Dura lettera aperta indirizzata alla proprietà: nessun rimborso per chi ha acquistato il biglietto per l’amichevole con il Catania per gli alluvionati. E sull’iniziativa -Una Pedalata contro la Distrofia Muscolare-…
Un fulmine cade deciso sul cielo reso più mite dalla due vittorie consecutive in campionato. Attraverso un comunicato il Comitato spontaneo “Zanclon”, che ha come scopo quello di tutelare gli interessi i supporters giallorossi , ha diffuso una lettera inviata alla proprietà dell’Acr Messina. Una missiva tra il sarcastico e il rabbioso, attraverso la quale vengono riportate le motivazioni che spingono i componenti del comitato a non avere fiducia in questo gruppo. Ma scritta soprattutto per far conoscere all’esterno quanto accaduto in occasione dell’iniziativa benefica -Una Pedalata contro la Distrofia Muscolare-, che avrebbe dovuto contare sull’appoggio del club giallorosso.
«-Cari- Alfredi, cara Marcella, otto mesi fa, quando avete acquisito il titolo del F.C. Messina, un applauso liberatorio accolse l’annuncio del Giudice D’Arrigo. L’incubo in cui la tifoseria messinese era piombato a causa di scellerate scelte dei -padroni-, sembrava oramai concluso e si intravedeva la luce in fondo al tunnel. Poveri noi. In realtà l’illusione è durata giusto il tempo di concludere il campionato scorso – inizia la lettera -. Già l’indomani, infatti, lo squallido tira e molla coi calciatori per il saldo delle loro spettanze ci fece intuire che il peggio doveva ancora venire. Dopo avete fatto di tutto: conferenze stampa rinviate, annullate, convocate via sms. Inviti a prendere a calci il Sindaco (e qui …), minacce di andar via da Messina portandovi dietro il titolo, offerte pubbliche di vendita, acquisti clamorosi, spettacolari buchi nell’acqua. Una dirigenza con Presidente, Vice Presidente, Vice Presidente Esecutivo, Consigliere del Presidente, Direttore Generale, Direttore Sportivo, Addetto al mercato, Addetto al catering. Piano industriale di 108 pagine (che fine ha fatto ?), mancati svincoli col 108, allenatori annunciati e cacciati, vertenze coi calciatori, allenatori sindaci arrivati entusiasti ed andati via dopo 3 giorni, stages, imponenti (e fallimentari: con chi credevate di avere a che fare?) campagne abbonamenti, curva chiusa (no … aperta, no … chiusa) prezzi esorbitanti per la serie D (a vincere! figuriamoci per questa…). Avete eliminato dalla maglia lo scudo crociato, simbolo della nostra storia e della nostra tradizione. Ci è toccato persino vedere in campo giocatori con maglie diverse, come non capita ormai neppure nei tornei di calcetto tra amici. Tutto questo in soli otto mesi».
«I componenti di questo Comitato sono divisi sul piano sportivo: alcuni ritengono di dover seguire comunque la squadra (-per l’orgoglio della maglia-, si dice), altri ancora hanno pensato di non avere nulla a che fare con voi e di stare lontano dal S.Filippo. Nessuna delle due scuole di pensiero ha ragione, nessuna delle due ha torto – continua il Comitato -. Ma è pur sempre -pallone-. Quello che non ci va giù, però, è quello che avete fatto in occasione della recente sciagura che ha colpito la nostra città. Prima avete organizzato (?) una amichevole di beneficenza, poi l’avete rinviata a data da destinarsi: ci può stare. Non è pensabile, però, che, ad un mese esatto dalla amichevole rinviata, coloro che hanno acquistato il biglietto non hanno ricevuto alcun rimborso, né hanno avuto certezze sull’impiego delle somme incassate. Ci sia perdonata la diffidenza, ma sapete com’è…»
Ma come detto, per i componenti risulta ancora più grave quanto avvenuto per l’iniziativa: -Una Pedalata contro la Distrofia Muscolare-. «Avete promesso di sostenere una iniziativa benefica di grande umanità legata alla manifestazione organizzata dalla Amici di Edy onlus – si legge ancora -. Passi il fatto che abbiate chiesto informazioni su gente il cui spessore morale è proporzionale la vostra stazza fisica ed inversamente proporzionale alla vostra capacità di fare calcio, ma non può non indignarci il fatto che, ancora una volta, anche in questo caso, non avete dato seguito alle buone intenzioni proclamate. E questo non era -pallone- …-»
Le conclusioni: «Cari- Alfredi e -cara- Marcella, siamo vostri ostaggi, come lo siamo stati dei Franza. Quelli di noi che credono ancora nelle favole (ce ne sono), sperano che, ex abrupto (significa: improvvisamente), possiate cambiare rotta e mostrare un maggiore rispetto per la -storia- che avete acquistato all’asta (anche perché le alternative, da quelli accasatisi sul Longano a quelli che sponsorizzano le squadre minori, non appaiono gran che credibili). Altri, quelli più realisti, auspicano (significa: si augurano) che vi facciate da parte al più presto. Senza nulla pretendere se non, simbolicamente, soltanto i soldi che avete versato per l’acquisto del titolo. Gli altri soldi che avete (avreste) speso, credeteci, ripagano a mala pena la vergogna a cui ci avete costretti ad assistere in questi otto mesi. Nessuna delle due correnti di pensiero ha ragione, nessuna ha torto. Entrambi gli schieramenti, però, manifestano oggi la loro assoluta disistima nei vostri confronti». Correlati in basso gli articoli con le ultime iniziative del Comitato Zanclon
