Il Messina conquista la salvezza e pensa già al futuro. Di Mascio fa autocritica. Di Napoli: «Disposto a rimanere, ma serve organizzazione seria»

Il Messina conquista la salvezza e pensa già al futuro. Di Mascio fa autocritica. Di Napoli: «Disposto a rimanere, ma serve organizzazione seria»

Il Messina conquista la salvezza e pensa già al futuro. Di Mascio fa autocritica. Di Napoli: «Disposto a rimanere, ma serve organizzazione seria»

domenica 16 Maggio 2010 - 20:32

Tanti i motivi del fallimento stagionale, da tenere a mente e ripartire senza ripeterli. Si lavora sugli assetti societari, ma bisognerà aspettare qualche altro giorno. La proprietà deve definire un disegno strutturato e trasparente se crede davvero di rilanciare il calcio cittadino, facendo tornare l'entusiasmo

L’Acr Messina conquista per il secondo anno consecutivo la salvezza tra le mura amiche contro il Sapri. Ma le espressioni sui volti dei presenti al San Filippo, rispetto allo scorso maggio 2009, sono completamente diverse. Allora si scendeva in campo con il marchio Fc stampato sulle maglie. La desolazione sugli spalti della prima parte del torneo si era trasformata in orgoglio per una categoria da mantenere, per un simbolo da salvare. La delusione per la mancata iscrizione della squadra dei Franza in B, il Lodo Petrucci sfumato, il dover ripartire dal basso con la stessa proprietà che aveva generato tale situazione, si era trasformata in speranza dopo l’asta per la cessione del ramo sportivo d’azienda, che aveva dato ai tifosi messinesi un -nuova- squadra e una rinnovata guida societaria.

Sono passati mesi ma tra i supporters peloritani, quelli che ancora popolano il San Filippo, lo sconforto sembra essere tornato. Anche oggi dagli spalti hanno incitato la squadra trascinandola al raggiungimento dell’ultimo obiettivo rimasto, la salvezza, al termine di un campionato iniziato con ben altre ambizioni. Doveva essere l’anno della rinascita ma non lo è stato. I perché? Basta guardarsi alle spalle e vedere quanto è accaduto in campo e soprattutto fuori.

Le ombre -gettate- dalla proprietà, due settimane fa, su alcuni componenti della rosa hanno reso il clima incandescente fino alla fine, anche quando c’era la necessità di rimanere concentrati per raggiungere la permanenza in serie D. Il capitano Arturo Di Napoli voleva rispondere e precisare alcune cose, nonostante il silenzio stampa imposto, ma ha ribadito di che pasta è fatto sul campo con la doppietta che è valsa la vittoria e la salvezza. Nei prossimi giorni dovrebbe tenersi la conferenza stampa annunciata, ma che servirà più ad analizzare quanto è accaduto in questa stagione, gli errori commessi, le circostanze verificatesi: «Siamo felici per il risultato ottenuto oggi, ma non possiamo esserlo rispetto al posto dove merita di stare questa città, certamente non questa categoria – ha affermato l’attaccante -. Quanto è successo è stato causato da diversi elementi. Le motivazioni sono svariate, non è stata solo una questione di soldi, perché i ritardi ci sono anche altrove. Tutta una serie di questioni hanno inciso. Alla vigilia di ogni partita, invece di concentrarci, eravamo costretti a pensare ai problemi della settimana. Probabilmente la proprietà doveva essere più presente come nell’ultimo mese». Situazioni che hanno portato Di Napoli a prendersi responsabilità non sue: «Forse ho sbagliato ma l’ho fatto quasi per senso di responsabilità, davanti a ragazzi di 18 anni che sono lontani dai genitori e da casa».

Sulla gestione societaria, a fine gara, fa autocritica anche Arturo Di Mascio, che ha commentato:«Di questa stagione la cosa che mi è piaciuta meno sono state le nostre scelte. Fortunatamente abbiamo recuperato nell’ultimo mese». Ma il patron va oltre e dichiara di non voler commettere gli stessi errori in futuro: «Il prossimo anno speriamo di potere fare solo calcio. Già nei prossimi giorni ci metteremo in moto per costruire una squadra competitiva, partendo da alcune conferme». Bisognerà pianificare per tempo lanciando segnali forti alla tifoseria, sul piano dell’organizzazione societaria prima ancora della definizione dell’organico (che obiettivamente in questa stagione qualitativamente era inferiore a poche squadre), in modo che i calciatori possano rendere al massimo. Le scorte di fiducia sembrano essere finite e la piazza attende risposte.

Il patron Di Mascio in tal senso ha annunciato che i tempi dovrebbero essere nettamente più ristretti rispetto ad un anno fa. Per quanto riguarda il Ds, si sta cercando un professionista che sia in possesso di determinate caratteristiche: «Stiamo valutando varie ipotesi. Lo stesso dicasi per l’allenatore. Passerà ancora qualche giorno» (ndr. purché non sia come l’ex calciatore della Nazionale nel post asta).

Intanto l’attuale Ds Muscarello, da molti considerato un -traghettatore-, sembra essere certo di restare anche la prossima stagione: «Per quanto mi riguarda oggi faccio festa, per un risultato raggiunto in una situazione difficile – spiega -. L’esperienza degli errori commessi deve aiutarci a non ripeterli in futuro, dandoci forti indicazioni sui prossimi passi da compiere». Un futuro che, targato Acr o meno, con Di Lullo, Di Mascio o qualche altro (insistono voci circa nuove cordate cittadine), merita di essere ancora targato Di Napoli. Essere arrivato a quota venti gol non è bastato a Re Artù per riportare il Messina tra i professionisti. Lui vuole rimanere, ma a certe condizioni: «Non ho intenzione di smettere di giocare – ha ammesso nello spogliatoio – e il mio sogno resta quello di vedere questi colori rinascere. Voglio essere uno dei simboli della risalita, ma da solo non posso fare niente. Si deve ripartire da un’organizzazione seria, puntando su persone che lavorano con competenza e diligenza per il bene della squadra. Un gruppo di persone, non una sola». Basta improvvisazioni insomma, silenzi o isolamenti: «Ho avuto un confronto forte con la società, gli ho detto quello che pensavo e loro hanno fatto altrettanto».

Il bomber ringrazia poi i tifosi che in questa stagione hanno sempre seguito la squadra, ma si rivolge anche al resto della città: «Come ripetevo in serie A, questo è un patrimonio di tutti e dunque, pur comprendendo le delusioni e quanto successo in questi anni, bisogna darsi una mossa». Quanto dice Di Napoli probabilmente è vero, ma come lo stesso ha sollecitato serve un disegno chiaro, leggibile e soprattutto credibile per riavvicinare la gente allo stadio e all’Acr. Il trasporto si genera costruendo un’immagine strutturale e organizzativa solida, basata su uomini che rappresentino degnamente il sodalizio e riavvicino anche imprenditori, addetti ai lavori, istituzioni. Una rivisitazione complessiva che si riproduca anche sugli atleti che scendono in campo, sorretti da quell’orchestra che ha reso unica la piazza giallorossa in passato. Di tutto questo, da un anno e mezzo a questo parte, si è visto poco. Ecco perché dai sorrisi speranzosi del dopo-gol di Panatteri si è passati alla -vuota- soddisfazione odierna. (Correlato in basso articolo del racconto delle partite, risultati di giornata, classifica finale e verdetti) Foto Buda

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