Autostrade, trasformazione del Cas? Tre sindacati: "Prima i lavoratori" - Tempo Stretto

Autostrade, trasformazione del Cas? Tre sindacati: “Prima i lavoratori”

Francesca Stornante

Autostrade, trasformazione del Cas? Tre sindacati: “Prima i lavoratori”

giovedì 26 Settembre 2019 - 07:30
Autostrade, trasformazione del Cas? Tre sindacati: “Prima i lavoratori”

Orsa, Cisal e Confintesa temono che la trasformazione del Consorzio distragga dalla necessità di stabilizzare al più presto i lavoratori

Tre sindacati non hanno dubbi: ok la trasformazione del Consorzio Autostrade, ma prima serve la stabilizzazione dei lavoratori. Orsa, Cisal e Confintesa non si esprimono sulla battaglia che si sta consumando a Palermo sulla trasformazione dell’ente. Però temono che questo possa “distrarre” dalla partita che riguarda i precari del Cas.

L’emendamento all’Ars

La bocciatura dell’emendamento in Commissione Ars ha bloccato la trasformazione del Consorzio Autostrade Siciliane in Ente Pubblico Economico. Si è sollevato un coro di dissenso da una parte delle politica e da qualche sindacato, indignati per la mancata trasformazione della natura giuridica del Cas. Per i tre sindacati sorprende che tali critiche provengano proprio da quella politica che in assemblee ufficiali con i circa 120 precari, ex stagionali, prometteva soluzioni e aperture per la definitiva stabilizzazione. 

Gli impegni con i lavoratori

«Non abbiamo nessuna preclusione preconcetta verso la trasformazione in Ente Economico dell’Azienda che gestisce le autostrade siciliane. Ma prima bisogna mantenere gli impegni intrapresi con i lavoratori e con le Organizzazioni Sindacali che li rappresentano. I lavoratori impiegati nel servizio di esazione con il sistema del lavoro somministrato, hanno avuto diversi confronti con la politica regionale, compreso l’Assessore Marco Falcone. Da tutti è emersa la necessità condivisa di individuare un percorso per la stabilizzazione del rapporto di lavoro. Anche per evitare i pesanti costi dell’agenzia interinale e dello straordinario  per conclamata carenza di personale».

Per Orsa, Cisal Confintesa però nell’emendamento che avrebbe dovuto trasformare il Cas in Ente Pubblico Economico, si affrontano tutte le tematiche tranne quella delle assunzioni dei precari. Leggendo il testo emerge che non si fa riferimento alcuno alle assunzioni dei tecnici esattori, si consente la mobilità interna dei dipendenti pubblici in posizione di comando e si definisce che “non devono derivare costi aggiuntivi a carico della Regione”

Prima la stabilizzazione

Il timore è quindi chiaro: per le Aziende partecipate dalla Regione Sicilia vige il blocco delle assunzioni, quindi, se veramente si vuole dare seguito agli impegni intrapresi con i lavoratori, la loro stabilizzazione deve concretizzarsi prima. Prima che il CAS si trasformi in “partecipata” e rientri a pieno titolo fra le aziende pubbliche che non possono assumere nuovo personale.

«La mobilitazione dei precari è in atto da anni ma il Consorzio non ha mai fatto chiarezza sul loro futuro. L’attuale Consiglio Direttivo si è impegnato, attraverso comunicati stampa, a convocare le parti sociali ma l’impegno è rimasto nelle pagine dei giornali». 

Orsa, Cisal e Confintesa si sono rivolti al Prefetto di Messina per chiedere l’istituzione di un tavolo di confronto con il Cas e con l’Assessore Falcone. «Prima di procedere alla trasformazione del Consorzio, la politica regionale deve dare risposte alle aspettative dei precari che con la variazione giuridica proposta nell’emendamento rischiano l’esclusione definitiva dal ciclo produttivo. Pur consapevoli delle positività che apporterebbe la trasformazione in Ente Pubblico Economico, poniamo come priorità il diritto costituzionale al lavoro stabile e dignitoso. L’emendamento bocciato in Commissione ARS non fa chiarezza sulle assunzioni dei tecnici esattori che vivono nell’incertezza del precariato da decenni. Il rischio della loro esclusione è concreto, l’Assessore Falcone ha il dovere di pronunciarsi ufficialmente sul loro futuro. Poi verrà il resto. 

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Un commento

  1. Prima i cittadini! Togliete quel maledetto pedaggio tra Messina e Rometta fin quando non saranno ultimati i lavori sui viadotti ritiro!

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