La struttura turistica, La Perla Jonica, aperta dal 1982, è composta da 105 bungalow e casette
BOVA MARINA – E’ stata fatto sgomberare dalle forze dell’ordine il villaggio turistico “La Perla Jonica” di Bova Marina. Una struttura composta da 105 bungalow e casette, aperta dal 1982, edificate in assenza di legittimità urbanistico-edilizia, di autorizzazione paesaggistica, di nulla osta degli enti preposti alla tutela dei vincoli ricadenti nella zona ed in violazione degli indici di fabbricabilità previsti dal D.M. dei Beni Culturali. I manufatti sorgono, infatti, su un’area demaniale marittima, connotata da vincoli di natura paesaggistico-ambientale, archeologici e sismici con il risultato della trasformazione indelebile di una porzione di territorio protetto in quanto ricadente in una Zona Speciale di Conservazione, a favore degli interessi privati di un’impresa operante nel settore turistico alberghiero. Il giudice per le indagini preliminari, su richiesta della Procura della Repubblica di Reggio Calabria ha disposto il sequestro avendo ritenuto sussistente il fumus dei reati di cui agli artt. 54, 55- 1161 del codice della navigazione, fermo e impregiudicato il principio di presunzione di innocenza e fatte salve le valutazioni che dovranno essere compiute nelle successive fasi cautelari ed eventualmente di merito.
L’INDAGINE
L’indagine origina nell’ambito dei controlli straordinari del demanio marittimo disposti dal Comando
Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria. Le concessioni rilasciate, nel corso degli anni,
hanno consentito al titolare di occupare legittimamente 160 mq di superficie demaniale coperta, a fronte
dei 6000 mq di fatto, occupati senza alcuna autorizzazione. Inoltre, era stato autorizzato ad occupare circa 10.066 mq di superficie demaniale scoperta, pur occupando, senza titolo, la superficie complessiva di 11.528,68 mq.
Di fatto, il titolare del camping ha realizzato nel tempo 105 case prefabbricate, per circa 6.000 mq,
occupando l’area demaniale per circa 11.528,68 mq, per un’estensione cioè nettamente superiore a
quella oggetto di concessione demaniale, pari a 10.066 mq, il tutto presuntivamente in violazione del
Codice della Navigazione.
Sono in corso di verifica gli aspetti relativi all’insistenza dell’area in zona a rischio idraulico molto elevato e quelli concernenti le condizioni di sicurezza ed igienico sanitario dei luoghi.
