Esposto delle associazioni ambientaliste sulla gestione del legname: «Dove finiscono i tronchi di valore portati via dai tir?»
Non si placa la polemica sugli abbattimenti massivi di alberi lungo le arterie autostradali gestite dal Consorzio Autostrade Siciliane. Nonostante il clima di tensione e i procedimenti in corso, il Comitato “Non Sono Indifferente” torna alla carica denunciando come, «nonostante nei confronti del Cas siano in corso delle indagini da parte del corpo di polizia forestale di Messina, ci siano 6 richieste di accesso agli atti da parte di Italia Nostra, Lipu, Lega Ambiente, Wwf, Serapide, Collegio Interprovinciale degli Agrotecnici di Messina/Enna e del Comitato Non Sono Indifferente, i vertici del Cas continuano a fare quello che vogliono».
L’accusa del Comitato è netta e riguarda anche il mancato rispetto delle procedure formali da parte dell’ente. Gli attivisti osservano infatti che, «nonostante vari sindaci siciliani, tra i quali quelli dei Comuni di Acireale, Capo d’Orlando e Caprileone, abbiano diffidato il Consorzio Autostrade Siciliane mediante pec dal continuare a tagliare richiedendo l’immediata ripiantumazione di alberi già cresciuti», la situazione non sembra essere mutata. Secondo la nota diffusa dal gruppo, «i termini di legge di 30 giorni sono già scaduti e a tutt’oggi il Consorzio non ha fatto pervenire le perizie e le autorizzazioni albero per albero che avrebbe dovuto espletare prima di iniziare ad abbattere diecine di migliaia di alberi».
Il giallo della gestione del legname
Oltre alla legittimità dei tagli, il fronte della protesta si sposta ora su una questione di carattere economico e materiale. Il Comitato solleva infatti quella che definisce «una domanda fondamentale, alla quale ancora nessuno ha fornito risposta: dove sono finiti i tronchi delle migliaia di alberi abbattuti?».
L’attenzione degli ambientalisti si focalizza sulla qualità del materiale rimosso: «Non parliamo di rami o residui di potatura, ma del legname vero e proprio: tronchi di grande valore che avrebbero dovuto essere tracciati, censiti e conferiti secondo procedure precise». A supporto di questa tesi vengono citate alcune testimonianze dirette: «Nelle foto del 24 aprile scattate nella Tangenziale di Messina i tir portano via centinaia di grandi tronchi di piante abbattute».
Richiesta di trasparenza sui conti
Il documento si chiude con una serie di interrogativi rivolti direttamente ai vertici del Consorzio, chiedendo conto dei passaggi economici legati allo smaltimento del verde. «A quali aziende sono stati destinati? Per quali finalità? Qual è stato l’importo economico di queste operazioni negli ultimi quattro anni?», domanda polemicamente il Comitato.
Secondo “Non Sono Indifferente”, infatti, la gestione pubblica non può prescindere da una rendicontazione puntuale: «Trasparenza significa anche questo: rendere conto ai cittadini non solo degli abbattimenti, ma anche della gestione economica e materiale che ne consegue».
