"Moffi, cauci, pugna e tumpulati"... a piazza Cairoli - Tempostretto

“Moffi, cauci, pugna e tumpulati”… a piazza Cairoli

Giacomo Chille

“Moffi, cauci, pugna e tumpulati”… a piazza Cairoli

lunedì 16 Aprile 2018 - 07:51
“Moffi, cauci, pugna e tumpulati”… a piazza Cairoli

Sabato un'altra aggressione in pieno centro da parte di bande che non trovano di meglio da fare che aggredire

Sarà capitato anche a voi di attraversare Piazza Cairoli il sabato pomeriggio, chissà quante volte la vostra attenzione sarà stata attirata da “branchi” di ragazzi esagitati che si aggirano nei paraggi, come lupi, a caccia di preda. Ebbene, non è il caso di fare il riassunto delle puntate precedenti, negli scorsi mesi (se non anni) sono già stati raccontati, ascritti e archiviati episodi di estrema gravità, fatti di cronaca “nerissima” accaduti durante le notti, sempre più “brave” e sempre più buie, della movida messinese. Ma se sulla notte le luci si spengono è inspiegabile come nei pomeriggi luminosi di primavera continuino a ripetersi aggressioni a tutto spiano, in piena strada e in pieno centro, davanti agli occhi di adulti indolenti: non sacciu nenti e non visti nenti è l’humus di una sottocultura becera che tende ancora a proliferare. E’ accaduto anche lo scorso sabato, alle 18:30 circa, allorquando quattro ragazzi che passeggiavano sulla via Garibaldi, nei pressi di Piazza Cairoli, sono stati aggrediti da una di queste bande di bulli o criminali, circa una decina, con “fimmineddi” al seguito. I malcapitati, incrociati sul loro cammino, sono stati fermati e pestati di brutto, senza apparente motivo. Uno di loro è stato soccorso dal 118 e trasportato di urgenza in ospedale, dimesso solo in nottata, senza riportare, per fortuna, gravi lesioni.

Malgrado il tempestivo intervento delle forze dell’ordine, del “branco” non è rimasta traccia, se non la testimonianza di un poliziotta svedese, che si trovava in zona per caso; l’unica che è riuscita in qualche modo a descrivere ai carabinieri quanto accaduto. Eppure da tempo ormai sono frequenti le aggressioni a giovani e meno giovani in zona centro: chi viene scippato del cellulare, chi dei pochi spiccioli che ha in tasca, chi addirittura del proprio giubbotto, tutto questo, il più delle volte, a suon di "cauci, pugna e tumpulati" e non solo. Per queste effimere azioni di violenza, questa volta, non possiamo estrarre dalla fondina l’arma del pregiudizio: gli attori non sono gli invasori extracomunitari. In queste storie di ordinaria guerriglia sono coinvolti altri protagonisti, criminali autoctoni, teppisti indigeni.

Tutti si danno appuntamento in pieno centro: Piazza Cairoli è terra di conquista per queste piccole bande emergenti, il domicilio coatto degli scalmanati, della delinquenza minorile e non solo, il nostro Bronx che brucia: «There it is, ladies and gentlemen, the Bronx is burning» ("È così, signore e signori, il Bronx sta bruciando"). A differenza della famosa frase pronunciata dal telecronista Howard Cosell negli anni settanta, durante la diretta televisiva di una partita di football americano, per raccontare ciò che stava accadendo in tempo reale nel famoso quartiere newyorkese, non suscita scandalo che anche a Messina questi episodi siano ormai di una frequenza inarrestabile, suscita sdegno e rabbia come tutto questo non faccia più notizia, come questi atti di fanatica prepotenza e di estrema brutalità vengano tollerati e assimilati con normale e consueta abitudine, non solo dai cittadini ignavi e indifferenti, ma anche dalle istituzioni e dalle forze dell’ordine che non hanno ancora messo in atto alcuna azione efficace per prevenire fenomeni di tale incivile indecenza. C'ama ffari? Aspettiamo prima il morto?

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3 commenti a ““Moffi, cauci, pugna e tumpulati”… a piazza Cairoli”

  1. arcangelofranco ha detto:

    E cosa volete fare?
    Il frutto non cade mai lontano dall’albero.
    I capitalisti avevano bisogno di nuova forza lavoro per poter produrre, vendere e guadagnare di più e hanno dato inizio (perchè sono stati loro) al femminismo.
    Anche le donne a lavorare così finalmente erano al pari dell’uomo. Nel frattempo qualcuno si dimenticava di chi avrebbe dovuto sostituirle nel ruolo di educare i figli.

  2. Misentoprofugo ha detto:

    Io mi ricordo negli anni 90 che queste cose succedevano all’ordine del giorno…oggi dopo 28 anni ancora si ripetono perché paghiamo gente andicappata solo per mettersi una divisa e poi abusare del proprio potere su gente che magari non hanno manco il coraggio mi ci dannu un muffuttuni nte mussa a sti nullafacenti e parassiti sociali. W l’Italia. Che schifo essere italiano…

  3. Pino1962 ha detto:

    Ho due figlie che qualche volta scendono in centro a fare acquisti e che al loro ritorno riferiscono di episodi simili o di quanta brutta gente brulichi in giro. Spero che a loro non succeda mai niente di spiacevole, perchè la mia ira non si fermerebbe dinanzi a nessuno: farei letteralmente a pezzi chiunque osasse far loro del male, fossero anche parenti dei delinquenti più incalliti.
    Detto ciò, per debellare questi scarti della società ci vogliono carabinieri e poliziotti “di quartiere” oppure ronde di volontari ex appartenenti alle forze dell’ordine, che vigilino fino ad una certa ora. Se non erro in molte città del nord Italia si dispongono di tali risorse e il pacchetto sicurezza del 2 luglio 2009 ha introdotto queste figure.

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