Comune e Ordine Francescano non trovano l'accordo, per il Tirone cattive notizie

Comune e Ordine Francescano non trovano l’accordo, per il Tirone cattive notizie

Francesca Stornante

Comune e Ordine Francescano non trovano l’accordo, per il Tirone cattive notizie

lunedì 06 Ottobre 2014 - 18:05

L'assessore all'Ambiente Daniele Ialacqua ha presieduto un nuovo tavolo tecnico dedicato alla riqualificazione di alcune aree critiche della città, con particolare attenzione riservata al Tirone. Cotinua il braccio di ferro con il Terz'Ordine Francescano, di mezzo anche la Stu.

Il percorso di riqualificazione del Tirone si sta rivelando più lungo e complicato di quanto si potesse immaginare. Un quartiere abbandonato e sporco, dove sono costrette a convivere situazioni di emergenza sia sociale che igienico sanitaria, dove l’incuria rischia di diventare pericolo serio per la pubblica incolumità, com’è accaduto con i due incendi che si sono verificati in estate. Questo stato di cose è sotto gli occhi di tutti, eppure da mesi si discute senza riuscire a trovare una soluzione definitiva.

Neanche il nuovo tavolo tecnico che ha riunito a Palazzo Zanca tutti i protagonisti della vicenda è riuscito a mettere le cose a posto e a trovare un punto di incontro. A creare i maggiori problemi è la diversa natura dell’intera area: ci sono parti pubbliche, sulla quali il Comune non ha alcuna difficoltà a intervenire, ma ci sono anche parti private, come quella che appartiene al Terz’Ordine Francescano e che oggi è ridotta ad una vera discarica a cielo aperto. Lo scorso mese di giugno Comune, Messinambiente e Ordine avevano dialogato, giungendo anche ad un’ipotesi di collaborazione per riuscire a ripulire tutto attraverso un’azione sinergica e complessiva. Messinambiente beva stilato una perizia con i costi degli interventi necessari, il Terz’Ordine avrebbe dovuto spendere circa 30 mila euro per regalare un nuovo volto all’area di sua competenza, poi però non se ne fece nulla. Oggi a quanto pare è saltato anche quel briciolo di collaborazione che c’era stato in passato. A rappresentare l’Ordine c’era l’ingegnere Franco Cavallaro, ex amministratore delegato della Stu Tirone, non a caso infatti durante la riunione gli argomenti si sono intrecciati e si è parlato anche della vicenda Stu che si trascina ormai da oltre dieci anni.

Se però per il Comune, per il presidente della IV Circoscrizione Francesco Palano Quero, per gli esperti di Palazzo Zanca Clelia Marano e Luciano Marabello quella zona è chiaramente abbandonata, non è così per Cavallaro che si è lanciato in una strenua difesa dell’operato del Terz’Ordine Francescano.

“L’Ordine non ha abbandonato i propri immobili e da ancora più tempo della Stu è in attesa di potere mettere mano a interventi non palliativi ma risolutivi. Ha proceduto a proprie spese a liberare da baracche le proprie pertinenze, a fare demolizioni controllate con la supervisione della Soprintendenza e ha predisposto un progetto dal 2004 di ricostruzione fedele, elaborato in vista di un programma globale di rigenerazione urbana che sembrava dietro l’angolo. Dopo di che lo stallo in cui ci si è impantanati ha reso le aree appetibili non per investitori privati ma per disperati di ogni genere, rendendo inevitabili le numerose denunce fatte agli organi di polizia, anche recenti”.

In pratica secondo Cavallaro oggi il Terz’Ordine Francescano non è in grado di effettuare ulteriori investimenti, che peraltro sarebbero inutili perché in mancanza di un’azione congiunta di inclusione del Tirone nel perimetro urbano (oggi esclusa) si realizzerebbero solo palliativi senza utilità. “L’amministrazione comunale se farà proposte serie troverà la disponibilità del Terz’Ordine, ma dovrà farlo con elementi concreti spiegando cosa vuole effettivamente fare dell’area e con quali soldi” ha detto Cavallaro, trovando non casualmente sponda nel collega Giuseppe Fotia, in rappresentanza della Stu che ha dichiarato disponibilità a partecipare attivamente al processo, a patto che il socio comune sciolga le riserve che ha più volte e in più sedi espresso. “ Nonostante la società abbia più volte affermato la disponibilità a rivedere il proprio piano industriale e nonostante una delibera di indirizzo del Consiglio Comunale ancora non vi è stata una concrete e operativa risposta dal Sindaco” ha spiegato Fotia.

Dunque disponibilità sì, ma a precise condizioni. Considerato però che il ragionamento sulla Stu avrà ancora tempi lunghi, il Tirone non può certo continuare a versare in quelle condizioni. Il Comune, se dall’altra parte continuerà il silenzio, procederà con un’ordinanza di bonifica per situazione di emergenza sotto il profilo igienico-sanitario. Una soluzione che rischia comunque di non risolvere il problema in toto.

Francesca Stornante

4 commenti

  1. Per i francescani di RENATO sindaco e i francescani del Terz’Ordine non dovrebbe essere complicato trovare un’accordo, hanno in comune la lettura del Cantico delle Creature: laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

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  2. Per i francescani di RENATO sindaco e i francescani del Terz’Ordine non dovrebbe essere complicato trovare un’accordo, hanno in comune la lettura del Cantico delle Creature: laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

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  3. Ialacqua, meritati il lauto stipendio e pensa piuttosto alle palme alle radici degli alberi e tutto il verde cittadino andato in malora e in abbandono dopo oltre un anno di amministrazione.Alle cose in grande pensaci dopo

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  4. Ialacqua, meritati il lauto stipendio e pensa piuttosto alle palme alle radici degli alberi e tutto il verde cittadino andato in malora e in abbandono dopo oltre un anno di amministrazione.Alle cose in grande pensaci dopo

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