativa che da essa prende ispirazione”.

“Ciò che rappresenterà il successo di un progetto pensato proprio per creare rete e sinergia nel territorio – sottolinea Ciccio D’Amico, presidente di OBSALAV – sta nella capacità di sensibilizzare quanti sono chiamati a garantire l’integrazione sociale di chi vive una particolare condizione di fragilità. Ci preme ricordare prima di tutto a noi stessi che le frontiere dell’integrazione sono spesso di tipo culturale e mentale. In questo spettacolo c’è molto di tutto questo ma soprattutto la storia di ciascuno dei ragazzi che ha permesso di realizzarlo sia sul palco che dietro le quinte”.

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