Le mani dei Laudani sul mercato dei limoni, gli ordini del boss dal carcere. L'operazione Lumia è scattata anche a Messina
Catania – Otto arresti e 20 indagati, 2 imprese sequestrate per un milione di euro, 80 finanzieri impegnati nel blitz che ha coinvolto sei province. Sono questi i numeri dell’operazione Lumia, coordinata dalla Procura di Catania ed eseguita dalla Guardia di Finanza. Al centro dell’inchiesta c’è il così detto clan delle Aci e il ruolo di alcuni uomini di spicco del clan Laudani. Le accuse sono, vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, ricettazione, detenzione di armi, trasferimento fraudolento di valori e spaccio di sostanze stupefacenti tutti aggravati dal metodo mafioso.
La retata anti mafia
Oltre agli otto arrestati sono scattate le perquisizioni a carico di altri 12 indagati mentre sono state sequestrate due imprese, una Srl e una ditta individuale entrambe di Aci Sant’Antonio per un valore complessivo stimato in un milione di euro. Il blitz è scattato tra le province di Catania, Messina, Monza, Pavia, Prato e Reggio Calabria.
Le mani del clan sui limoni
Per la Direzione distrettuale antimafia il clan Laudani controllava in particolare il mercato illecito degli agrumi, soprattutto limoni, dalla commercializzazione ai trasporti. La discovery ha riguardato il clan di Orazio Salvatore Scuto che avrebbe monopolizzato il mercato anche da dietro le sbarre, impartendo ordini dal carcere attraverso schede telefoniche fatte arrivare con un drone.
Cellulari in carcere col drone
Le schede prepagate erano intestate a cittadini extracomunitari, mentre il contatto all’esterno veniva chiamato in codice “papà”.Le imprese del mercato venivano controllate minacciando ritorsioni violente e l’esclusione dal mercato stesso.
