Un duro colpo, quello inflitto alla criminalità organizzata del Longano, che mette in luce un altro aspetto rilevante della questione, quello del comparto vivaistico e dei tentacoli della mafia su di esso.
Sono in tutto tre le persone arrestate a seguito del blitz che, lunedì mattina, ha portato alla cattura di Zanmir Dajcaj detto il "Zanna", noto esponente di spicco del clan barcellonese dei mazzaroti. Ritenuti vicinissimi alla criminalità del Longano, i tre uomini sono stati ritrovati mentre nascondevano un fucile e diverse munizioni proprio all'interno della proprietà di contrada Case Bruciate, a Terme Vigliatore, laddove per lungo tempo si era nascosto il Zanna.
Si tratta dei pregiudicati Giuseppe Trifirò, 20 anni e figlio del Zanna, Tindaro Campanino, 26 anni, e Bortolo Costantino, 31 anni, che adesso si trovano ai domiciliari in attesa dell'udienza di convalida, più un altro minorenne per cui è invece scattata la denuncia a piede libero. Per tutti loro l'accusa è di detenzione e porto illegale di arma e munizionamento, nonché ricettazione in concorso.
A far chiudere il cerchio sui "sodali" di Zanna è stato l'intuito dei carabinieri della Compagnia di Barcellona, ai comandi del Capitano Fabio Valletta, che dopo la cattura del quarantatreenne albanese hanno continuato a monitorare la zona nella convinzione che, prima o poi, qualcun altro si sarebbe fatto vivo. E così è stato.
I quattro uomini sono stati fermati ieri mattina, mentre da un autocarro portavano giù un voluminoso involucro di plastica e tentavano di interrarlo tra i circa 3500 metri quadri della proprietà del Zanna. All'interno i carabinieri vi hanno ritrovato un fucile calibro 12, perfettamente funzionante e di ottima fattura, oltre ad un enorme quantitativo di munizioni contenute in bocce di vetro sigillate. Dalle successive indagini è poi emerso che quel fucile era stato rubato ad un cittadino barcellonese diversi mesi fa. Tutta l'area dove il Zanna teneva il suo "vivaio", circa 3500 metri quadri, è stata messa sotto sequestro, mentre l'arma è stata inviata al RIS per le opportune verifiche. Bisognerà capire, infatti, se il fucile sia stato utilizzato di recente per commettere altri reati o meno.
Un duro colpo, quello inflitto alla criminalità organizzata del Longano, che mette in luce un altro aspetto rilevante della questione, quello del comparto vivaistico e dei tentacoli della mafia su di esso. "Il comparto vivaistico – ha dichiarato il Capitano Valletta – è un campo su cui bisogna concentrarsi di più. Il fatto che Zanna potesse contare su 3500 metri quadri di terreno e avesse 85mila piantine di agrumi ornamentali, dall'enorme valore, è un campanello d'allarme". (Veronica Crocitti)
