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Ente Teatro, verso il commissariamento del Cda. Intanto ha riaperto il Giardino Corallo

Rosaria Brancato

Ente Teatro, verso il commissariamento del Cda. Intanto ha riaperto il Giardino Corallo

giovedì 18 Agosto 2016 - 22:09
Ente Teatro, verso il commissariamento del Cda. Intanto ha riaperto il Giardino Corallo

Dopo il decreto di Barbagallo che ha dimezzato il Cda si fa sempre più strada l'ipotesi di un commissariamento a metà settembre in attesa dell'espletamento delle nuove designazioni.

Tra conti che non tornano ed eredità pesanti il Cda del Teatro Vittorio Emanuele si avvia verso lo scioglimento in seguito all’applicazione delle nuove norme sulla spending review stabilite dalla Regione che ha fissato il tetto massimo a 3 componenti in tutte le partecipate. Il 12 agosto l’assessore regionale Barbagallo ha dato 30 giorni di tempo al Cda dell’Ente per completare quanto di competenza (leggi qui l’articolo) per poi procedere alla nomina del nuovo organismo. Escludendo la possibilità che i 6 vengano ridotti a 3 per sorteggio è più che probabile che venga riattivato l’iter di designazione, anche perché, stando al decreto di Barbagallo, le nomine spettano una al sindaco, una alla Città Metropolitana ed una alla Regione. Ad Accorinti toccherebbe la scelta del Presidente, mentre in qualità di sindaco metropolitano non potrebbe decidere ignorando le volontà del Consiglio Metropolitano, che si insedierà a fine settembre. Ne consegue, stando al decreto del 12 agosto, che l’attuale Cda abbia un mese per attenersi a quanto stabilito da Barbagallo, per poi essere sostituito da un commissario il tempo necessario per l’espletamento delle procedure. Né può pensarsi che un Cda che non è stato in grado di scegliere il sovrintendente in 2 mesi, né di approvare il consuntivo 2015 in 6 mesi (per non parlare del previsionale 2016…) e che nelle ultime sedute non si è riunito per mancanza di numero legale, possa, alla vigilia dello scioglimento, prendere decisioni che esulano da quanto fissato dalla norma.

Il fatto che tra Presidente (e parte del Cda), direttori artistici e neo sovrintendente, siano ormai scintille quotidiane, non fa che complicare le cose.

Il nodo da sciogliere restano i bilanci (consuntivo 2015 e previsionale 2016-2017), la cui approvazione spetta al Cda, ma che hanno avuto lo stop dei revisori dei conti.

Anche la modifica del previsionale 2016 fatta in fretta e furia dal Cda a fine luglio dopo il parere negativo del Collegio di difesa è rimasta congelata in attesa di completare la ricognizione dei debiti fuori bilancio, che potrebbero essere superiori al milione e 200 mila euro che mettono in discussione l’intero impianto dello strumento contabile. Fin quando non sarà completata la ricognizione dell’effettiva quantità dei debiti fuori bilancio e delle spese iscritte a bilancio senza alcuna copertura finanziaria (come rilevato dal Collegio) è impossibile esitare il bilancio. I revisori hanno già chiesto ai vertici dell’Ente la documentazione relativa e la stessa richiesta è stata fatta dal sovrintendente Bernava che insieme al dirigente della Regione Filippo Nasca sta cercando di “sbrogliare la matassa” delle voci prive di copertura. In due verbali consecutivi il presidente dei revisori Jervolino ha indicato le note dolenti, compresi 4 contratti firmati dal presidente Puglisi con altrettante compagnie, senza copertura finanziaria in bilancio.

Senza chiarezza sull’entità del “buco” non si potrà varare alcuna programmazione ed è più che probabile che se il Cda non dovesse varare entro i 30 giorni il bilancio, sarà un commissario a farlo. Difficile quindi che venga approvata una stagione artistica futura con queste premesse, sia finanziarie che di gestione.

Nel frattempo ieri sera ha riaperto il Giardino Corallo, con lo spettacolo Filumena Marturano di Eduardo De Filippo, portato in scena dalla compagnia Angelo Maio.

