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Barcellona, il presidente Pino sotto il fuoco incrociato del consiglio

Alessandra Serio

Barcellona, il presidente Pino sotto il fuoco incrociato del consiglio

domenica 10 Gennaio 2021 - 08:49
Barcellona, il presidente Pino sotto il fuoco incrociato del consiglio

Sei consiglieri comunali di Barcellona firmano un esposto e chiedono la rimozione del presidente dell'aula dopo l'espulsione della Scolaro

Dopo le scintille nell’ultima seduta straordinaria di consiglio comunale a Barcellona e l’espulsione di Melangela Scolaro di FdI, sei consiglieri hanno presentato un esposto al Prefetto di Messina per denunciare il comportamento del presidente dell’aula, Angelo Paride Pino.

Il documento, presentato anche all’assessorato per le Autonomie Locali, è siglato da David Bongiovanni del PD, Antonio Mamì, Raffaella Campo e Gabriele Sidoti del Movimento Città Aperta, Ilenia Torre e la stessa Scolaro.

Abbiamo ritenuto necessario presentare un esposto perché, in meno di 3 mesi di attività, Paride Pino, nell’esercizio delle sue funzioni di presidente del consiglio comunale ha più volte disatteso i suoi doveri – spiega Mamì. Con il suo modo di condurre l’attività consiliare è in particolare venuto meno il principio di neutralità e quello di adoperarsi per un corretto e sereno svolgimento delle sedute di consiglio. La cosa non stupisce più di tanto, conoscendo i suoi precedenti nella medesima funzione. Stupisce piuttosto la decisa volontà della maggioranza e dei deputati di riferimento di volerlo riproporre in quel ruolo. La richiesta che facciamo a tutta l’aula è quella di rivedere tale scelta e di esprimere finalmente un Presidente all’altezza e super partes”.

Nell’esposto i consiglieri ripercorrono l’operato del presidente dell’aula, contestando più di un suo atto, a cominciare dalle commissioni consilieri, composte senza tener conto delle indicazioni dei consiglieri, la gestione complessiva dei lavori d’aula, dalla limitazione degli interventi alla modalità di esercizio del voto telematico. Nel “mirino” anche la mancata concessione a Fratelli d’Italia della composizione del gruppo consiliare con un solo componente, in violazione – sostengono i sei firmatari – del regolamento.

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