Sequestrati cellulari e computer. "Abbiamo fiducia nella magistratura", commenta provata la coppia
BARCELLONA POZZO DI GOTTO – Non sono riusciti ancora a riavere il corpicino del loro piccolo (l’autopsia è stata fissata per domani pomeriggio alle 15) e stamane è piovuta loro addosso un’altra tegola. I due genitori di Jed, il bimbo di 4 mesi morto al Policlinico di Messina dopo due accessi all’ospedale di Milazzo, sono indagati per omicidio colposo insieme ai tre sanitari del Fogliani, due medici e un infermiere, già avvisati dal sostituto procuratore Emanuela Scali nell’ambito degli accertamenti avviati.
Stamane gli investigatori hanno effettuato una perquisizione in casa, sequestrando i telefonini e i computer del papà trentottenne e della mamma trentaquattrenne. “Abbiamo fiducia nella magistratura”, commentano loro, che stanno affrontando la tragedia e gli accertamenti abbracciati in un dolore composto “E aspettiamo di riportare a casa il piccolo”.
Un atto dovuto, l’iscrizione nel registro degli indagati anche dei genitori, da parte della Procura di Barcellona, per poter approfondire tutto quello che è accaduto in quelle tragiche ore che hanno spento gli occhi per sempre ad una esistenza di soli 4 mesi.
La famiglia si è affidata agli avvocati Giorgio Leotti e Giulio Lima ed ora attende che venga fissata ed eseguita l’autopsia, per poter riportare Jad a casa e accompagnarlo nell’ultimo saluto, insieme ai parenti ed alla comunità tunisina che ruota intorno la moschea di Barcellona e che è stata loro accanto in questi giorni bui.
ll piccolo è stato trasportato al Pronto soccorso di Milazzo da mamma e papà dopo un incidente domestico, ora sotto la lente degli investigatori. Qui è stato visitato, anche da un pediatra di reparto, e rimandato a casa. Ma continuava a stare male e i genitori lo hanno riportato al Fogliani, dove una tac ha rivelato una estesa emorragia cerebrale. Da qui la corsa disperata al Policlinico di Messina, dove però è arrivato troppo tardi. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Tommaso Calderone, Nino Favazzo e Fortunato Gitto.
