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Rfi presenta il Piano Industriale, per la Sicilia solo il 2% di una torta da 27 milioni di euro

Rfi presenta il Piano Industriale, per la Sicilia solo il 2% di una torta da 27 milioni di euro

lunedì 27 Giugno 2011 - 08:46
Rfi presenta il Piano Industriale, per la Sicilia solo il 2% di una torta da 27 milioni di euro

Duro intervento del segretario della Cisl Tonino Genovese: «Nel nuovo Piano scompare la Lunga Percorrenza Passeggeri e il Servizio Notte giudicato non sostenibile, preoccupazioni sul futuro del trasporto e su quello occupazionale»

Per il Paese, o per meglio dire per quella parte di Paese da Napoli in su, un piano orientato al futuro, per il meridione solo le briciole, con la Sicilia, ancora una volta, tagliata fuori dal panorama degli interveti di collegamento e infrastrutturazione del territorio. Questo il pensiero del segretario della Cisl di Messina, Tonino Genovese, la Piano industriale presentato lo scorso 22 giugno da Rfi che ha come obiettivo il raggiungimento di un fatturato, per il 2011-2015, di oltre 10 miliardi di euro, con investimento di circa 27 milioni. Cifre di tutto riguardo, che purtroppo però non riguarderanno per nulla la nostra Regione.

«Le poche briciole lasciate alla Sicilia, circa il 2% del totale degli investimenti programmati – continua ancora il segretario della Cisl di Messina – sono nell’ottica di un’effimera velocizzazione del Trasporto Regionale dove si strizza l’occhio a prossimi accordi con altre Imprese Ferroviarie in concessione e al potenziamento dei nodi metropolitani di Catania e Palermo. Nel nuovo Piano Industriale scompare la Lunga Percorrenza Passeggeri e il Servizio Notte giudicato non sostenibile perché fuori mercato e sostituito con l’integrazione di un sistema di trasporto regionale veloce della Sicilia con collegamenti di modello “Hube & Spoke” da Roma e Napoli verso Villa San Giovanni. Scomparirebbero – spiega ancora Genovese – tutti gli attuali collegamenti diretti per Milano, Torino e Venezia. Delle attuali 900 carrozze per la lunga percorrenza solo 300 verrebbero confermate, il tutto in linea con l’emissione del nuovo bando di gara nazionale per la gestione del servizio Trenitalia di accompagnamento notte, oggi gestito dalla società Servirail Wagons Lits, che vede una riduzione di oltre il 50% da dicembre delle vetture destinate ai treni notturni e della forza lavoro oggi impiegata». Aspetto, quest’ultimo, che fa presagire un’altra problematica occupazionale nell’impianto messinese.

La Cisl di Messina sottolinea come tutto il resto degli investimenti è veicolato sull’alta velocità da Napoli a Milano, così come oltre 50% delle 41 pagine del Piano Industriale che non prende in considerazione, nemmeno per una riga, il segmento Navigazione. «Possiamo solo dedurre – afferma Genovese – che non rientri in nessun Piano Industriale del Gruppo FS. Nel Piano Industriale nemmeno una menzione per il segmento gommato-pendolare che – continua – sullo Stretto rappresenta un’attività lucrosa per i privati, rientra nel “core business” del piano industriale 2011-2015 del Gruppo FS così come non vi è traccia di Bluvia, che esce evidentemente ridimensionata dal taglio progettato della lunga percorrenza ferroviaria, e della nuova “Bluferries” che pur viene dalle stesse FS indicata a parole come una scommessa nel mercato del traghettamento gommato sullo stretto».

Ma le domande della Cisl di Messina non posso non riguardare anche il futuro del Consorzio Metromare (vedi articoli allegati): «Quale sarà il futuro ruolo di Rfi nel consorzio Metromare dove oggi detiene il 40% delle quote? La mole di interessi e gli appetiti che temiamo si stiano muovendo nella fetta di mercato del traghettamento, oggi patrimonio del vettore pubblico, sono secondi soltanto all’enorme e colpevole silenzio con cui la Politica cittadina sta passivamente permettendo al Gruppo FS di abbandonare questo territorio aprendo scenari preoccupanti e incerti e a pagarne le conseguenze saranno lavoratori e cittadini».

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Un commento

  1. È plausibile che le carenze delle ferrovie siano volute affinché il traffico su gomma aumenti? La gestione dei pullman deve essere abbastanza lucrosa in una situazione del genere.

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