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Riscossione dei morosi, nuovo stop alla gara. Amam e Comune valutano nuove ipotesi

Francesca Stornante

Riscossione dei morosi, nuovo stop alla gara. Amam e Comune valutano nuove ipotesi

martedì 03 Febbraio 2015 - 12:41
Riscossione dei morosi, nuovo stop alla gara. Amam e Comune valutano nuove ipotesi

L'apertura delle buste con le offerte era stata fissata per mercoledì, ma l'Amam ha rinviato l'appuntamento a data da destinarsi. Il presidente Alessandro Anastasi ci ha spiegato la bontà del bando e le necessità dell'azienda, ma il Comune vuol valutare altre soluzioni, confronto serrato con il vicesindaco Signorino. Nei giorni scorsi la questione era stata anche sollevata dai consiglieri comunali Cucinotta e Contestabile.

L’apertura delle buste era stata fissata per mercoledì4 febbraio ma in fretta e furia l’Amam ha deciso di stoppare tutte le procedure e di rinviare a data da destinarsi la seduta di gara per l’aggiudicazione del servizio di riscossione volontaria concordata e coattiva dei canoni per i consumi degli utenti morosi. Una gara d’appalto indetta dall’Amam lo scorso 1 agosto, poi bloccata, nuovamente ripartita, tanto che era stata fissata per domani 4 febbraio l’apertura delle buste dei partecipanti. Un appalto da sei milioni di euro e valido per sei anni, anzi esattamente 2.190 giorni consecutivi che ha improvvisamente subìto un nuovo stop per la necessità di ulteriori approfondimenti sulla natura stessa del bando e sull’ipotesi di procedere all’affidamento del servizio secondo modalità diverse dalla classica gara d’appalto, ad esempio attraverso convenzione Consip.

E’ quanto spiega il presidente dell’Amam Alessandro Anastasi che però rivendica la bontà del bando di gara approntato lo scorso 1 agosto dall’Amam: “Siamo certi che questo bando sia assolutamente rispondente ai criteri di legittimità richiesti da appalti di questo tipo, è stato redatto su modelli standard utilizzati da qualsiasi società o amministrazione pubblica, basta prendere ad esempio bandi o appalti di altre realtà italiane per fare un veloce confronto e rendersi conto che non ci sono anomalie tali da far bloccare l’iter di questo procedimento”.

Un chiarimento che arriva dopo le polemiche che si sono sollevate nei giorni scorsi sulla natura di questa gara d’appalto e dopo le criticità riscontrate dai consiglieri comunali del Pd Nicola Cucinotta e Simona Contestabile che tra le pieghe del capitolato d’appalto hanno evidenziato alcuni passaggi che penalizzerebbero fortemente i cittadini, come per esempio gli aggi che incasserebbe la società affidataria e che peserebbero solo sulle tasche dei messinesi morosi (vedi articolo correlato). Anche su questo punto risponde Anastasi precisando che non c’è niente di diverso rispetto a quanto accade con i servizi che rientrano in questa tipologia e che prevedono la riscossione di crediti.

Fatto sta che però al momento la procedura è stata bloccata. Non c’è ancora stata la revoca del bando come auspicato dai consiglieri Cucinotta e Contestabile, ma serve tempo per valutare una serie di ipotesi. Sulla questione sta lavorando anche il vicesindaco Guido Signorino che proprio con il presidente Anastasi e il Direttore dell’Amam Luigi La Rosa, in questo caso anche Responsabile unico del procedimento di gara d’appalto, ha avviato un confronto serrato sull’opportunità di proseguire su questa strada o di ricorrere ad altre soluzioni. “Stiamo discutendo con Signorino anche perche è l’amministrazione comunale a dover dettare la linea da seguire, siamo aperti a qualsiasi decisione verrà presa, stiamo portando avanti un confronto molto sereno e che tenga in considerazione sia le esigenze dell’azienda che quelle del Comune” spiega Ananstasi che ricorda che per l’Amam il servizio di riscossione volontaria concordata e coattiva dei canoni per i consumi degli utenti morosi è fondamentale. “Dobbiamo continuare a garantire l’equilibrio finanziario dell’Amam e soprattutto rispettare gli impegni presi con il Piano di riequilibrio del Comune” ricorda Ananstasi. E infatti nella prima versione del documento finanziario del Comune si prevedevano utili per il decennio 2013-2022 per 30,6 milioni di euro, 3 milioni di euro all’anno, adesso che l’amministrazione ha proceduto alla rimodulazione del piano la somma si è leggermente abbassata ma l’Amam dovrà garantire queste somme. E nel suo Piano finanziario non a caso ha previsto a «riorganizzare le procedure di sollecito e di recupero attraverso una società esterna affidataria del servizio di recupero credito» per combattere il fenomeno dell’evasione che negli anni ha assunto proporzioni insostenibili.

Una strategia che cozza un po’ con le direttive di Signorino che ha invitato tutte le partecipate comunali a ridurre gli affidamenti esterni e che sembra anche in contrasto con la recente acquisizioni del personale ex Feluca tra le fila dell’Amam. Anastasi risponde anche su questo aspetto: “E’ vero che abbiamo nuovo personale ma non basta per la mole di lavoro che l’Amam sarà chiamata ad effettuare per rispettare gli impegni presi. Con le nostre risorse non siamo in grado di affrontare un servizio così importante, da qui l’urgenza di portare a termine le procedure di questo nuovo bando, considerata anche l’impossibilità di continuare in regime di proroga con la Fire spa che si era aggiudicata l’ultimo appalto bandito. Pur nella certezza che quel bando possa essere espletato restiamo aperti a qualunque confronto o soluzione” dice il presidente dell’Amam.

Il bando al momento è di nuovo congelato. A sciogliere le riserve sarà l’amministrazione comunale che a questo punto dovrà necessariamente tener conto di diversi fattori ed eventualmente sgomberare il campo da dubbi e possibili anomalie.

Francesca Stornante

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6 commenti

  1. il personale non basta,il personale non basta,il personale non basta e sempre lo stesso ritornello.allora mandatelo a zappare e gli date lo stesso lo stipendio…………

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  3. Tra i MOROSI storici non c’è solo chi è in difficoltà economica ma anche la borghesia messinese, AMAM dovrebbe censire, per iniziare a scovare gli evasori, i residenti della collina di GANZIRRI, in particolare le villette di cantieri falliti, e delle abitazioni del CENTRO STORICO.

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  4. Tra i MOROSI storici non c’è solo chi è in difficoltà economica ma anche la borghesia messinese, AMAM dovrebbe censire, per iniziare a scovare gli evasori, i residenti della collina di GANZIRRI, in particolare le villette di cantieri falliti, e delle abitazioni del CENTRO STORICO.

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  5. Anziché dare lavoro ai soliti noti, l’amam non potrebbe dare incarico diretto a tutti i call center, che ne farebbero richiesta, applicando un percentuale inferiore per ogni riscossione incassata. Cosi darebbe lavoro a molte più persone ed avrebbe meno spese di bandi di gare, ricorsi vari e soprattutto una minore percentuale da dare ai soliti noti

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  6. Anziché dare lavoro ai soliti noti, l’amam non potrebbe dare incarico diretto a tutti i call center, che ne farebbero richiesta, applicando un percentuale inferiore per ogni riscossione incassata. Cosi darebbe lavoro a molte più persone ed avrebbe meno spese di bandi di gare, ricorsi vari e soprattutto una minore percentuale da dare ai soliti noti

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