Italia Nostra, Legambiente, Lipu e Wwf chiedono l’accesso agli atti e lo stop immediato ai lavori
Un fronte compatto composto dalle principali sigle ambientaliste siciliane scende in campo contro la gestione del verde lungo le autostrade Messina–Palermo e Messina-Catania. Italia Nostra, Lipu, Legambiente e Wwf hanno inviato una richiesta di accesso agli atti e una contestuale diffida rivolta al Consorzio Autostrade Siciliane (Cas), puntando il dito contro le recenti operazioni di rimozione della vegetazione.
La preoccupazione per l’impatto ambientale e paesaggistico
Secondo i firmatari, lungo la A20 e la A18 “sono stati recentemente eseguiti interventi di taglio e rimozione di vegetazione arborea di rilevante entità”. Gli esponenti delle associazioni spiegano che “tali interventi hanno suscitato interesse e preoccupazione pubblica in relazione ai possibili impatti ambientali e paesaggistici”. Pur ribadendo che “è pienamente compresa e condivisa l’esigenza primaria della sicurezza stradale, sulla quale non vi è alcuna contestazione”, gli ambientalisti sottolineano che “esigenze di prevenzione o un eventuale eccesso di allarme non possono di per sé giustificare interventi generalizzati o il taglio totale della vegetazione, ove siano praticabili soluzioni tecniche selettive e proporzionate”.
La richiesta di trasparenza sui criteri decisionali
Per fare luce sulle procedure adottate, le associazioni hanno chiesto di poter visionare tutta la documentazione tecnica, dai progetti esecutivi ai censimenti arborei, fino alle relazioni fitostatiche basate sulle metodologie di valutazione del rischio. L’obiettivo è “verificare la correttezza tecnico-amministrativa delle procedure adottate, nonché la coerenza degli interventi con la normativa vigente e con le buone pratiche di gestione del patrimonio arboreo”. I rappresentanti dei cittadini chiedono inoltre di conoscere i criteri adottati per la selezione degli alberi da abbattere e gli eventuali piani di mitigazione e ripiantumazione, evidenziando che l’istanza è formulata “per finalità di interesse pubblico, connesse alla tutela dell’ambiente, del paesaggio e alla verifica del corretto esercizio dell’azione amministrativa”.
Il pericolo per la fauna e la minaccia di azioni legali
Il punto più critico riguarda il tempismo delle operazioni. Le associazioni ricordano che “tali interventi risultano effettuati nel pieno periodo di nidificazione dell’avifauna, generalmente compreso tra i mesi di marzo e agosto”, un momento in cui “la presenza di nidi, uova e/o nidiacei sugli alberi e nelle siepi è difficilmente rilevabile senza ispezioni specialistiche”. Richiamando le norme nazionali ed europee che vietano di “distruggere o danneggiare deliberatamente nidi e uova, nonché di disturbare deliberatamente le specie protette di uccelli”, i firmatari hanno diffidato il Cas a “sospendere immediatamente ogni attività di taglio, abbattimento, capitozzatura o potatura”.
Per il futuro gli interventi dovranno riprendere “solo previa verifica tecnica specialistica che escluda in modo certo la presenza di nidi” e limitarsi esclusivamente ai casi di “urgente e documentato pericolo per la pubblica incolumità”. In caso contrario, gli ambientalisti avvertono che procederanno senza preavviso con segnalazioni all’Autorità Giudiziaria, ai Carabinieri Forestali e con la richiesta di “sequestro preventivo dei cantieri”.

Anche la manutenzione del manto autostradale, la pitturazione delle striscie divisorie, l’illuminazione e ventilazione delle gallerie, sono basilari per la sicurezza.
Poi però quando crollano e si abbattono sulla strada e fanno danni , la colpa e di chi non fa manutenzione. Vi mordete la coda a vicenda . Che pateticismo
Era ora, questi tagliano alberi come nulla fosse, non volendo capire che si fa solo del male e che senza le radici degli alberi tutto crolla giù, poi che facciamo? parliamo di disastri annunciati?