Gasparin è a Milano. Si cerca di sbloccare il mercato ancora fermo alle cessioni - Tempo Stretto

Gasparin è a Milano. Si cerca di sbloccare il mercato ancora fermo alle cessioni

Redazione

Gasparin è a Milano. Si cerca di sbloccare il mercato ancora fermo alle cessioni

giovedì 05 Luglio 2007 - 12:48

Nulla si muove. Solo una ridda di nomi in entrata. Nell'estate 2008 molti club rischieranno il fallimento.

Ancora nessuna nuova dal calciomercato. All’ora di pranzo è arrivato al Quark Hotel di Milano, Sergio Gasparin che proverà nel pomeriggio ad intavolare qualche trattativa in entrata. Tutto ruota intorno alle cessioni dei giocatori più illustri, per monetizzare e reinvestire sul mercato. Le ultimissime danno Floccari vicino al Lecce, senza contropartita tecnica con solo contanti (2 milioni di euro) e Alessandro Parisi che dovrebbe accordarsi col Torino entro pochi giorni. Al Messina andrebbero settecento mila euro ed anche in questo caso senza contropartite in termini di giocatori. Se arrivassero questi soldi, il Dg potrebbe cominciare ad operare per l’acquisto di quei giocatori che servono alla causa giallorossa. In primis Ruben Maldonado inseguito in questi giorni, per aggiustare il reparto difensivo, poi l’attaccante Marco Moro che aspetta solo un segnale da Gasparin. A centrocampo perso Ivano Trotta si punta su Fabio Roselli vero jolly e giocatore giovane che piace a Di Costanzo oltre al mediano della Cavese, Schetter. Si cerca anche il difensore Raffaele Schiavi 21 anni in forza al Lecce. Insomma tanto fumo e niente arrosto. Si spera che da stasera Gasparin sblocchi il mercato ancora immobile. Intanto oggi è in vista il raduno generale dei presidenti di serie A e B in Lega per cominciare a discutere del grande nodo riguardante la divisione dei diritti tv collettivi. Matarrese si è preso l’incarico di preparare una tabella-proposta che conterrà un accordo ponte fino alla scadenza dei contratti individuali firmati in passato. Nel frattempo c’è da risolvere un grave problema economico che riguarda la serie B, quest’anno rimasta senza contratto tv (l’intesa con Rai e Sky era di un anno solo e giustificata dalla presenza della Juve). «Se diminuiscono i proventi, non riusciremo a pagare i 65 milioni di solidarietà alla serie B» fanno sapere alcuni presidenti di serie A. E poiché nel frattempo i loro colleghi continuano a spendere soldi che non guadagnano, è scontata la conclusione. Entro l’estate del 2008, molti club di B chiuderanno bottega.

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