Il calvario di Daniela. Calci, pugni e minacce col coltello prima della tragedia

Il calvario di Daniela. Calci, pugni e minacce col coltello prima della tragedia

Alessandra Serio

Il calvario di Daniela. Calci, pugni e minacce col coltello prima della tragedia

venerdì 13 Marzo 2026 - 16:00

Il femminicidio di Daniela Zinnanti a Messina. Lui l'aveva picchiata, lei era svenuta, lui l'aveva rianimata per ricominciare a picchiarla

Messina – E’ violenza fredda e criminale quella che Daniela Zinnati ha subito per mesi, prima di sottrarsi definitivamente alle grinfie di Santino Bonfiglio. Una fuga dall’incubo che non le è bastata. Perché lui il 10 marzo l’ha riacciuffata, portandosela via per sempre.

Tra le righe del provvedimento del 14 febbraio scorso che ha posto Bonfiglio ai domiciliari, emerge il racconto di liti continue, violente, fatte di schiaffi, pugni e calci, tanti che lei ad un certo punto neppure si ricorda se in una data occasione o nell’altra, dopo l’ennesima sfuriata, è andata a farsi medicare.

“Mi ha chiuso i piedi nel portone”, racconta ai poliziotti a proposito dei vari episodi. “Mi ha buttata fuori di casa in pigiama, io sono caduta per strada”. Poi gli schiaffi, i calci, le volte che lui gli si butta addosso, bloccandola con la sua mole, per colpirla violentemente, mentre lei lo prega di andarsene. Una volta, racconta Daniela agli agenti, lui l’ha colpita così forte con un pugno che lei è svenuta. Per questo le ha buttato dell’acqua addosso, per rianimarla, poi ha ricominciato a picchiarla. Era il 30 maggio 2025. Quel giorno Daniela gli ha detto che tra loro era finita per sempre e quella era stata la sua reazione.

Lo scorso 5 febbraio invece la Polizia, avvisata da Daniela, era arrivata a casa di Santo Bonfiglio trovandola “in condizioni critiche, tumefatta e coperta di sangue con ferite all’arcata sopraciliare e all’orecchio”. Daniela racconta che l’ex era entrata in casa sua dopo aver rotto un vetro, l’aveva colpita più volte con violenza e minacciata con un coltello dalla lama ricurva, afferrato con un panno per non lasciare impronte.

Bonfiglio, scrive il giudice, era già stato condannato per reati contro la persona e per porto d’armi o oggetti atti a offendere. Dopo il pestaggio di febbraio Daniela era stata portata in ospedale dove i medici le avevano riscontrarono fratture costali, trauma cranico, ferite da taglio, da curare per almeno un mese. Proprio per l’aggressione di febbraio il giudice aveva disposto per l’imputato il giudizio immediato su richiesta della Procura, fissato per il prossimo 8 maggio.

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