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Il Miur pubblica le controverse tabelle ed è subito polemica

Emma De Maria

Il Miur pubblica le controverse tabelle ed è subito polemica

venerdì 30 Agosto 2013 - 22:11
Il Miur pubblica le controverse tabelle ed è subito polemica

Requisito unico per poter mettere in cassaforte il punteggio aggiuntivo, 10 punti extra, aver conseguito una votazione finale pari o superiore a 80/100 e pari o superiore all’80esimo percentile di riferimento, calcolato rispetto alla votazione complessiva conseguita dagli studenti esaminati all’intero della medesima commissione. Attacca l'Udu: "Siamo di fronte all’ennesima imposizione di un regime barbaro ed iniquo"

Lo aveva annunciato giovedì scorso su Twitter il ministro della Pubblica Istruzione Maria Chiara Carrozza: “Domani pubblicheremo i dati relativi ai percentili di voto per l’esame di Stato 2012-2013 di ciascuna scuola e singola commissione”.

Un appuntamento puntualmente rispettato nella giornata di ieri, con la pubblicazione ufficiale da parte del Miur delle tabelle contenenti i valori in percentili degli istituti italiani.

Le aspiranti matricole dunque, dopo giorni di frenetica attesa, potranno finalmente conoscere il proprio destino e sapere se beneficeranno o meno dell’ambito punteggio aggiuntivo, un jolly necessario per garantirsi “un posto al sole” nel percorso di accesso ai corsi di laurea a numero chiuso.
A pochi giorni dalla data di inizio dei test di ingresso, che vedranno impegnati a partire dal prossimo 3 settembre oltre 115 mila studenti, dal ministero si prova a fare chiarezza illustrando, sul sito Universitaly, i requisiti attraverso i quali sarà possibile accedere al bonus maturità, strumento che almeno nelle intenzioni dovrebbe premiare i più capaci e meritevoli.

Requisito unico per poter mettere in cassaforte il punteggio aggiuntivo, 10 punti extra, aver conseguito una votazione finale pari o superiore a 80/100 e pari o superiore all’80esimo percentile di riferimento, calcolato rispetto alla votazione complessiva conseguita dagli studenti esaminati all’intero della medesima commissione.

Se la modalità del numero chiuso, misura largamente contesta ed oggetto di diverse sentenze finalizzate alla sua definitiva cancellazione da parte dei Tar italiani, non bastava a rendere sufficientemente impervio il cammino degli studenti italiani, con l’applicazione della nuova normativa le cose sono inevitabilmente destinate a complicarsi ulteriormente.

Una domanda a questo punto appare spontanea: cos’è il percentile e come viene calcolato? Si tratta di uno strumento di misura utilizzato nei calcoli statistici, nel caso specifico l'80esimo percentile di riferimento richiesto dal ministero si sostanzia in un numero.

Facciamo qualche esempio: se la votazione conseguita nel corso della maturità 2013 è di 85/100, significa che l'80% degli studenti di quella commissione hanno preso meno di 85 mentre il restante 20% ha ottenuto una votazione finale superiore ad 85/100.

Nel caso invece di studenti che abbiano conseguito il diploma nel 2012, quando il percentile veniva calcolato su base provinciale, la votazione di 99/100 conseguita presso un istituto con indirizzo umanistico e un istituto con indirizzo tecnico attribuirà zero punti nel primo caso e nove punti nel secondo.

Tutto in buona sostanza è lasciato al caso, o meglio, al grado di severità o meno della commissione esaminatrice. Un bottino che si rivelerà decisivo per l’ammissione di molti studenti ai corsi di laurea a numero chiuso, soprattutto per coloro che aspirano ad intraprendere la professione sanitaria.

Ad introdurre il nuovo sistema di calcolo, il Decreto Ministeriale del 24 aprile 2013 n.334 dedicato alle “Modalità e contenuti delle prove di ammissione ai corsi di laurea ad accesso programmato a livello nazionali per l’anno accademico 2013/2014”.

Novità assoluta inaugurata dall’ ex ministro Profumo, il quale aveva garantito un’applicazione del provvedimento non legata al voto in centesimi ma solo al suo corrispondente in percentile.

Intanto intorno al controverso provvedimento fioccano critiche e polemiche.

Il calcolo dei percentili è semplice ma allo stesso tempo poco equo: per ottenere il bonus di 10 punti sarà necessario avere ottenuto una votazione finale che sia stata superata dal 5% dai diplomati all’interno della propria commissione d’esame.

Un meccanismo destinato pertanto ad alimentare differenze e disparità a scapito ancora una volta del merito: su due studenti, con eguale voto e titolo di maturità ma esaminati da due differenti commissioni, solo uno potrà accedere al bonus mentre l’altro verrà escluso.

Il ministro Maria Chiara Carrozza, in precedenza aveva spiegato così il valore del nuovo strumento di valutazione: “Il bonus maturità nasce in seguito all’applicazione di una legge mai entrata in vigore ed introduce un elemento positivo: quello cioè di dare eguale valore ai curricula di ragazzi più meritevoli”.

Contro il bonus maturità si schiera l’Udu (Unione degli Universitari ), che attraverso il proprio rappresentante Santi Delia annuncia battaglia: “Siamo di fronte all’ennesima imposizione di un regime barbaro ed iniquo –apostrofa il legale – che ha già dato prova di non sapere premiare il merito. Un sistema che perseguiremo con tenacia in ogni sede: siamo pronti ad intraprendere una dura azione legale, non si può consentire di comprimere il diritto allo studio”.

(Emma De Maria)

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