Ballottaggi in Sicilia. Il campo largo esulta per i 7 Comuni conquistati, parte la sfida al centrodestra

Ballottaggi in Sicilia. Il campo largo esulta per i 7 Comuni conquistati, parte la sfida al centrodestra

Marco Olivieri

Ballottaggi in Sicilia. Il campo largo esulta per i 7 Comuni conquistati, parte la sfida al centrodestra

martedì 09 Giugno 2026 - 07:39

Chiuse le amministrative, il centrosinistra è chiamato a costruire un progetto credibile alternativo al centrodestra. Rimane il nodo alleanze per De Luca e ScN

di Marco Olivieri

SICILIA – “La vittoria di Michele Sodano ad Agrigento è un segnale dirompente: i cittadini hanno messo nero su bianco la voglia di cambiamento. Basta scandali, servono pulizia e capacità amministrativa e il campo alternativo incarna pienamente questi valori. Il centrodestra travolto dagli scandali è ormai sgretolato. Ora più che mai il campo progressista è pronto a mandare a casa Schifani e governare la Regione”. Lo ha detto ieri il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Sicilia Nuccio Di Paola. Dichiarazioni in linea con quelle del segretario regionale del Partito democratico, Anthony Barbagallo, e del leader di Controcorrente Ismaele La Vardera.

Sette i Comuni conquistati dal centrosinistra, prima erano tre, in Sicilia. “Quindici giorni fa il centrodestra in Sicilia governava 11 Comuni al voto con il sistema proporzionale. Oggi, a urne chiuse dopo i ballottaggi, ne governa solo 4. Una vera e propria Waterloo, una sconfitta di proporzioni epocali”, ha evidenziato Barbagallo.

Il “modello Agrigento” del campo largo unito, come ha più volte sottolineato La Vardera, viene visto come una base per costruire un progetto credibile alternativo al centrodestra sempre più lacerato in questi mesi. Tuttavia, adesso viene il difficile. E il centrosinistra dovrà dimostrare, con programmi e classe dirigente adeguati, di incarnare davvero una possibilità di governo per l’elettorato. In passato questo non è avvenuto.

Il nodo Sud chiama Nord, De Luca aperto al dialogo con centrodestra e centrosinistra

In più rimane il nodo alleanza “sì o no” con Sud chiama Nord di Cateno De Luca, che ha il suo fortino elettorale nel Messinese. E con “capitale” Messina. Il limite nella strategia del leader di ScN è quello di tenere aperte le porte sia al centrodestra, sia al centrosinistra. “Ma non chiamateci trasformista. Siamo un partito post ideologico”, tiene a precisare. I prossimi mesi serviranno a capire quali saranno i rapporti del sindaco di Taormina e deputato regionale con le coalizioni in vista del voto nazionale e soprattutto nell’isola.

Nel frattempo, anche De Luca esulta: “Ancora una volta Sud chiama Nord è determinante! A Ispica il neo sindaco Pierenzo Muraglie vince con il 56% dei consensi e il nostro contributo è stato decisivo. Dopo il 17,3% ottenuto al primo turno con il candidato di Sud chiama Nord Paolo Monaca, abbiamo fatto una scelta chiara e responsabile nell’interesse della città, sostenendo Muraglie. Complimenti al neo sindaco di Ispica e buon lavoro alla nuova amministrazione. Si chiude così questo ciclo di elezioni amministrative che ci consegna un risultato straordinario: una media del 20% nei Comuni al voto con il sistema proporzionale. Numeri che confermano la crescita costante di Sud chiama Nord e il ruolo centrale che il nostro movimento continua ad avere in Sicilia. Mercoledì presenteremo tutti i dati al Parlamento siciliano”.

L’ambizione deluchiana di essere “l’ago della bilancia” della politica in Sicilia: “Sud chiama Nord al 12%”

Così il leader di Sud chiama Nord sulla sua pagina Facebook: “In base a un sondaggio Swg, che illustreremo integralmente domani in conferenza stampa a Palermo, saremo l’ago della bilancia nelle prossime elezioni regionali. Dopo quattro anni, in cui ci davano per morti, manteniamo di fatto la stessa percentuale del 2022, attestandoci al 12% solamente come ScN ancora non abbiamo iniziato la vera campagna elettorale. A confermare la nostra centralità e la nostra crescita non ci sono soltanto i sondaggi, ma anche i risultati netti di queste elezioni amministrative. I dati che domani vi illustrerò metteranno in evidenza come la nostra forza sia diffusa in tutta la Sicilia e quanto possiamo ancora crescere e tanto altro. Noi nel frattempo non aspettiamo nessuno, non ci facciamo dettare i tempi da nessuno e continuiamo a lavorare per la nostra amata terra”.

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3 commenti

  1. Alessandro Manzoni 9 Giugno 2026 09:49

    De Luca, vattene a “zappare”

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  2. Pensare che il voto per eleggere i sindaci possa essere indicativo delle scelte politiche del paese e’ politicamente ridicolo …eleggere un sindaco p in piccoli centri (a parte Agrigento)e un fatto locale che poggia la fiducia sull uomo e non sul partito

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  3. Un tipetto unico nell’ esultare quando c’è da approfittare. Vince sempre ma non chiamatelo trasformista, è un pospostideologico. Tradotto in parole povere: “Spagna o Francia purché se magna”

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