Anche in questo caso si è sfiorato il grottesco, perché il presidente Puglisi insieme all’ex sovrintendente Saija ed al direttore artistico Bruschetta, la scorsa primavera hanno presentato richiesta di concessione al Comune in chiave anti-Bernava (che ha gestito lo spazio negli ultimi anni). Lo stesso sindaco si è dichiarato a favore di questa ipotesi, scrivendo al dirigente De Francesco per la stipula della convenzione.

Il Comune quindi, cestinando analoga richiesta presentata dall’associazione vicina a Bernava stesso, ha accettato l’istanza dell’Ente Vittorio Emanuele stipulando una convenzione triennale ed indicando le regole di gestione del cartellone estivo.

Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, ed a luglio i vertici del Teatro si sono ritrovati proprio Bernava sovrintendente che, trovatosi la convenzione sul tavolo, ne ha dato seguito.

“Ho riattivato il Giardino Corallo a costo zero per l’Ente- spiega il sovrintendente- e ho cercato di aprirlo nonostante per cause non a me addebitabili siamo ormai in grande ritardo. L’ho fatto a costo zero non potendo agire attraverso impegni di spesa vista la situazione dei bilanci. L’apertura del Corallo era fortemente voluta da Accorinti ed ho fatto il possibile anche sul piano della programmazione perché, ripeto non ho coperture finanziarie che mi garantiscano. Adesso il presidente Puglisi prende le distanze da questa decisione. Non capisco. Ho applicato la convenzione che loro hanno deciso e stipulato. Deduco che prende le distanze da sé stesso quindi”.

Anche la programmazione artistica diventa un rebus in queste condizioni perché i rinnovi degli incarichi ai direttori artistici rientrano tra tutti i provvedimenti adottati dal Cda in primavera ed ancora congelati.

Rosaria Brancato

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2 commenti

  1. SE NON SBAGLIO IL TEATRO DI MESSINA E’ STATO COSTRUITO COME LA SCALA DI MILANO. COMUNQUE, QUESTO NON HA IMPORTANZA. L’IMPORTANTE E’ UN TEATRO CHE DEVE ESSERE AL PARI DI ALTRI TEATRI DI PRESTIGIO: LA SCALA A MILANO, LA FENICE A VENEZIA, IL REGIO A TORINO, IL SAN CARLO A TORINO, INVECE NON C’E’ PACE. ANCHE IN QUESTO MESSINA E’ L’ULTIMA CITTA’ D’ITALIA. CHE MAGIA O MIRACOLO OCCORRE PER VALORIZZARE UN TEATRO E FARLO VIVERE? BASTA PROFESSORI DI ORCHESTRA PREPARATI E BRAVI COSTRETTI A PROTESTARE NELLO SPIAZZO DEL TEATRO PER NON ESSERE COSTRETTI UN GIORNO PER COLPA DI INCAPACI (SI FA PER DIRE NON SERIAMENTE DICO) A COSTRINGERLI “VIA SUONATE NELLE STRADE” O EMIGRATE ANCHE LORO A MESSINA? CHIEDETE E VEDETE ALTRI TEATRI COME SI SONO COMPORTATI FORZA

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  2. SE NON SBAGLIO IL TEATRO DI MESSINA E’ STATO COSTRUITO COME LA SCALA DI MILANO. COMUNQUE, QUESTO NON HA IMPORTANZA. L’IMPORTANTE E’ UN TEATRO CHE DEVE ESSERE AL PARI DI ALTRI TEATRI DI PRESTIGIO: LA SCALA A MILANO, LA FENICE A VENEZIA, IL REGIO A TORINO, IL SAN CARLO A TORINO, INVECE NON C’E’ PACE. ANCHE IN QUESTO MESSINA E’ L’ULTIMA CITTA’ D’ITALIA. CHE MAGIA O MIRACOLO OCCORRE PER VALORIZZARE UN TEATRO E FARLO VIVERE? BASTA PROFESSORI DI ORCHESTRA PREPARATI E BRAVI COSTRETTI A PROTESTARE NELLO SPIAZZO DEL TEATRO PER NON ESSERE COSTRETTI UN GIORNO PER COLPA DI INCAPACI (SI FA PER DIRE NON SERIAMENTE DICO) A COSTRINGERLI “VIA SUONATE NELLE STRADE” O EMIGRATE ANCHE LORO A MESSINA? CHIEDETE E VEDETE ALTRI TEATRI COME SI SONO COMPORTATI FORZA

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