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Messina, sequestrata enorme discarica abusiva a Gravitelli. NOMI e VIDEO

Alessandra Serio

Messina, sequestrata enorme discarica abusiva a Gravitelli. NOMI e VIDEO

mercoledì 27 Novembre 2019 - 09:04

Sigilli della Finanza ad un'area di 12 mila metri quadri che i Mancuso di Gravitelli avevano trasformato in discarica abusiva. Gli scavi per interrare i rifiuti hanno fatto sparire un'intera montagna

E’ scattata stamane l’operazione Montagna Fantasma della Guardia di Finanza, che ha messo fine ad uno scempio che andava avanti da anni, in pieno centro cittadino.

I finanzieri del GiCo e del Gruppo Aeronavale, coordinati dal Tenente Colonnello Emanuele Camerota, hanno sequestrato un’area di 12 mila metri quadri nel rione San Corrado, a monte di Gravitelli.

Denunciati padre e figlio di 53 e 32 anni, Daniele Mancuso e Giuseppe Mancuso, attivi nel settore del movimento terra, che avrebbero utilizzato il terreno per scaricare tutto il materiale di risulta dei lavori, trasformando la zona, che si trova tra il fianco di una montagna, il torrente Portalegni, un eremo del cinquecento, una serie di palazzine e sotto l’autostrada, in una vera e propria bomba ecologica.

Dentro le fiamme gialle ci hanno trovato rifiuti di ogni tipo: sfabbriciti, laterizi, elementi cementizi, ceramici, plastici ed in vetroresina, residui di materiale in gesso, tubazioni, profilati in PVC, frammenti di asfalto, polistirolo, pneumatici, sanitari, terra derivante da attività di sbancamento, rifiuti vegetali derivanti da scerbatura.

L’area è privata ma non aveva alcun tipo di autorizzazione. Sigilli anche ai mezzi pesanti utilizzati per il movimento terra e quelli adoperati per sotterrare in discarica il materiale, pale meccaniche, ruspe e camion. Dopo aver praticato dei fori nel terreno, i rifiuti venivano interrati e il terreno livellato.

La discarica abusiva è molto estesa ed ha portato alla sparizione di una intera collina a ridosso dell’abitato del rione Gravitelli. Un fenomeno che se non ha trovato denuncia sino ad ora, spiega la Finanza, è soltanto per l’omertà dovuta al fatto che gli imprenditori oggi indagati sono attigui alla storica criminalità organizzata nel rione. I rappresentanti delle società sono infatti parenti dell’ex boss poi pentito Giorgio Mancuso, riferimento dei clan per la zona a monte del centro cittadino.

Le ditte satellite della famiglia, alcune registrate come Onlus ma operanti per finalità quanto mai lontane dal volontariato, sono oggi al centro delle indagini della Direzione distrettuale antimafia, che ha indagato i due titolari e i fiancheggiatori. Negli anni sono stati impegnati, e lo sono ancora oggi, in una lunga serie di lavori – cliniche, centri residenziali – privati e pubblici, come il risanamento delle zone baraccate cittadine.

Il risanamento delle bombe ecologiche e la messa in sicurezza dei torrenti, ricorda la Finanza, è una priorità. La discarica sequestrata contribuiva ad intasare il torrente Portalegni, ad esempio, uno dei tanti corsi d’acqua coperti cittadini, uno dei tanti rischi potenziali enormi, in caso di piogge abbondanti.

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2 commenti

  1. Posso capire la paura dei residenti.
    Comprensibile.
    Sono abituato alla inerzia dello Stato.
    Rassegnato.
    Vi aggiungerò la stampa.
    Un giornalismo di inchiesta, con un minimo di contatto con la città, avrebbe di sicuro avuto l’esclusiva.
    La violazione era macroscopica.
    Manca il cronista che sta fra la gente e che raccoglie le notizie.
    l’indagatore curioso in stile Beppe Alfano per intenderci.
    A Messina invece spesso il giornalismo è inteso da poltrona.

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  2. Purtroppo di discariche abusive a Messina ce ne sono molte e quando sono su suolo pubblico e’ piu’ difficile trovare i responsabili. Ad esempio in zona nord c’e’ il torrente Tono che nella zona alta e’ totalmente deturpato. Appena sopra il lago di Ganzirri c’e’ un’altra discarica a forte Spuria in uno dei posti piu’ belli di questa citta’ che molti messinesi non meritano.

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