Il bilancio del mese di occupazione alla Casa del Portuale - Tempo Stretto

Il bilancio del mese di occupazione alla Casa del Portuale

Eleonora Corace

Il bilancio del mese di occupazione alla Casa del Portuale

domenica 26 Maggio 2013 - 23:14
Il bilancio del mese di occupazione alla Casa del Portuale

Venerdì la notizia della denuncia presentata dal curatore fallimentare dell'ex Casa del Portuale per l'occupazione dell'edificio, ma gli attivisti del "Pinelli" continuano presentando una programmazione ricca di eventi ed iniziative. Questa settimana sarà dedicata al No Muos, con la partecipazione diretta alle iniziative che si svolgeranno a Niscemi dal 30 al 2 giugno

“Abbiamo bonificato il giardino esterno, ripulendo e piantando, rivitalizzando ciò che si era dato per morto. Abbiamo dato vita ad una programmazione meno fitta di appuntamenti, ma vissuta coralmente, ricca di concerti, training per attori, elaboratori di compostaggio, di spettacoli teatrali, cineforum e pittura collettiva”. E’ passato un mese dall’occupazione dell’ex Casa del Portuale, zona ex Mercato Ittico, avvenuta il 25 Aprile. Quella che inizialmente sembrava l’ennesima ZTL (acronimo ironico di: zona temporaneamente liberata) si è in seguito trasformata in un occupazione stabile, e il Teatro Pinelli, divenuto “itinerante” dopo lo sgombero del Teatro in Fiera avvenuto il 14 febbraio scorso, ha trovato una nuova ubicazione. Un giorno prima che scattasse il mese esatto, gli occupanti sono stati messi a conoscenza da dei funzionari dell’Arma, delle denunce sporte per l’appropriazione dell’edificio da parte del curatore fallimentare. “lo stesso era rimasto del tutto indifferente al saccheggio continuo dei beni contenuti nello stabile”, commentano dal “Pinelli”.

La settimana di fine mese sarà dedicata al No Muos, ed una delegazione di attivisti parteciperà alle iniziative previste direttamente a Niscemi dal 30 Maggio al 2 Giugno. Le settimane successive sono state caratterizzate, oltre dal cantiere per riqualificare e ristrutturare l’edificio in sé, da laboratori, concerti e performance. Le ricorrenze, però, si sa, sono tempi di bilanci. Tirando le somme di questo primo mese di occupazione in una zona molto diversa rispetto al quartiere fieristico, gli attivisti spiegano le motivazioni di quello che agli osservatori più attenti è potuto apparire come un singolare silenzio:
“C’è stato un tempo in cui sentivamo ogni giorno l’esigenza di scrivere un comunicato stampa, di tenere alta la tensione e l’attenzione sulle ragioni della nostra lotta e sulle prepotenze di chi usa le leve del potere economico e politico per radicare nella nostra quotidianità rapporti sociali ingiusti ed uno sguardo sul mondo che li considera immodificabili. E’ stato un tempo importantissimo di semina intensiva per diffondere a più latitudini possibili, nel senso comune, la cura attiva verso i beni comuni. Sentiamo di avere percorso in questa direzione una strada importante, grazie alla capacità delle nostre pratiche e delle nostre parole di incidere sull’ordine del discorso pubblico, inducendo riflessioni scomode e stimoli irrinunciabili per non arrendersi all’inesorabile impoverimento dei nostri orizzonti. In questo mese di occupazione abbiamo invece parlato e scritto meno…”

La principale motivazione, in fin dei conti, sono i ritmi di lavoro serrato a cui gli attivisti si sono sottoposti per dare forma e vita alle mille idee, alcune già realizzate, altre ancora in cantiere. Spicca inoltre la convinzione, che i fatti, dopotutto, contano più delle parole: “A tutti è parso più urgente provare a radicare più in profondità questa nostra esperienza concreta di autogestione. L’abbiamo nutrita di quel mix di dedizione paziente e appassionata creatività che consente ad un filtro abbandonato e arrugginito di diventare una lampada per l’ingresso del teatro, ad uno spazio lasciato marcire nell’incuria di diventare una biblioteca auto gestita ed un’aula studio curata dagli studenti universitari, ad una stanza piena di computer mai manutenuti negli ultimi 3 anni di diventare un laboratorio di informatica con connessione gratuita ad internet per chiunque voglia farne uso; ad un ambiente sporco ed inavvicinabile di diventare una ciclofficina a disposizione di tutti per riparare la propria bici; ad un impianto elettrico saccheggiato di recuperare giorno dopo giorno una funzionalità che nessun si era premurato di preservare”.

