Lunedì l'interrogatorio del fisioterapista che coprì la latitanza del boss - Tempo Stretto - Ultime notizie da Messina e Reggio Calabria

Lunedì l’interrogatorio del fisioterapista che coprì la latitanza del boss

Lunedì l’interrogatorio del fisioterapista che coprì la latitanza del boss

sabato 14 Luglio 2012 - 13:33

Sarà interrogato lunedì a Reggio, Stefano Violi, l'ex fisioterapista del Centro Neurolesi di Messina che per sette mesi avrebbe coperto la latitanza del boss della 'ndrangheta Francesco Pelle. Gli inquirenti cercano eventuali complici che avrebbero aiutato Violi. Pelle era conosciuto in ospedale come il signor Scipione ed aveva raccontato di essere rimasto vittima di un incidente di caccia.

L’inchiesta che ha portato in carcere l’ex fisioterapista del Centro Neurolesi di Messina, Stefano Andrea Violi, 35 anni, è solo alle battute iniziali. Gli inquirenti adesso vogliono trovare i complici che lo hanno aiutato a favorire la latitanza del boss della ‘ndrangheta Francesco Pelle. Violi sarà interrogato lunedì per rogatoria, nel carcere di Reggio Calabria, dal gip Tommasina Cutroneo. All’interrogatorio sarà presente il sostituto procuratore della DDA di Messina, Giuseppe Verzera, che ha coordinato le indagini. Se dovesse decidere di rispondere alle domande del gip. Violi dovrà chiarire i contorni dei suoi rapporti con Ciccio Pelle, padrino del clan omonimo e personaggio di spicco delle ‘ndrine. La loro conoscenza avrebbe radici calabresi visto che Violi è nato a Melito Porto Salvo ed è residente a Bova Marina. Sarebbe stato proprio lui ad aiutare il boss durante i sette mesi di ricovero nel reparto di Riabilitazione del Centro Neurolesi.
Pelle, coinvolto nella faida di San Luca e nella strage di Duisburg, divenne latitante nel 2005 e il 31 luglio 2006 fu vittima di un agguato. Il padrino fu raggiunto da alcuni colpi d’arma da fuoco alla schiena, probabilmente in un agguato. A causa delle sue condizioni di salute Pelle fu ricoverato al Centro Neurolesi di Messina dove lavorava come fisioterapista Violi. Il boss fornì false generalità facendo si registrare come signor Scipione. E così lo conobbero tutti fino al giorno delle sue dimissioni, nel maggio del 2008, quando nel referto fu scritto che era rimasto vittima di un incidente di caccia. Gli inquirenti della Procura di Messina sono fermamente convinti che dietro questo sistema protettivo ci fosse proprio Violi, I controlli dei tabulati telefonici hanno confermato che il fisioterapista in quel periodo telefonava spesso ai parenti di Pelle per dare informazioni sullo stato di salute del congiunto. Inoltre riceveva telefonate da utenze intestate a cittadini stranieri, soprattutto indiani, che però sono risultati del tutto estranei alla vicenda. Rimangono, dunque, diversi punti da chiarire. In particolare i Carabinieri sono adesso a caccia di eventuali complici che avrebbero aiutato Violi a coprire la latitanza del boss.

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Un commento

  1. Ovviamente non dirà nulla, negherà persino di essere lui. Certo che è singolare come gli utenti provino piacere nel commentare notizie molto meno importanti dove il “buon senso comune si spreca:
    Non è scontato fornire false generalità in una struttura pubblica detta pertsino “centro di eccellenza”: .. è già difficile ottenere il ricovero presso il neurolesi figuriamoci spacciarsi per uno che non esiste.
    Chi non ha verificato che non esisteva nessun signor Scipione?
    Supponendo che l’infermiere abbia chiesto un favore per un suo parente che stava male, poteva mai essere sufficiente questo?
    Le parole di un solo infermiere sono un “passpartout” che mette al sicuro da ogni verifica?

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