Firmata la convenzione tra Autorità Portuale e Dipartimento di Ingegneria
Il grande disegno per restituire ai messinesi l’affaccio a mare tra i torrenti Boccetta e Annunziata compie un passo avanti. A sette mesi dall’affidamento dell’incarico al raggruppamento guidato dall’architetta Guendalina Salimei (TStudio), vincitore del concorso internazionale di progettazione, l’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto ha impresso un’accelerazione all’iter.
E’ stata quindi approvata una convenzione con il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Messina per un’attività di supporto tecnico-scientifico di alto profilo. «Il progetto riveste una rilevanza strategica fondamentale per le politiche di rigenerazione urbana e della valorizzazione del waterfront», si legge nel provvedimento, sottolineando l’obiettivo di rafforzare il rapporto porto-città e migliorare l’accessibilità delle aree demaniali.
Sette mesi di lavoro “dietro le quinte”
Dall’ottobre 2025 ad oggi, il lavoro si è svolto lontano dai riflettori, sui tavoli del coordinamento tecnico. La squadra di professionisti – che vede schierate eccellenze come “Ag&P Greenscape” di Milano, “Ai Engineering” e “Ai Studio” di Torino, l’ingegneria Ufo e l’Akkad di Roma, insieme ai contributi locali dell’ingegnere Giovanni Miceli e del geologo Fabio Nicita – ha iniziato a delineare la trasformazione radicale che interesserà la fascia da Villa Sabin alla foce del Boccetta.
La novità di questo semestre è proprio l’ingresso dell’Ateneo peloritano. La professoressa Marina Arena è stata designata come referente scientifica per affiancare il responsabile unico del procedimento, l’ingegnere Massimiliano Maccarone, nella valutazione delle scelte progettuali. Questo supporto, del valore di circa 79.300 euro, servirà a garantire che l’intervento sia coerente con le pianificazioni vigenti.
Il cuore della procedura: il Pio e la sfida dei finanziamenti
Il compito principale di questa fase è la redazione del Piano di Inquadramento Operativo (Pio), uno strumento di pianificazione intermedia fondamentale per coordinare le funzioni portuali con quelle urbane. Tra le sfide anche l’area dell’ex Fiera: non solo il Parco Urbano che dovrebbe aprire il 21 giugno, ma anche il recupero funzionale dei padiglioni rimasti finora incompiuti.
Il percorso amministrativo resta ancora lungo e articolato: una volta definito il progetto esecutivo, l’Autorità dovrà affrontare lo scoglio più impegnativo, cioè il reperimento degli ingenti finanziamenti necessari alla realizzazione delle opere. Solo dopo aver messo in sicurezza la copertura economica si potrà procedere all’indizione della gara d’appalto per l’affidamento dei lavori.
Il Pio dovrà dettagliare gli interventi per l’area tra il Boccetta e il torrente Giostra, definendo i nuovi spazi pubblici. Per il tratto successivo, tra i torrenti Giostra e Annunziata, bisognerà invece attendere il definitivo trasferimento del traffico navale al porto di Tremestieri.

speriamo che come più volte auspicato il nuovo piano preveda la rimozione della cosiddetta foresta pluviale e delle conifere, del tutto incoerenti con la vegetazione dello Stretto, che insistono nell’antistante villetta tra la Capitaneria di Porto e la Prefettura. Alberi incoerenti anche paesaggisticamente che interrompono la vista del mare completamente togliendo alla città i naturale paesaggio dello stretto. Un tempo prima di quello sfacelo sempre sporco e inguardabile, c’era un elegante giardino all’italiana dalle basse aiuole fiorite che lasciava intatto il panorama incomparabile dello Stretto.