Atm, pesante ricorso di 31 ex interinali: chiedono assunzione e risarcimento danni - Tempostretto

Atm, pesante ricorso di 31 ex interinali: chiedono assunzione e risarcimento danni

Francesca Stornante

Atm, pesante ricorso di 31 ex interinali: chiedono assunzione e risarcimento danni

mercoledì 10 Aprile 2019 - 07:00
Atm, pesante ricorso di 31 ex interinali: chiedono assunzione e risarcimento danni

Gli ex autisti si rivolgono al Tribunale per ottenere l'assunzione a tempo indeterminato dopo aver lavorato per due anni consecutivi per Atm

La battaglia degli ex autisti interinali dell’Atm continua. Anzi adesso è pronta ad approdare nelle aule della sezione Lavoro del Tribunale di Messina. Dopo gli scontri a muso duro con il sindaco De Luca, le diffide presentate nei mesi scorsi, le speranze di riuscire comunque a salvare un posto di lavoro che per due anni li aveva portati alla guida dei bus cittadini, adesso 31 ex autisti hanno deciso di rivolgersi al Tribunale.

Il ricorso

Un lungo e corposo ricorso, affidato agli avvocati Tribulato, Di Mauro e Miraglia, che ripercorre le tappe di ogni singolo lavoratore che ha iniziato nel 2016 a prestare servizio in Atm tramite la formula del lavoro interinale e che, a suon di proroghe e rinnovi, ha lavorato praticamente per due anni in Atm e che ad agosto è rimasto senza lavoro. La loro luce era la nuova selezione che la vecchia amministrazione Accorinti aveva avviato per nuove assunzioni sempre tramite agenzia interinale che li avrebbe salvaguardati. Ma il sindaco De Luca ha totalmente bloccato quella strada e ha scelto di affidare nuove assunzioni a tempo determinato al Centro per l’Impiego. E così è arrivata la reazione degli ex interinali.

Un ricorso fatto contro l’Atm ma anche contro la Temporary e la Tempor, le due agenzie interinali che in questi anni hanno avuto a che fare con le assunzioni per conto di Atm.

Le richieste

I 31 ex autisti chiedono che venga accertata l’irregolarità della somministrazione intercorsa nel periodo 2016-2018. E di fatto con questo ricorso chiedono l’assunzione a tempo indeterminato e il risarcimento dei danni subiti, sia durante il periodo in cui sono stati impiegati per Atm, sia per la mancata prosecuzione del servizio dopo lo stop al nuovo bando di gara che era stato vinto dalla Tempor.

Le motivazioni

Si parte dal fatto che «tutti i ricorrenti hanno lavorato alle dipendenze dell’Atm di Messina nel periodo 2016-2018, svolgendo le mansioni di autista di autobus, parametro 140 del CCNL autoferrotranvieri, provvedendo alla guida dei mezzi aziendali e all’espletamento di ogni incombenza accessoria necessaria al servizio di trasporto pubblico locale cui risultavano adibiti, compresa la vendita di biglietti al pubblico». Le date dei contratti poi sono diverse in base ai casi, ma si sottolinea che tutti hanno lavorato ininterrottamente per Atm dal 2016 al 2018.

E poi «per tutti i ricorrenti la somministrazione di lavoro cessava il 15 agosto 2018 e l’Atm di Messina e le Agenzie interinali resistenti decidevano di non stipulare ulteriori contratti in somministrazione con gli istanti nonostante la perdurante necessità di reperire operatori di esercizio per lo svolgimento dei normali servizi di Tpl da parte dell’Atm di Messina e gli obblighi derivanti dalla aggiudicazione della gara pubblica avvenuta come detto nel maggio 2018».

In pratica gli ex autisti impugnano tutti i contratti che hanno avuto nel periodo 2016-2018, periodo di amministrazione Accorinti e con Atm a guida Foti, per irregolarità sotto molteplici aspetti, tutti ovviamente inseriti nel ricorso.

21 pagine di irregolarità

Contestano che la somministrazione sia stata illegittima e irregolare perché non vi sarebbe stata una stipula scritta di tutti i contratti e delle varie proroghe tra la Temporary, che all’epoca si occupò di tutte le procedure, e l’Atm. Segnalano la mancata effettuazione della valutazione dei rischi in tema di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. Ritengono che siano stati violati i limiti percentuali tra il personale a tempo determinato in forza all’Atm e quello assunto con la somministrazione.

Così come rilevano la violazione del principio di temporaneità dell’occasione di lavoro: in pratica scrivono che ricorrere a plurime somministrazioni con lo stesso lavoratore e per la stessa attività, per due anni consecutivi, indica che l’Atm ha fatto ricorso al lavoro interinale per esigenze strutturali che avrebbero dovuto essere coperte con assunzioni a tempo indeterminato. Mentre invece la somministrazione a tempo determinato è ammesso dalla legge solo per far fronte a necessità eccezionali e occasionali.

E tra l’altro mancano le motivazioni che hanno portato a qyesta strategia per coprire le carenze di organico. Ovviamente si segnala anche il superamento del limite del periodo di 24 mesi previsto quale termine massimo di durata della somministrazione di lavoro presso lo stesso utilizzatore. E tra le tante illegittimità elencate anche la tecnica di non superare mai le 6 proroghe concesse dalla legge sottoscrivendo nuovi contratti quando questo limite rischiava di essere superato: per i ricorrenti solo un modo per aggirare la normativa.

Per tutti questi motivi ritengono che la somministrazione di lavoro che li ha visti impegnati in questi due anni sia “illegittima, fraudolenta e nulla ad ogni effetto di legge”.

Cosa chiedono al Tribunale

A questo lungo elenco di irregolarità si aggiungono le richieste: assunzione da parte dell’Atm con contratto a tempo indeterminato, full-time par. 140 del CCNL autoferrotranvieri sin dall’inizio della somministrazione, cioè dal 2016; condanna per l’Atm di Messina al pagamento delle retribuzioni dovute, condanna in solido per l’Atm e la Temporary al risarcimento del danno patito per la illegittima, irregolare, fraudolenta e nulla somministrazione intercorsa nel periodo 2016/2017 in misura pari a 12 mensilità dell’ultima retribuzione di fatto percepita e condanna in solido per l’Atm e la Tempor S.p.a. al risarcimento dei danni patiti a seguito del mancato rispetto e della mancata esecuzione dell’appalto aggiudicato nel maggio 2018.

La clausola “discriminatoria”

Con un passaggio ulteriore sulla procedura scelta tramite Centro per l’Impiego che prevede una clausola, definita illegittima e persecutoria, che impedisce a chiunque abbia contenziosi in corso con Atm di partecipare alla selezione. Clausola che leggono come un chiaro intento di impedire l’azione giudiziaria.

Nel mirino dunque le scelte dell’amministrazione Accorinti e dell’amministrazione De Luca, con le governance Atm guidate prima da Giovanni Foti e Daniele De Almagro e oggi da Pippo Campagna.

Francesca Stornante

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