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Crocetta: “Il 2017 l’anno della nuova società autostrade insieme ad Anas”

Marco Ipsale

Crocetta: “Il 2017 l’anno della nuova società autostrade insieme ad Anas”

martedì 13 Dicembre 2016 - 12:17
Crocetta: “Il 2017 l’anno della nuova società autostrade insieme ad Anas”

Il presidente della Regione traccia il consueto report delle attività nell’anno che sta per concludersi e indica i progetti imminenti per il rinnovo delle autostrade siciliane. La sede della nuova società resterà a Messina

“Il Cas ha ereditato una situazione particolare: progettazioni infinite che portavano debiti, affidamenti senza verifiche antimafia e poi neanche le opere. Ora, invece, tutto questo è finito e si sta facendo un buon lavoro, siamo confortati, anche se dobbiamo ancora migliorare in efficienza e trasparenza. E’ un ente pubblico non economico, che ha il compito di operare in competizione coi privati”. Le parole del presidente della Regione, Rosario Crocetta, in occasione del consueto bilancio annuale sul Consorzio Autostrade Siciliane, sono molto simili a quelle dell’anno scorso, ma stavolta l’occhio è più puntato sul futuro, soprattutto sulla chiusura dell’anello autostradale sulla costa meridionale. “Ci sono stati tanti investimenti e tanti ancora ce ne saranno con il Patto per il Sud. Bisogna completare l’autostrada Gela-Castelvetrano, un’opera che era stata abbandonata dai governi precedenti alla quale abbiamo dato un impulso importante con un finanziamento ministeriale. Lì ci sono importanti realtà turistiche, industriali e agroalimentari ma ad esempio le ferrovie sono quasi inesistenti, anche se di recente le abbiamo potenziate”. Crocetta pensa anche ad altre nuove autostrade: “La Palermo-Agrigento, la Palermo-Sciacca, la Santo Stefano Camastra-Gela e altre nuove diagonali perché per andare da un punto all’altro della Sicilia spesso si devono fare giri enormi”. Ma sembra più un libro dei sogni che una possibilità concreta, visto che oggi le autostrade siciliane sono poche e malmesse.

Servirebbero finanziamenti ingenti, l’idea è quella di reperirli almeno in parte grazie alla fusione con Anas. “Solo per il completamento della Siracusa-Gela-Castelvetrano 8 miliardi – dice Crocetta -, cioè praticamente tutti i fondi previsti nel quinquennio dal Patto per il Sud per scuole, viabilità, riqualificazione urbana, sostegno alle imprese ecc. Metteremo tutto dentro il protocollo con Anas, che è stato rallentato dalla crisi del governo nazionale, ma siamo fiduciosi anche perché è stato creato il Ministero per il Sud, affidato a De Vincenti, che conosce bene la questione siciliana. Nei prossimi giorni chiederò un incontro al ministro Delrio e al presidente di Anas, Armani, per concludere l’iter. Nel 2017 ci sarà la nuova società per azioni Stato-Regione, che avrà un grande futuro anche perché Anas promette investimenti miliardari. La sede sarà sempre a Messina, è una città che ha subìto molti attacchi negli ultimi anni e merita grande attenzione dei governi nazionale e regionale”.

Almeno in una prima fase le autostrade Palermo-Catania, Palermo-Trapani e Catania-Siracusa resteranno gratuite. “L’introduzione del pedaggio verrà discussa nel piano industriale – dice Crocetta – ma solo quando ci saranno altre strade alternative, altrimenti il provvedimento sarebbe impugnato”. E dire che da sempre si paga il pedaggio sulla Messina-Catania e sulla Messina-Palermo, lì dove le alternative non sono valide…

Poi il focus sulle nuove opere immediate. “Nel Patto per il Sud ci sono 124 milioni 520mila euro – prosegue il presidente della Regione -, appena i progetti sono pronti possiamo finanziarli subito, anche con anticipazioni di cassa. La scorsa settimana abbiamo finanziato i primi 19 progetti di riqualificazione urbana, nel giro di qualche mese diverse altre centinaia di opere, tra queste l’eliminazione della frana di Letojanni. La priorità è il contrasto al dissesto idrogeologico”.

Attese altre novità per accelerare i tempi. “Il nuovo codice degli appalti ha rallentato i progetti – conclude Crocetta -. Nel Patto per il Sud sono previste circa 1100 opere e altre 300 sono gestite dalle Città Metropolitane. Con i meccanismi attuali, 18 persone, due per ogni Urega, dovrebbero gestire 1500 appalti, sarebbe impossibile. Abbiamo presentato una norma per aumentare le soglie del massimo ribasso e la platea di possibili commissari e presidenti di gara che passerebbero da 18 a qualche centinaio, considerando dirigenti dei Geni Civili, delle Protezioni Civili e degli enti locali. Comunque per il Cas, che è stazione appaltante, il problema non si pone, devono solo presentare i progetti cantierabili”.

(Marco Ipsale)

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  2. Solo parole… e tra l’altro sempre le stesse…

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