No al pedaggio di Ponte Gallo: le 9 mila firme inviate a Ministero e Regione

No al pedaggio di Ponte Gallo: le 9 mila firme inviate a Ministero e Regione

Francesca Stornante

No al pedaggio di Ponte Gallo: le 9 mila firme inviate a Ministero e Regione

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giovedì 12 Ottobre 2017 - 14:39

Il consigliere Mario Biancuzzo chiede che adesso siano le Istituzioni a trovare soluzioni praticabili per abolire quel pedaggio considerato un ingiusto balzello dai 9380 cittadini che hanno firmato la petizione popolare.

Le firme sono state recapitate al Ministero alle Infrastrutture, alla Presidenza del Consiglio e al Presidente della Regione. 9380 firme per dire basta al pagamento del pedaggio al casello di Ponte Gallo. Il consigliere della VI circoscrizione Mario Biancuzzo ha inviato tutto ai tavoli istituzionali perché la battaglia iniziata con la petizione popolare adesso deve avere una risposta da chi davvero può imprimere una svolta ad una “ingiustizia” che si trascina da anni.

«Era il 1972 quando fu inaugurata la A20. Per qualche anno l’intera tratta da Tremestieri a Ponte Gallo fu a pagamento, poi le barriere di Boccetta, Centro, Gazzi, San Filippo e Tremestieri furono sgravate dal pagamento del pedaggio in quanto situate all’interno del territorio del Comune di Messina. Tutte tranne quella di Ponte Gallo, erroneamente denominata Villafranca. Così i residenti della zona nord e tutti i cittadini che negli anni hanno dovuto usufruire dell’uscita di Ponte Gallo hanno dovuto sborsare 1,20 euro. Una cifra assurda per percorrere solo 10 km che, con l’apertura dell’entrata di Giostra si sono ridotti ad appena 8 km. E’ un balzello ingiusto» ha detto oggi in conferenza stampa il promotore di questa battaglia Mario Biancuzzo. Insieme ai consiglieri comunali centristi Franco Mondello, Mario Rizzo e Mariella Perrone, Biancuzzo si è fatto portavoce dei 9380 cittadini che hanno firmato la petizione. «Non è una questiona politica, vogliamo tutelare i diritti di tutti. Il presidente del Cas Rosario Faraci ha già dichiarato che servono soluzioni praticabili, che le trovino le Istituzioni. I cittadini si sono espressi in modo chiaro».

E proprio questa dev’essere la direzione verso cui muoversi, secondo il consigliere comunale Mario Rizzo: «La politica deve andare incontro alle richieste dei cittadini. Si tratta di un’esigenza sociale. Il Ministero si impegni eventualmente a compensare le perdite che avrebbe il Cas, ci si sieda attorno a un tavolo e si ragioni tutti insieme. Spero che i nuovi governi, regionale e prossimamente anche quello nazionale, non sottovalutino questa battaglia».

Anche perché, come ha voluto sottolineare la collega Mariella Perrone, quasi 10 mila firme non possono essere ignorate.

Il consigliere Franco Mondello invece ha voluto rivolgere un appello al sindaco Accorinti: «Il primo cittadino ha firmato la petizione, ma non può fermarsi a questo come un semplice cittadino. Vada al Ministero, faccia sua questa richiesta che arriva da quasi 10 mila cittadini, sottoponga la questione al ministro Del Rio. La zona nord già soffre sotto il profilo della mobilità e del trasporto pubblico, il sistema integrato della mobilità dovrebbe passare anche da iniziative di questo tipo».

La raccolta firme, andata avanti dal 25 marzo al 24 settembre si è chiusa. Adesso si aspetta un segnale dalla politica e dalle Istituzioni.

Francesca Stornante

2 commenti

  1. Vocedellagentevera 12 Ottobre 2017 20:53

    Forza non arrendiamoci!

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  2. La politica regionale non mollerà mai quest’osso. e considerato la totale assenza dei rappresentanti politici messinesi, pur di non darla vinta l’unica risposta che ci potremo aspettare sarà la chiusura della bretella, e poi TUTTI A ROMETTAAAAA……

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