Formazione e ricerca, Messina prima in Sicilia ad ottenere 27 borse di studio - Tempo Stretto

Formazione e ricerca, Messina prima in Sicilia ad ottenere 27 borse di studio

Rosaria Brancato

Formazione e ricerca, Messina prima in Sicilia ad ottenere 27 borse di studio

sabato 24 Marzo 2018 - 05:23
Formazione e ricerca, Messina prima in Sicilia ad ottenere 27 borse di studio

Messina è la prima città dell'isola ad avviare le attività dell'Avviso 11 del 2017 che destina 10 milioni di euro all'alta formazione ed alla ricerca. I 27 giovani dopo la formazione saranno occupati direttamente o attraverso spin off dal Cnr e dall'Irccs.

La nuova formazione guarda alle nuove professioni ed all’alta qualificazione, guarda allo spin off, guarda a quelle realtà nel mondo della ricerca che sono competitive a livello nazionale ed internazionale. E soprattutto non è un “parcheggio” ma un modo per RESTARE.

In questo nuovo contesto Messina è stata la prima città in Sicilia ad avviare le attività dell’AVVISO 11/2017 predisposto dall’ex assessore Marziano e portato a termine dall’assessore regionale all’istruzione ed alla formazione Roberto Lagalla che con orgoglio ha tenuto a “battesimo” le borse di studio per quasi due milioni di euro destinate al nostro territorio (guarda l’intervista in homepage).

Sono 11 milioni di euro che l’assessorato ha destinato ad una nuova concezione della formazione, rivolta alla ricerca e che ha visto l’erogazione in tutta l’isola di 180 borse di studio.

A Messina, prima città a tagliare il traguardo, le borse di studio della durata di 18 mesi sono 27 (più altri 3 giovani messinesi che operano in altre zone dell’isola). La cifra stanziata è di quasi due milioni di euro. Ma c’è di più, perché nell’ottica di una nuova offerta formativa conclusi i 18 mesi i giovani avranno due strade: o l’assorbimento all’interno dell’Ente o azienda oppure continuare a lavorare attraverso spin off di ricerca. In entrambi i casi si tratta di alta qualificazione che si forma e resta in Sicilia, a Messina e non dovrà andare altrove.

Gli Enti pubblici di Messina che l’Assessorato ha selezionato sono:

1-l’Istituto di Scienze Applicate e Sistemi Intelligenti “Eduardo Caianiello” del CNR (CNR-ISASI) con sede presso l’Istituto Marino di Mortelle e l’Istituto per l’Ambiente Marino Costiero del CNR (CNR-IAMC)

2- l’Istituto per i Processi Chimico-Fisici del CNR (CNR IPCF)

3- l’Istituto per lo Studio dei Materiali Nanostrutturati (CNR-ISMN)

e l’IRCCS Centro Neurolesi Bonino Pulejo

Il totale è 27 borse di studio. Ci sono poi altri 3 messinesi borsisti ma che seguiranno la formazione in altre città dell’isola.

Il progetto di CNR-ISASI, in collaborazione con CNR-IAMC, riguarda la rilevazione di biomarcatori biologici, neurofisiologici e fattori di rischio dei disturbi dello spettro autistico attraverso l’applicazione di nuovi paradigmi sperimentali. Il progetto di CNR-IPCF riguarda le nuove tecnologie per il recupero e la fruizione di beni di interesse culturale. Il progetto di CNR-ISMN ha come obiettivo lo sviluppo di materiali innovativi e sostenibili per la salute e l’energia. Il progetto dell’IRCCS Centro Neurolesi “Bonino Pulejo” riguarda lo sviluppo di tecnologie innovative a supporto dei processi di monitoraggio e riabilitazione.

In prima fila nell’Aula Magna dell’istituto di scienze applicate e sistemi intelligenti del CNR all’interno dell’ex istituto Marino di Mortelle, i giovani borsisti, gran parte dei quali donne, tutte impegnate nella ricerca applicata nell’ambito dell’autismo. Alla cerimonia oltre all’assessore regionale Roberto Lagalla, erano presenti il sindaco Accorinti, la dirigente regionale del servizio ricerca scientifica del Dipartimento Istruzione Giovanna Cutitta al cui impegno costante si deve la predisposizione di un Avviso 11 che è attento alle realtà nuove dell’isole ed all’esigenza di non far andare via i nostri giovani talenti, il direttore Isasi-CNR Pietro Ferraro ed il direttore scientifico dell’Irccs Dino Bramanti.

E’ una scommessa sull’alta qualificazione- ha commentato Ferraro– Questa è una scelta che ha un respiro internazionale e punta sul fatto che attraverso la rete scientifica si possono avere ricadute nel territorio”.

L’obiettivo della Regione è rilanciare l’occupazione anche attraverso un nuovo modo di fare formazione, come ha spiegato a Tempostretto l’assessore Lagalla (intervista in homepage). Secondo le nuove linee guida la formazione è parte integrante del processo educativo e del successivo inserimento lavorativo. La formazione diventa prioritaria tra le misure di sostegno della crescita e del miglioramento dei sistemi produttivi territoriali. Attraverso l’Avviso 11 la Regione offre a giovani qualificati un’opportunità concreta di inserimento nel mercato del lavoro attraverso la possibilità di realizzare, presso Enti di ricerca pubblici localizzati nel territorio siciliano percorsi di formazione e di accompagnamento innovativi con elevato contenuto tecnologico. Giovani con un alto livello di istruzione sono coinvolti e integrati nel sistema della ricerca e della creazione di impresa. Il passo successivo alla formazione è quindi l’occupazione.

La rete degli enti pubblici di ricerca- ha dichiarato l’assessore Lagalla– è una forza trainante. La ricerca è una frontiera rispetto alla quale stiamo operando per mantenere l’autonomia dei CNR ed una presenza in Sicilia sempre più qualificata. Ringrazio chi mi ha preceduto, l’ex assessore Marziano per la lungimiranza della visione. Tra chi amministra c’è lo sport di buttare via tutto quello che ha fatto chi è venuto prima. Io non la penso così. E i risultati si vedono”.

Nella nuova formazione sono state inserite figure più attinenti sia alla realtà del mercato che alle esigenze della Sicilia: spazio alle discipline legate al turismo, alle energie rinnovabili, alla tutela dei beni, all’informatica.

Prima della cerimonia all’Istituto Marino di Mortelle l’assessore Lagalla ha avuto un lungo incontro al carcere di Gazzi con il direttore Tessitore perché il nuovo Avviso prevede espressamente risorse destinate alla formazione ed all’inserimento dei detenuti. Sono corsi di formazione individuati con la direzione carceraria e che tengono in considerazione le capacità e le aspettative dei detenuti (quindi con particolare attenzione all’edilizia, alla falegnameria etc).

Rosaria Brancato

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