Una volta rotto il silenzio, però, i pinelliani ne approfittano per togliere qualche sassolino dalla scarpa. Rispondono quindi, deliberatamente in differita, al candidato sindaco per le amministrative di giugno del Partito Democratico, Felice Calabrò, che proprio dalla Fiera – luogo in cui la battaglia per i beni comuni ha avuto inizio a livello cittadino con la riapertura dopo diciassette anni del Teatro in Fiera – ha elogiato l’operato degli attivisti. I membri del Pinelli dichiarano di prendere semplicemente atto “della forza delle nostre ragioni”. Un mese di duro lavoro, insomma, che i membri del Pinelli “trasferito” all’ex casa del Portuale hanno svolto con uno sguardo sempre rivolto ad un panorama nazionale che tramite Stefano Rodotà, passando per Ugo Mattei, il Teatro Valle di Roma e la Costituente dell’Acquila, parla dei Beni Comuni, come diritti ed unica via di fuga da una crisi economica, ma anche sociale e culturale, sempre più soffocante:
“L’ex casa del Portuale è diventata un quotidiano crocevia di incontri tra persone che provano a tessere legami per tenersi dentro la crisi, rifiutare di pagarne le conseguenze e di assistere inerti mentre il suo urto preme sui più deboli”. Tutto questo in un momento storico dove il Comune, sull’orlo del default, taglia con il macete nel campo dei servizi sociali. Di seguito la programmazione della settimana:

LUNEDì 27 MAGGIO

ore 19:00 – assemblea plenaria di gestione
*questa settimana è sospeso il lab di yoga con Eva Polare

MARTEDì 28 MAGGIO

ore 21:00 – Proiezione del documentario “EROS una carovana che attraversa l’Europa” [Anteprima siciliana]

“Eros” racconta il viaggio di tre attivisti del teatro Valle Occupato, attraverso l’Europa della crisi e delle resistenze. Il percorso traccia il diametro che separa i poli opposti di un sistema sull’orlo del collasso: da Atene, dove un gruppo di lavoratori dello spettacolo ha occupato il teatro Empros, a Francoforte, dove migliaia di attivisti progettano di bloccare per un giorno l’attività della BCE. Il progetto Eros è polimorfo, fluido e nomade. Visivamente unisce il reportage del viaggio con il footage proveniente da fonti ed esperienze diverse. Eros è la passione di muovere persone, idee e visioni.
A seguire – Incontro con il regista Berardo Carboni

ore 22:30 – Giulia Tripoti in concerto – Giulia Tripoti sarà in Sicilia con il suo nuovo disco ARROVESCIATA in formazione acustica.
un trio folk, popolare d’autore con Marco Migliarino alla chitarra e Claudio Merico al violino

. VENERDì 31 MAGGIO

ore 10:00 – Training autogestito per danzatori e attori

ore 22:30 – Live Il Cantacronache

“IL CANTACRONACHE è un laboratorio itinerante di nuovi linguaggi. E’ una danza tra il cantautorato, il teatro e il giornalismo. E’ l’incrocio tra la firma de Il Messaggero Michele Concina e le canzoni di Luca Bussoletti. E’ la rappresentazione musicale ed in prosa di questo momento storico, in cui l’attualità bussa sempre più forte alle porte delle nostre case: lavoro e precarietà, fuga dei cervelli, famiglia, questi i temi che vengono messi in scena. IL CANTACRONACHE è un viaggio ancestrale nel nostro futuro”.

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