Messina. Studentati "Archimede" e "Centro", il Tar ribalta il Consiglio e accoglie il ricorso della Zanklon

Messina. Studentati “Archimede” e “Centro”, il Tar ribalta il Consiglio e accoglie il ricorso della Zanklon

Marco Ipsale

Messina. Studentati “Archimede” e “Centro”, il Tar ribalta il Consiglio e accoglie il ricorso della Zanklon

mercoledì 11 Febbraio 2026 - 21:53

Il consigliere comunale Alessandro Russo chiede l'audizione urgente del vicesindaco Mondello

MESSINA – Il Tar di Catania, con le sentenze numero 307/2026 e 308/2026, ha dichiarato la “cessata materia del contendere” sui ricorsi proposti dalla Zanklon srl, in relazione alle nuove autorizzazioni rilasciate dalla Zes (Zona economica speciale) in contrasto con la posizione finale espressa dal Comune di Messina alla conferenza di servizi del 22 gennaio 2026.

Il ricorso che la Zanklon srl aveva proposto al Tar per annullare le delibere del Consiglio comunale che bocciarono gli studentati “Archimede” e “Centro” era fondato sulla motivazione che, stante l’autorizzazione ottenuta dalla Zes nazionale, non si sarebbe dovuto procedere a valutazione politico – tecnica del Consiglio comunale, subordinando di fatto l’efficacia di quell’ammissione al finanziamento Pnrr alla votazione del Consiglio comunale di Messina.

Il Tar, preso atto che nel frattempo nello scorso mese e mezzo la Cabina di regia nazionale della Zes ha adottato dei nuovi provvedimenti autorizzativi dei progetti della Zanklon srl sostituendo i precedenti ed eliminando la condizione di subordinazione dell’efficacia alla valutazione del Consiglio comunale, ha fatto cessare il motivo di ricorso della ditta. Conseguentemente, la pronuncia del Tar di Catania ha riaperto la strada alla realizzazione dei due studentati che il Consiglio comunale aveva bocciato per l’impatto territoriale, urbanistico, viabile e antropico.

La denuncia di Alessandro Russo: «Consiglio bypassato»

«Ciò che emerge, a questo punto – dichiara il consigliere Alessandro Russo – è innanzitutto la circostanza che la Zes, che in un primo momento aveva previsto opportunamente il coinvolgimento del Consiglio comunale, è tornata sui suoi passi ribaltando l’originario orientamento, concedendo pertanto l’autorizzazione al finanziamento e alla realizzazione bypassando il Consiglio comunale di Messina. In secondo luogo, emerge come la decisione della Zes superi le previsioni normative in materia di urbanistica e di politica del territorio che è di esclusiva competenza degli Enti Locali e, segnatamente, dei Consigli comunali».

Secondo Russo, «non potrebbe essere che in questo modo, poiché è evidente che sul tipo di sviluppo urbanistico, sulla sua proiezione, sugli indirizzi da assumere in tema di edilizia, sia l’organo che governa il territorio a decidere delle sue sorti. Ecco infatti che, con un paradosso evidente ma soprattutto con un contrasto politico ancora più eclatante, la Zes decide oggi di bypassare il Consiglio comunale di Messina che, sul punto, a grande maggioranza e sulla base di ragioni molto argomentate, aveva deciso che quei progetti non fossero in linea con gli interessi della città di Messina».

Il paradosso dei fondi Pnrr

Il consigliere punta il dito sulla gestione dell’emergenza legata ai finanziamenti: «Adesso, quindi, mentre il privato legittimamente potrà avviare i suoi cantieri, la città — espressa nella sua rappresentanza in Consiglio comunale — dovrà subire le decisioni prese sulla sua testa e nonostante le argomentazioni contrarie che aveva espresso. C’è tutto il paradosso della fretta e della corsa a impegnare i fondi Pnrr che emerge in questo caso: pur di non perdere soldi, si derogano procedure e previsioni che dovrebbero essere bypassate solo con motivazioni concludenti, ragionate e concertate».

«La politica di gestione del territorio – prosegue Russo – è uno dei campi di azione amministrativa più importanti del Comune: la legge assegna all’Ente Locale questa responsabilità nella corretta valutazione per la quale solo chi governa il territorio e lo vive può decidere cosa sia opportuno per esso. E invece, derogando le procedure per accedere ai fondi Pnrr, paradossalmente di quel che ha pensato e votato il Consiglio che pure esprime l’interesse collettivo di Messina si fa serenamente a meno. Un fatto politicamente molto grave e rilevante. Un precedente altrettanto pericoloso per l’autonomia del Comune nei suoi campi di azione».

La richiesta di audizione in Commissione

«E’ per questa ragione – conclude Alessandro Russo – che mi sono adoperato per chiedere nel più breve tempo possibile la convocazione in commissione urbanistica comunale l’audizione del vice sindaco e assessore al territorio, Salvatore Mondello, del dirigente dell’urbanistica, Giuseppe Messina e della segretaria generale, Rossana Carrubba per comprendere se ci siano le basi e le motivazioni tecnico-giuridiche per resistere alla decisione del Tar, ricorrendo in superiori sedi giurisdizionali. In quella sede di confronto, infatti, si dovrà comprendere se le decisioni come quelle assunte dalla Zes, che nei fatti aggirano il ruolo del Comune su questi argomenti che pure gli sono di stretta competenza, menomano di una funzione fondamentale l’Ente Locale, scippandolo di una competenza che dovrebbe essere derogata solo per ragioni fondate e motivate e certo non con la generica necessità di spesa dei fondi del Pnrr”.

Russo esprime infine una forte preoccupazione per le conseguenze a lungo termine sulla città: “I fondi finiscono, è vero. Ma l’impatto territoriale conseguente resta a carico della collettività messinese. Se emergerà che tale competenza sia stata effettivamente aggirata dalla decisione della Zes, andando in contrasto con quanto peraltro votato dal Consiglio comunale, sarà necessario agire conseguentemente, proponendo ricorso per difendere le prerogative e l’autonomia del Comune in tema di politiche di gestione del proprio territorio».

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