Un mese e mezzo dopo l’arresto dell’esecutore materiale dell’attentato ai danni del gruppo che fa capo all’imprenditore Immacolato Bonina, il commissariato di Barcellona ha arrestato il presunto mandante del gesto intimidatorio. Si tratta di Giovanni Perdichizzi, 40 anni. Non avrebbe gradito la decurtazione dello stipendio, causata dalle sue assenze ingiustificate. La procura di Barcellona continua a indagare per individuare tutti i responsabili del gesto.
Voleva mantenere il controllo sulla società datrice di lavoro attraverso l’interferenza nelle assunzioni di personale e nella erogazione degli stipendi. Non avrebbe gradito la decurtazione del 50 per cento dello stipendio. E la mancata assunzione di un suo cugino, al posto di tre autisti. Questo avrebbe spinto il quarantenne Giovanni Perdichizzi ad ordinare l’atto intimidatorio ai danni del gruppo che fa capo ad Immacolato Bonina. Così l’11 ottobre avrebbe mandato Santo Alesci, 30 anni a sparare contro il Suv Infinity del direttore generale Giuliano Gentile crivellato da 7 colpi di pistola, 7.65. Stamattina alle 4, a distanza di quasi un mese e mezzo dall’arresto dell’esecutore materiale, gli investigatori del commissariato di Polizia di Barcellona hanno arrestato anche il presunto mandante. Si tratta di Giovanni Perdichizzi, autista della società gestita da Immacolato Bonina. Contro di lui anche un sms, in cui c’era semplicemente scritto “OK”, che Alesci gli ha inviato un’ora dopo aver sparato contro l’auto del direttore generale. In questi mesi d’indagine grazie ad alcune intercettazioni telefoniche, gli inquirenti hanno avuto la conferma che ad armare il braccio di Alesci fosse stato Perdichizzi. Durante una conversazione tra la convivente di Alesci e il padre di quest’ultima, la donna diceva di aver ricevuto del denaro per il proprio sostentamento e per le spese dell’avvocato. Alla richiesta del padre di sapere chi le avesse dato il denaro la donna ha fatto il nome di Perdichizzi e il padre, ripetendo il nome del quarantenne ha anche aggiunto, “quello che lo ha fatto arrestare?”. Quest’espressione, l’sms e altri elementi acquisiti nel corso delle indagini hanno permesso al sostituto Francesco Massara di chiedere e ottenere dal gip del tribunale di Barcellona Anna Adamo, l’arresto di Perdichizzi per detenzione e porto illegale di arma da fuoco in concorso, oltre a tentata estorsione e danneggiamento aggravato. Giovanni Perdichizzi si trova ora la carcere di Gazzi.
